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Un busto di Bertel Thorvaldsen acquistato dal Getty Museum: lo ha venduto una galleria romana

di Redazione 27/10/2026

Categorie: Arte moderna / Argomenti: Neoclassicismo - Bertel Thorvaldsen - Arte Moderna - arte neoclassica


Un busto di Bertel Thorvaldsen entra nelle collezioni del Getty Museum di Los Angeles. Il marmo ritrae Rosa Taddei, attrice e poetessa italiana nota per le sue improvvisazioni in versi. Realizzata a Roma nel 1826, l’opera è stata venduta dalla romana Galleria Carlo Virgilio & C.

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Il Getty Museum di Los Angeles ha acquisito un busto marmoreo raffigurante Rosa Taddei (Trento, 1799 – Roma, 1869), attrice e poetessa italiana ritratta nel 1826 dallo scultore danese Bertel Thorvaldsen (Copenaghen, 1770 – 1844). L’opera, in passato presentata dalla Galleria Carlo Virgilio & C. di Roma a un’edizione della fiera TEFAF di Maastricht, è l’unica versione in marmo conosciuta del ritratto: un modello preparatorio in gesso è conservato al Thorvaldsen Museum di Copenaghen.

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Nata nel 1799, Taddei era nota per le sue capacità di improvvisatrice. Durante le esibizioni chiedeva al pubblico di suggerire temi e spunti, poi componeva versi sul momento. La poetessa e lo scultore si conoscevano personalmente; secondo un aneddoto, durante una performance Taddei avrebbe messo in imbarazzo Thorvaldsen con le sue lodi particolarmente enfatiche.

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Bertel Thorvaldsen, Busto di Rosa Taddei (1826; marmo, 50 x 24,5 x 25 cm; Los Angeles, The J. Paul Getty Museum)
Bertel Thorvaldsen, Busto di Rosa Taddei (1826; marmo, 50 x 24,5 x 25 cm; Los Angeles, The J. Paul Getty Museum)

Il ritratto restituisce tuttavia un’immagine composta e serena della giovane, allora ventisettenne. La postura eretta, lo sguardo rivolto in avanti, le pupille incise e il lieve sorriso contribuiscono a un’espressione controllata, in contrasto con la vivacità delle esibizioni attribuite alla modella. La capigliatura, finemente scolpita, incornicia un volto dai tratti ben definiti, con naso aquilino e mento arrotondato. La base quadrata, il panneggio della tunica e il medaglione richiamano l’interesse di Thorvaldsen per l’arte classica.

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Nella scultura europea dei primi decenni dell’Ottocento, Thorvaldsen fu il principale esponente, assieme ad Antonio Canova, nell’ambito della scultura del Neoclassicismo. La fortuna critica dei due artisti sarebbe però diminuita nel corso del secolo successivo, quando una parte della critica modernista interpretò il linguaggio neoclassico come un’imitazione sentimentale dell’arte del passato. Il successivo recupero storiografico ha contribuito a riconsiderare il ruolo dei neoclassici nello sviluppo dell’arte moderna. Una tappa significativa di questa rilettura è stata la mostra dedicata a Canova e Thorvaldsen a Milano nel 2019.

Negli Stati Uniti, alcune opere di Thorvaldsen hanno avuto una particolare fortuna anche al di fuori dei musei. Negli anni Trenta del Novecento, il magnate William Randolph Hearst acquistò due statue di Venere, una dello scultore danese e una di Canova, esponendole insieme nella propria residenza di San Simeon, in California. Più ampia è stata la diffusione del Christus di Thorvaldsen: una replica monumentale fu commissionata nel 1939 per il cimitero di Forest Lawn a Glendale e installata nel 1947; negli anni Cinquanta, la Chiesa mormone ne commissionò a sua volta copie destinate a Salt Lake City e ad altri templi. L’acquisizione del Getty arricchisce la presenza dello scultore nelle collezioni statunitensi, dove le sue opere originali sono relativamente rare. Il busto di Rosa Taddei entrerà in dialogo con la selezione internazionale di scultura neoclassica del museo e con dipinti danesi di Christen Købke e Vilhelm Hammershøi.

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