di Redazione 29/10/2026
Categorie: Mostre / Argomenti: Pinacoteca di Brera - Arte del Novecento
Dal 30 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, Palazzo Citterio a Milano ospita una mostra dedicata a quindici artisti che hanno segnato la storia dell’insegnamento a Brera, da Adolfo Wildt a Luciano Fabro, fino alla contemporaneità. In esposizione anche un’opera di Lucio Fontana, che frequentò l’Accademia come allievo.
Da Adolfo Wildt a Luciano Fabro e Alberto Garutti, la storia dell’Accademia di Belle Arti di Brera passa anche attraverso le opere di chi ha insegnato nelle sue aule. A queste figure è dedicata I maestri di Brera. Insegnare l’arte, la mostra a cura di Giovanni Iovane e Marina Gargiulo che apre il 30 ottobre 2026 nella Sala Stirling di Palazzo Citterio, a Milano, e rimane visitabile fino al 10 gennaio 2027. L’esposizione rientra nel programma di celebrazioni per il 250° anniversario della fondazione dell’Accademia, avvenuta nel 1776, e presenta una selezione di trenta opere.
Il percorso riunisce lavori di Adolfo Wildt, Carlo Carrà, Arturo Martini, Achille Funi, Marino Marini, Gastone Novelli, Alik Cavaliere, Rodolfo Aricò, Luciano Fabro, Alberto Garutti, Fausta Squatriti, Grazia Varisco, Renata Boero, Giuseppe Maraniello e Ugo La Pietra. A questi si aggiunge Lucio Fontana, che non fu docente dell’istituzione, ma ne frequentò le aule come allievo.
Dal primo Novecento a oggi, la mostra ricostruisce il contributo dei docenti alla definizione dell’identità culturale di Brera, evidenziando il ruolo dell’Accademia non soltanto nella trasmissione dei linguaggi artistici tradizionali, ma anche nello sviluppo della sperimentazione e delle avanguardie del XX e XXI secolo. Il progetto si inserisce inoltre nella storia del Palazzo di Brera, complesso di origine illuminista che riunisce, oltre all’Accademia e alla Pinacoteca, la Biblioteca Nazionale Braidense, l’Osservatorio Astronomico, l’Orto Botanico e l’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere. Un polo nel quale saperi umanistici, scientifici e artistici convivono e si confrontano.
Il percorso, allestito da Francesco Librizzi Studio, si articola in quattro nuclei. Le Radici della Modernità (Anni ’20 – ’40) presenta Wildt, Carrà, Martini e Funi, protagonisti del passaggio dalla tradizione ottocentesca alle prime istanze moderne, con particolare attenzione alla scultura. Dalla Tradizione all’Innovazione Radicale (Anni ’40 – ’70) approfondisce invece il contributo di Marino Marini e Gastone Novelli alle trasformazioni artistiche del secondo dopoguerra, affiancati da Fontana, presente in quanto allievo di Wildt.
La Brera Contemporanea e i Nuovi Linguaggi (Anni ’70 – oggi) si concentra su Cavaliere, Fabro, Aricò, Varisco e Boero, docenti che hanno contribuito a rinnovare l’istituzione attraverso approcci multidisciplinari e sperimentali. L’ultima sezione è dedicata all’impatto didattico e all’eredità di Garutti, Squatriti, Maraniello e La Pietra sulle generazioni più giovani.
Dichiarazioni
“La Pinacoteca di Brera e l’Accademia di Belle Arti", afferma Angelo Crespi, Direttore generale Pinacoteca di Brera, Palazzo Citterio, Biblioteca nazionale Braidense, "convivono nel condominio del Palazzo Brera, condividendo una tradizione di conservazione, trasmissione e produzione culturale che dura da più di duecento anni. È col medesimo intento collaborativo che le due istituzioni dialogano oggi, nel celebrare questi 250 anni di sviluppo e crescita dell’Accademia, con un’esposizione di testimonianze di coloro che ne hanno qualificato particolarmente l’attività didattica, dagli inizi del Novecento ai giorni nostri”.
“L’esposizione", sostiene Franco Marrocco, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera, "intende restituire la natura specifica del magistero braidense: un luogo in cui la trasmissione della pratica artistica non si è mai ridotta a mera codificazione accademica o ripetizione dottrinale, ma si è sempre configurata come laboratorio critico, confronto dialettico e officina di pensiero. Celebrare due secoli e mezzo di storia non significa perciò cedere a un monumento autoreferenziale, bensì riaprire le questioni fondative dell’insegnamento artistico. Mostrare le opere dei maestri significa riannodare i fili di una comunità in cui l’eredità del passato agisce come fermento per le generazioni a venire, confermando Brera quale presidio insostituibile di ricerca visiva e futuro possibile”.
Informazioni sulla mostra
| Titolo mostra | I maestri di Brera. Insegnare l’arte | Città | Milano | Sede | Palazzo Citterio | Date | Dal 30/10/2026 al 10/01/2027 | Curatori | Giovanni Iovane, Marina Gargiulo | Temi | Pinacoteca di Brera, Arte del Novecento |
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