Il J. Paul Getty Museum ha annunciato l’acquisizione del Ritratto del conte-duca di Olivares, dipinto seicentesco di Diego Velázquez recentemente identificato come opera dell’artista spagnolo. Il dipinto sarà presentato al pubblico al Getty Center nel corso dell’autunno, nel padiglione est del museo. L’opera raffigura Gaspar de Guzmán y Pimentel, conosciuto come Conte-Duca di Olivares, rappresentato a mezzo busto e con lo sguardo rivolto direttamente verso l’osservatore. Indossa un’armatura ornata da bordature dorate e una fascia rossa. Figura di primo piano nella Spagna del XVII secolo, Olivares fu valido, ovvero primo ministro, di Filippo IV e concentrò nelle proprie mani un notevole potere politico per oltre vent’anni. Fu inoltre protagonista di importanti riforme amministrative e militari e venne raffigurato più volte da Velázquez.
Secondo le ricostruzioni degli studiosi, Velázquez avrebbe realizzato il ritratto nel 1626, con l’intenzione di offrirlo come dono diplomatico al cardinale Francesco Barberini, durante la missione dell’artista a Madrid nell’estate di quell’anno. Un riferimento particolarmente significativo compare nell’inventario della collezione Barberini redatto a Roma nel 1631, dove viene registrato “un dipinto con il ritratto del conte Olivares, ovvero la sua testa e il busto in armatura”, che probabilmente corrisponde a quest’opera. Il dipinto sarebbe quindi rimasto in Italia. Nel corso del Novecento risulta documentato nella collezione Coppellotti di Asti, dove è rimasto per generazioni, prima di essere acquistato da un collezionista privato nel 2025 e successivamente venduto al J. Paul Getty Museum.
Prima della sua recente riscoperta, il ritratto di Velázquez era conosciuto esclusivamente grazie a una celebre incisione di Paulus Pontius, realizzata a partire da un disegno di Peter Paul Rubens e inviata allo stesso Olivares. Le iscrizioni sul ritratto stampato specificano che l’effigie di Olivares si basava su un prototipo di Velázquez, mentre la complessa cornice allegorica era stata ideata da Rubens. La scoperta del dipinto permette ora di identificare nell’opera recentemente riemersa il modello originale utilizzato per l’incisione.
L’identificazione dell’opera è avvenuta mentre Salvador Salort-Pons, direttore del Detroit Institute of Art e studioso della pittura spagnola del Seicento, stava preparando una mostra dedicata ai ritratti del Conte-Duca di Olivares. Lo studioso si è imbattuto nel dipinto, allora conservato in una collezione privata, avviando una serie di analisi che hanno portato ad attribuirlo a Velázquez. Anche gli esami tecnici hanno fornito elementi a sostegno dell’attribuzione. Sulla superficie pittorica sono stati individuati diversi pentimenti, cioè modifiche apportate dall’artista durante l’esecuzione. In particolare, le analisi hanno evidenziato interventi sostanziali sull’abbigliamento e sull’armatura del soggetto, indicando un processo di revisione della composizione da parte di Velázquez.
Sono circa 120 i dipinti oggi conosciuti di Velázquez, dei quali circa cinquanta fanno parte delle collezioni del Museo Nacional del Prado di Madrid. L’acquisizione del Ritratto del conte-duca di Olivares rappresenta inoltre un doppio primato per il Getty: è infatti il primo dipinto di Velázquez a entrare nelle collezioni del museo e la prima opera dell’artista a essere esposta sulla costa occidentale degli Stati Uniti.
Dopo la presentazione al Getty Center, il dipinto sarà trasferito al Detroit Institute of Art, dove sarà incluso nella mostra Velázquez & Olivares: The Early Years at Court, in programma dal 24 gennaio al 25 luglio 2027.
“Velázquez è stato uno dei più grandi pittori dell’Europa moderna e uno dei più notevoli esponenti della lunga e multiforme tradizione della ritrattistica di stato”, ha dichiarato Timothy Potts, direttore del Getty Museum, titolare della cattedra Maria Hummer-Tuttle e Robert Tuttle. “Quest’opera rappresenta un’aggiunta fondamentale alla collezione del Getty, resa ancora più straordinaria dalla sua storia, poiché non era pienamente nota fino a poco tempo fa”.
“Questo ritratto imponente e quasi intimidatorio è una potente testimonianza visiva di uno dei più influenti statisti spagnoli del XVII secolo, ed esemplifica l’innovazione del pittore nella ritrattistica di corte e la sua straordinaria capacità di catturare la personalità del soggetto direttamente dal vivo”, ha affermato Davide Gasparrotto, curatore senior dei dipinti al Getty Museum. “È un’importante aggiunta alla collezione di dipinti europei del XVII secolo del Getty e un esempio di grande rilievo per la nostra crescente collezione di dipinti spagnoli”.
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