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Manduria, scoperta tomba dipinta con iscrizioni in lingua messapica, forse di una sacerdotessa di Demetra

di Redazione 31/10/2026

Categorie: Archeologia / Argomenti: Puglia - Archeologia


Nel Parco archeologico delle Mura Messapiche a Manduria scoperta una tomba con decorazioni pittoriche e due iscrizioni in lingua messapica che potrebbero riferirsi a una sacerdotessa legata al culto di Demetra.

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Una chiave di santuario, un thymiaterion e due iscrizioni in lingua messapica: sono alcuni degli elementi che rendono particolarmente interessante una tomba emersa dagli scavi nel Parco archeologico delle Mura Messapiche di Manduria, in provincia di Taranto. La sepoltura, identificata come Tomba 17, presenta un apparato pittorico di notevole rilievo e potrebbe essere appartenuta a una donna investita di importanti funzioni sacerdotali legate al culto di Demetra. Si tratta, per ora, di un’ipotesi interpretativa, che dovrà essere verificata attraverso ulteriori studi epigrafici e iconografici.

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I risultati delle recenti indagini archeologiche sono stati presentati il 29 ottobre 2026 nella sede della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto. Le ricerche, finanziate dal Ministero della Cultura, hanno interessato due settori del Parco: l’area della Porta Est e quella meridionale. Oltre a fornire nuovi elementi sul sistema difensivo e sull’organizzazione urbana dell’antica città messapica, gli scavi hanno documentato un antico percorso stradale e permesso di indagare complessivamente ventiquattro sepolture, databili tra il IV e il III secolo a.C.

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È però la Tomba 17 a concentrare l’attenzione degli archeologi. Scavata direttamente nel banco roccioso, era originariamente chiusa da tre grandi lastroni di pietra. Proprio su questi elementi è stata individuata un’iscrizione in lingua messapica. All’interno della sepoltura si conserva inoltre una decorazione pittorica che comprende motivi a meandro e raffigurazioni interpretabili come una chiave di santuario e un bruciaprofumi rituale, il cosiddetto thymiaterion. Una seconda iscrizione, dipinta in rosso e azzurro, si trova sulla superficie interna di uno dei lastroni.

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La scoperta a Manduria. Foto: Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio Brindisi Lecce e Taranto
La scoperta a Manduria. Foto: Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio Brindisi Lecce e Taranto
La scoperta a Manduria. Foto: Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio Brindisi Lecce e Taranto
La scoperta a Manduria. Foto: Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio Brindisi Lecce e Taranto
La scoperta a Manduria. Foto: Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio Brindisi Lecce e Taranto
La scoperta a Manduria. Foto: Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio Brindisi Lecce e Taranto
La scoperta a Manduria. Foto: Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio Brindisi Lecce e Taranto
La scoperta a Manduria. Foto: Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio Brindisi Lecce e Taranto

La presenza delle due iscrizioni, insieme agli elementi figurativi, offre nuove possibilità di indagine sulle pratiche funerarie e religiose della comunità messapica. Le prime letture epigrafiche e iconografiche suggeriscono che la sepoltura potesse essere riferibile a una figura femminile con un ruolo sacerdotale connesso al culto di Demetra, divinità legata alla fertilità, alla terra e ai cicli agricoli. Un’interpretazione ancora preliminare, che richiederà l’esame approfondito delle iscrizioni e delle decorazioni.

Le attività non si concluderanno con la fase di scavo. Sono previsti studi specialistici, interventi di restauro e ulteriori approfondimenti scientifici per garantire la conservazione delle testimonianze emerse e chiarirne il significato. Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella di un futuro percorso espositivo dedicato ai ritrovamenti presso il Museo archeologico di Manduria.

Alla presentazione dei risultati sono intervenuti il soprintendente Antonio Zunno e il vicesindaco di Manduria Giuseppe Antonio Mazza. Sono inoltre stati illustrati gli esiti delle ricerche da Vincenzo Ria, funzionario archeologo responsabile per il territorio di Manduria, e Stefania Montanaro, esperto archeologo di Ales S.p.A.

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