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Galleria Borghese, sette associazioni contestano il concorso per la nuova struttura museale

di Redazione 13/10/2026

Categorie: Attualità / Argomenti: Villa Borghese - Galleria Borghese - Beni culturali


Sette associazioni culturali contestano le modalità di avvio del concorso internazionale per una nuova struttura museale a Villa Borghese. Nel mirino la gestione affidata a Proger Spa, la mancanza di trasparenza sul progetto e&a

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Sette associazioni culturali contestano le modalità con cui è stato avviato il concorso internazionale di architettura per una nuova struttura museale integrata nel sistema espositivo di Villa Borghese, destinata alla Galleria Borghese di Roma. In un comunicato congiunto, le associazioni Ranuccio Bianchi Bandinelli, Italia Nostra Roma, Gruppo dei Romanisti, Amici di Villa Borghese, Carteinregola-ODV, Amici dei Musei di Roma e ICOM Italia esprimono “grave sconcerto” per aver appreso casualmente della presentazione dell’iniziativa, gestita dalla società privata Proger Spa e riguardante un bene culturale pubblico.

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La presentazione del concorso è prevista per il 14 ottobre 2026, alle ore 11, durante una conferenza stampa presso la Casa dell’Architettura, nella sede dell’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia, in piazza Manfredo Fanti 47. Le associazioni ricordano che già nel maggio 2026 associazioni culturali, storici dell’arte, esperti museali e cittadini avevano manifestato contrarietà al bando, che prevedeva allora la progettazione di una struttura museale “contermine alla Galleria Borghese”. Erano state presentate osservazioni circostanziate, sia sulle modalità sia sul merito dell’iniziativa, richiamando le norme statali. Secondo i firmatari, a queste contestazioni non sono seguite dichiarazioni del Ministero della Cultura, cui spetta la tutela del bene e che ne è proprietario.

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Facciata della Galleria Borghese. Foto: Luciano Romano ©Galleria Borghese
Facciata della Galleria Borghese. Foto: Luciano Romano ©Galleria Borghese

Il comunicato ribadisce che la Galleria Borghese è un bene pubblico e che chi la amministra deve rispettare le norme e i limiti delle proprie competenze. A questo proposito, vengono richiamati il DPCM 57/2024, articolo 24, e il DM 270/2024: secondo la lettura proposta dalle associazioni, ai direttori degli istituti dotati di autonomia speciale, come la Galleria Borghese, spettano le funzioni di tutela dei beni mobili, mentre quelle relative agli immobili competono alle Soprintendenze Speciali Archeologia Belle Arti e Paesaggio, previo accordo formale con la direzione museale.

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I firmatari giudicano inoltre inverosimile bandire un concorso di idee per una struttura “autonoma e integrata”, da realizzare in uno spazio pubblico o in un edificio esistente, senza rendere noto il piano generale dell’operazione. Le motivazioni sarebbero poco chiare e, per quanto risulta alle associazioni, mancherebbe l’autorizzazione preventiva del Ministero della Cultura. Il comunicato chiede infine di chiarire se il nuovo edificio, presentato nel documento del 18 maggio come uno strumento per rendere il patrimonio “ancora più accessibile e comprensibile”, con meno limiti di tempo, spazio e opere da osservare, serva a trasferire parte delle opere esposte nel Villino Borghese, raddoppiando la durata delle visite e il numero degli ingressi.

Una prospettiva che le associazioni considerano incompatibile con la natura della Galleria, definita non semplicemente un museo, ma un’antica collezione privata acquisita dallo Stato, da mantenere integra insieme agli ampliamenti già realizzati e agli eventuali miglioramenti dell’accessibilità all’interno dell’edificio. Per un intervento di tale portata, concludono, la gestione dovrebbe spettare all’ente pubblico competente, non a una società privata come Proger Spa, il cui ruolo viene giudicato singolare in apparente assenza degli organi ministeriali preposti.

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