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Binta Diaw vince il Premio Fiamma: la sua opera entra nella collezione del MA*GA

di Redazione 13/10/2026

Categorie: Arte contemporanea / Argomenti: Arte contemporanea


L’artista italo-senegalese si aggiudica la prima edizione del riconoscimento promosso dal Museo MA*GA di Gallarate e dall’azienda FIAMMA. L’installazione affronta i temi della memoria, della terra, della resilienza e delle identità diasporiche.

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Binta Diaw è la vincitrice della prima edizione del Premio Fiamma: Collecting the Future, progetto dedicato al sostegno dell’arte italiana emergente promosso dal Museo MA*GA di Gallarate (Varese) e da FIAMMA, azienda italiana attiva nella produzione e nello sviluppo di prodotti e accessori per veicoli ricreazionali, tra cui camper, caravan e van. L’opera realizzata dall’artista, Sankofa, Asase Ye Duru, Wawa Aba, è esposta da oggi al museo ed entrerà a far parte della sua collezione permanente.

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Il premio sostiene la produzione artistica contemporanea attraverso la realizzazione di nuove opere in dialogo con i valori di FIAMMA, con particolare attenzione al viaggio e alla dimensione ecologica dello spazio naturale. Diaw è stata selezionata da una commissione composta da rappresentanti del museo e dell’azienda, insieme ad Alice Ronchi e Serena Vestrucci, per l’originalità della ricerca, la qualità progettuale e la capacità di confrontarsi con temi sociali, culturali e materiali del presente.

L’installazione ambientale combina terra, alluminio e capelli intrecciati, elemento distintivo della ricerca dell’artista italo-senegalese. Il lavoro rielabora l’alfabeto Adinkra, formato da antichi simboli originari del Ghana e legati in particolare al popolo Akan, il principale gruppo etnolinguistico del Paese. Attraverso forme sintetiche, questi simboli esprimono riflessioni filosofiche ed esistenziali sul significato dei luoghi e sulla memoria individuale e collettiva.

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Come suggerisce il titolo, l’opera si articola in tre elementi. Il primo, Sankofa, è sospeso al soffitto e rappresenta un volatile che raccoglie un uovo dalla propria coda. Il simbolo significa “torna indietro a cercare” e richiama un proverbio ghanese secondo cui non è sbagliato tornare indietro per recuperare ciò che si è dimenticato. Il secondo, Asase Ye Duru, è realizzato interamente in terra e rappresenta il “peso della terra”, con riferimento alla divinità Madre Terra. Il terzo, Wawa Aba, è un cerchio di capelli intrecciati appoggiato al suolo, ispirato al seme dell’albero Wawa e associato a durezza, resistenza e perseveranza. Nel loro insieme, i tre elementi sviluppano una riflessione sul rapporto degli Akan con memoria, terra e resilienza, estendendola alle condizioni di marginalità, ai movimenti diasporici e alle relazioni tra culti terrestri, femminilità e identità nel presente.

Binta Diaw, Sankofa, Asase Ye Duru, Wawa Aba - Opera vincitrice della Prima Edizione del PREMIO FIAMMA 2026 (2026; installazione ambientale, terra, alluminio, capelli intrecciati; Gallarate, Museo MA*GA) © Roberto Marossi
Binta Diaw, Sankofa, Asase Ye Duru, Wawa Aba - Opera vincitrice della Prima Edizione del PREMIO FIAMMA 2026 (2026; installazione ambientale, terra, alluminio, capelli intrecciati; Gallarate, Museo MA*GA) © Roberto Marossi

Dichiarazioni

“Il Premio FIAMMA. Collecting the Future”, afferma Mario Lainati, Presidente del Museo MA*GA, “rappresenta un esempio concreto di come il dialogo tra istituzioni culturali e imprese possa generare valore per l’intero territorio. La collaborazione con FIAMMA dimostra come il sostegno dell’imprenditoria alla cultura possa tradursi in un investimento nella ricerca artistica contemporanea e nel patrimonio culturale condiviso. Grazie a questo progetto, il Museo MA*GA arricchisce la propria collezione permanente con un’opera di Binta Diaw, offrendo al pubblico nuove occasioni di incontro con i linguaggi e le riflessioni dell’arte di oggi. Crediamo fortemente in questa sinergia tra arte e impresa, capace di coniugare visione culturale, responsabilità sociale e attenzione verso le nuove generazioni di artisti, costruendo opportunità durature per la crescita culturale della comunità”.

“Il Premio FIAMMA”, dichiara Claudia Mazzetti, Assessore alle Attività Formative del Comune di Gallarate (VA), “rappresenta un bellissimo esempio di come le relazioni nate attorno alla cultura possano trasformarsi in collaborazioni concrete, capaci di lasciare un segno nel tempo. Il dialogo tra FIAMMA e il Museo MA*GA ha preso avvio proprio in occasione dell’organizzazione del concerto estivo dello scorso anno: un incontro che oggi si traduce in un progetto di grande valore artistico e culturale. È questo uno degli aspetti più preziosi della nostra città: la capacità di creare connessioni tra istituzioni, cultura e mondo imprenditoriale, facendo nascere nuove opportunità. Desidero ringraziare FIAMMA per la sensibilità e la generosità dimostrate, il Museo MA*GA per la sua capacità di costruire relazioni e valorizzare nuovi talenti, e congratularmi con Binta Diaw per un’opera che invita a riflettere su temi profondamente attuali, come la memoria, l’identità e il rapporto con la terra. Un patrimonio artistico che resterà a disposizione della collettività e arricchirà l’identità artistica di Gallarate”.

“Siamo orgogliosi di presentare oggi, insieme al Museo MA*GA, la vincitrice del primo Premio Fiamma”, conclude Charles Pozzi, Amministratore Delegato FIAMMA. “Per noi questa iniziativa ha un significato profondamente personale. Il Premio rende omaggio alla memoria di Norma Pozzi, fondatrice di Fiamma e mia nonna, che ha sempre nutrito una grande sensibilità per la cultura e per l’arte e sostenuto con convinzione le realtà del territorio. Contribuire oggi alla realizzazione di un’opera destinata alla collezione permanente del MA*GA, rendendola accessibile a tutti, rappresenta quindi un risultato di cui siamo particolarmente fieri. L’artista vincitrice, Binta Diaw, ha saputo interpretare attraverso il linguaggio dell’arte alcuni valori che sentiamo profondamente nostri. Nella sua opera ritroviamo quella cura e quella attenzione al dettaglio che da sempre caratterizzano Fiamma e il nostro modo di intendere il Made in Italy. È proprio questo incontro tra sensibilità diverse, ma capaci di dialogare, a rendere per noi il Premio Fiamma così speciale”. 

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