di Redazione 19/10/2026
Categorie: Archeologia / Argomenti: Archeologia
Nuove testimonianze archeologiche, tracce di frequentazione dalla protostoria all’età romana e il recupero dello storico fontanile: grazie agli interventi finanziati dal PNRR, il Santuario di Demetra a Macchia delle Valli, nel territorio di Vetralla, si prepara a riaprire al pubblico.
Un luogo sacro dalle radici antiche, una storia che attraversa i secoli e nuove scoperte che arricchiscono la conoscenza del patrimonio archeologico dell’Etruria. Il Santuario di Demetra a Macchia delle Valli, nel territorio di Vetralla, si prepara a riaprire al pubblico dopo gli interventi di ricerca, conservazione e valorizzazione promossi dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, grazie ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Sabato 24 ottobre 2026 alle ore 15.30 (ingresso libero senza prenotazione) si terrà infatti la presentazione dei lavori di scavo archeologico, restauro e valorizzazione del sito.
Le più recenti campagne di scavo hanno restituito risultati significativi, contribuendo a delineare con maggiore precisione la storia di uno dei complessi archeologici più importanti del territorio. Le nuove evidenze hanno inoltre permesso di aggiornare il progetto di visita, valorizzando il rapporto tra le testimonianze del passato e il paesaggio che le circonda.
Tra gli esiti più rilevanti delle indagini vi è l’ampliamento dell’arco cronologico della frequentazione del sito, che le nuove scoperte consentono di estendere fino alla protostoria. Gli scavi hanno inoltre offerto elementi utili per ricostruire l’evoluzione architettonica del santuario nelle sue fasi tardo-etrusca e romana. I ritrovamenti confermano l’importanza del culto di Demetra e la natura sacra dell’area, documentando una lunga continuità di frequentazione e devozione. Un percorso che, dalle prime testimonianze protostoriche, prosegue fino all’età romana, restituendo l’immagine di un luogo profondamente legato alla storia religiosa e culturale del territorio.
Le indagini, condotte fino al raggiungimento del banco roccioso naturale, hanno portato alla luce anche tracce dello sfruttamento dell’area come cava, individuate in settori che finora non erano stati documentati.
Accanto alle novità emerse dagli scavi, un ruolo importante è stato svolto dal recupero dello storico fontanile e delle strutture a esso collegate, insieme al sistema di terrazzamenti che caratterizza il versante. Questi elementi raccontano un altro capitolo della storia di Macchia delle Valli: quello del rapporto tra le comunità e le risorse naturali del luogo, in particolare l’acqua. Le strutture recuperate testimoniano infatti un utilizzo dell’area protrattosi nel tempo, fino all’età moderna, ampliando la conoscenza delle trasformazioni che hanno interessato il paesaggio.
Gli interventi realizzati dalla Soprintendenza hanno permesso di rafforzare la tutela del complesso archeologico e di migliorarne le possibilità di accesso. La ricerca scientifica si è così intrecciata con la conservazione delle strutture e con la progettazione di un percorso di visita capace di mettere in relazione i resti archeologici con il contesto naturale.
Il Santuario di Demetra si prepara dunque a essere restituito alla collettività, offrendo l’occasione di riscoprire un luogo di grande valore storico, archeologico e paesaggistico e di approfondire, attraverso le nuove scoperte, la lunga storia di un territorio ricco di testimonianze del passato.
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