di Redazione 04/11/2026
Categorie: Attualità / Argomenti: Napoli - Patrimonio culturale
Non una rassegna d’arte, ma un luogo permanente di confronto su patrimonio materiale e immateriale. Ai Girolamini si è chiuso l’evento preparatorio della futura Biennale di Napoli: gli esiti saranno presentati al Consiglio Esecutivo UNESCO nell’aprile 2027.
Siamo abituati a pensare alle biennali come a grandi rassegne d’arte contemporanea, ma quella a cui si lavora per Napoli avrebbe invece un oggetto diverso: il patrimonio culturale, inteso sia nella sua dimensione materiale sia in quella immateriale. Non un’esposizione, dunque, ma una piattaforma di dialogo permanente su come tutelare e promuovere il patrimonio a livello globale. Il progetto è ancora in fase esplorativa, ma ha appena compiuto un passo concreto: dal 21 al 23 ottobre il complesso monumentale dei Girolamini ha ospitato Towards a Naples Biennale on Cultural Heritage, l’evento UNESCO pensato per cominciare a darle una forma.
Ai lavori hanno partecipato 85 esperti provenienti da 42 paesi, che nelle sessioni hanno messo a confronto esperienze, riflessioni e visioni. L’iniziativa è stata organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale insieme al Ministero della Cultura, in collaborazione con il Comune di Napoli, ed è stata inserita nel calendario delle celebrazioni per i 2500 anni di storia della città.
L’idea non nasce dal nulla: Napoli aveva già ospitato due edizioni della “Naples Conference on Cultural Heritage in the 21st century”, nel 2023 e nel 2025, dedicate alle sinergie e alle interazioni tra le Convenzioni culturali dell’UNESCO e a un approccio al patrimonio definito olistico e centrato sulle persone. È proprio da quegli incontri che è emersa la proposta di una Biennale. Al termine della seconda edizione, i partecipanti hanno chiesto al Consiglio UNESCO di sostenerla, e nell’ottobre 2025 il Consiglio ha dato mandato all’Italia e al Segretariato di esplorare i contorni di una piattaforma permanente dedicata al patrimonio. L’evento dei Girolamini, secondo il Ministero della Cultura, rappresenta un passaggio importante di questo percorso.
Una parte significativa dei tre giorni si è svolta fuori dalle sale di lavoro. Gli esperti hanno seguito itinerari culturali costruiti per far conoscere loro quello che gli organizzatori chiamano lo “Spirito di Napoli”, incontrando rappresentanti della filiera culturale cittadina. Nella lettura del Ministero, il confronto diretto con la città è stato decisivo: Napoli viene descritta come un luogo in cui patrimonio materiale e immateriale e creatività si intrecciano nella vita quotidiana, e quindi come sede ideale per un appuntamento internazionale permanente su questi temi.
Che cosa dovrebbe essere, in concreto, la futura Biennale? Le sessioni ai Girolamini hanno provato a delinearne gli elementi principali. Le raccomandazioni emerse vanno in due direzioni: un approccio olistico al patrimonio, che non separi i beni materiali dalle pratiche e dai saperi immateriali, e una chiara centralità delle comunità che quel patrimonio lo vivono. A queste si aggiunge l’indicazione di coinvolgere anche i soggetti pubblici e privati interessati.
Il prossimo appuntamento è fissato. Gli esiti dell’evento preparatorio saranno presentati alla sessione del Consiglio Esecutivo UNESCO di aprile 2027. Nel frattempo, fanno sapere i due ministeri, il lavoro proseguirà in stretta collaborazione con l’organizzazione delle Nazioni Unite, con l’obiettivo di far nascere la Biennale di Napoli come spazio di riflessione, scambio e cooperazione per la salvaguardia e la promozione del patrimonio culturale nel mondo.
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