Una veduta della Karlskirche di Vienna, finora sconosciuta e recentemente riscoperta, sarà proposta il 21 ottobre 2026 all’asta di Dipinti Antichi di Dorotheum. L’opera è stata riconosciuta come interamente autografa di Bernardo Bellotto, celebre vedutista veneziano, nipote e allievo di Canaletto, ed è stimata tra 400.000 e 600.000 euro. Il dipinto costituisce inoltre il prototipo di altre versioni dello stesso soggetto, alcune delle quali sono attribuite al figlio e assistente dell’artista, Lorenzo Bellotto.
La Karlskirche, uno degli edifici più rappresentativi della Vienna settecentesca, fu eretta per commemorare la fine dell’ultima grande epidemia di peste. Progettata da Johann Bernhard Fischer von Erlach, venne completata nel 1739. Si ritiene che Bellotto abbia realizzato la veduta durante, oppure poco dopo, il suo soggiorno a Vienna tra il 1759 e il 1761. L’artista aveva ricevuto l’incarico di dipingere una serie di vedute panoramiche della capitale asburgica, tra cui la celebre Veduta di Vienna dal Belvedere, oggi conservata al Kunsthistorisches Museum.
Le vedute viennesi di Bellotto restituiscono l’immagine della città imperiale nel periodo di massima potenza asburgica, presentandola come centro di influenza politica, culturale e scientifica. La precisione delle composizioni deriva anche dalla scelta accurata dei punti di vista e dall’osservazione dettagliata degli edifici, inseriti in paesaggi urbani animati. A questi elementi si aggiunge un articolato trattamento della luce e delle ombre, che contribuisce alla definizione degli spazi architettonici e della vita cittadina.
La nuova veduta della Karlskirche si inserisce dunque nel corpus delle opere di Bellotto dedicate a Vienna e costituisce una testimonianza visiva della capitale asburgica alla metà del Settecento. La recente attribuzione dell’opera nella sua interezza all’artista ne chiarisce inoltre la posizione rispetto alle successive versioni del soggetto, alcune delle quali sono state ricondotte alla produzione del figlio Lorenzo.
L’asta del 21 ottobre comprende anche altre opere recentemente riscoperte. Tra queste figura uno Studio di testa su carta di Pietro di Cristoforo Vannucci, detto il Perugino, direttamente collegato alla pala d’altare raffigurante la Pietà, oggi conservata alle Gallerie degli Uffizi di Firenze. L’opera è proposta con una stima di 200.000-300.000 euro.
Un’altra riscoperta è la Madonna con Bambino in una nicchia architettonica di Paolo Veronese, proveniente da una collezione privata e stimata 100.000-150.000 euro. Nel catalogo figura inoltre la Strage degli Innocenti di Luca Giordano, opera che nel 2001 fece parte della mostra monografica dedicata all’artista e organizzata a Napoli, Vienna e Los Angeles. La stima è di 400.000-600.000 euro.
Tra i dipinti di maggiore rilievo è presente anche una Natività di Guido Reni, già appartenuta alla collezione del celebre ritrattista britannico Sir Joshua Reynolds, con una stima di 200.000-300.000 euro. L’arte fiamminga è rappresentata, tra le altre opere, da un Ritratto di bambino di Frans Pourbus e dal paesaggio Fuga in Egitto di Herri met de Bles, rispettivamente stimati 200.000-250.000 euro e 40.000-60.000 euro. Completano la selezione una Natura morta del pittore spagnolo Juan van der Hamen y León, stimata 100.000-150.000 euro, e L’agonia nell’orto dell’artista di Norimberga Hans von Kulmbach, con una stima di 30.000-40.000 euro.
L’asta di Dipinti Antichi, con vendita in sala e possibilità di Live Bidding, si terrà il 21 ottobre 2026 alle ore 18. L’esposizione delle opere sarà aperta dal 10 ottobre presso il Palais Dorotheum, Dorotheergasse 17, 1010 Vienna.
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