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Venezia, arrivano pubblicità sulle facciate delle chiese per raccogliere fondi per i restauri

di Redazione 27/03/2019

Categorie: Attualità


Venezia, il Patriarcato dà l’ok alle pubblicità sulle facciate delle chiese per raccogliere fondi da destinare ai restauri.

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Una soluzione probabilmente drastica, ma anche inevitabile, al fine di ottenere fondi per i restauri delle chiese di Venezia: dal momento che le risorse scarseggiano, il Patriarcato del capoluogo veneto ha dato l’ok per ospitare grossi cartelloni pubblicitari sulle chiese della città. Ci sono almeno cinquanta edifici di culto che necessitano di interventi, alcuni dei quali urgenti in quanto fanno seguito a danni come distacchi e lievi cedimenti, e ne sono interessate anche alcune delle chiese più visitate di Venezia, come San Moisè, che si trova sull’asse San Marco-Accademia in una delle strade più frequentate dai turisti (ha problemi sulla facciata) o San Geremia, che ha subito il distacco di alcune porzioni del soffitto, e San Salvador, anch’essa con la facciata in sofferenza.

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Lo scorso 7 marzo la proposta di aprire agli sponsor privati sulle facciate è stata illustrata da don Gianmatteo Caputo, architetto e delegato patriarcale per i Beni culturali ed ecclesiastici, e da Emanuela Carpani, soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio per Venezia e Laguna: una trovata necessaria per far fronte a spese sempre più ingenti.

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Sarà il Patriarcato a occuparsi direttamente della gestione dei cartelloni: il primo è già stato installato sulla chiesa di San Bartolomeo, già interessata da alcuni lavori. Insomma, un’idea che dispiacerà a molti, ma che il Patriarcato ritiene imprescindibile per raccogliere le cifre da destinare ai lavori, anche perché, malgrado molte delle chiese si trovino nei punti nevralgici della città e siano visitate da migliaia di persone, non si riescono a trovare finanziatori. E le somme sono importanti: solo per gli interventi ai campanili, servirà un milione e mezzo di euro, ha fatto sapere Caputo.

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Per Venezia non si tratta comunque di una novità: cartelloni erano già comparsi anni fa sulla facciata di Palazzo Ducale, altri ancora avevano letteralmente avviluppato il Ponte dei Sospiri, e ancora grandi pannelli avevano avvolto il Museo Correr, la meravigliosa facciata di Ca’ Rezzonico. E anche le chiese erano state interessate dalla stessa misura: nel 2017 grandi polemiche aveva suscitato l’installazione di un maxi-cartellone sulla facciata della chiesa della Pietà, e lo stesso era accaduto un anno dopo alla chiesa degli Scalzi (ovvero uno dei primi edifici che vedono quanti arrivano a Venezia col treno). Niente di nuovo, dunque: ma i cartelloni sulle facciate, da sporadiche eccezioni, rischiano sempre più di diventare la norma.

Nella foto: il cartellone sulla facciata della chiesa degli Scalzi nel 2018 (credit Pagina Venezia sì ma non così)

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