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Dalí e Matisse a Milano: le due grandi mostre dell’autunno 2026 sostenute da Enel

di Redazione 20/10/2026

Categorie: Mostre / Argomenti: Milano - Salvador Dalí - Henri Matisse - arte e moda


Dalí a Palazzo Reale e Matisse al MUDEC: scopri le mostre dell’autunno 2026 a Milano sostenute da Enel tra arte, moda e culture del mondo.

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Milano dedica l’autunno 2026 a due protagonisti dell’arte del Novecento: Salvador Dalí a Palazzo Reale e Henri Matisse al MUDEC. Due grandi mostre internazionali, con il sostegno di Enel, che esplorano rispettivamente il rapporto tra arte e moda e il dialogo tra Matisse e le culture extraeuropee.

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Enel sostiene con il ruolo di Main Partner Dalí e la Moda in esposizione al Palazzo Reale, dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027: una mostra che ricostruisce il rapporto dell’artista spagnolo con l’abbigliamento, le maison, la fotografia, il teatro, la pubblicità e la performance, concentrandosi sul ruolo che la moda ha avuto nella costruzione della sua immagine pubblica e sulla trasformazione del corpo.

Al MUDEC – Museo delle Culture, dall’8 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027, Enel sostiene in qualità di sponsor Matisse. Il mondo in una stanza che analizza il rapporto dell’artista con le culture con cui è venuto in contatto durante gli studi e i viaggi oltre i confini europei, con particolare attenzione alle influenze africane, islamiche, russe, del Pacifico e cinesi.

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I progetti affrontano quindi, attraverso materiali e prospettive diverse, la formazione di due linguaggi artistici del Novecento e il ruolo avuto da elementi esterni alla pittura nella loro elaborazione.

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Pubblicità Schiaparelli Red ‘Shocking Radiance’, illustrata da Salvador Dalí, Vogue, vol. 103, n. 10 (15 maggio 1944), New York, 31,1 × 23,6 cm, Fundació Gala-Salvador Dalí, Figueres. Salvador Dalí, Vogue, © Condé Nast © Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí, Figueres, 2026

Dalí e la Moda a Palazzo Reale

Dalí e la Moda riunisce a Palazzo Reale oltre 200 opere e documenti tra dipinti, disegni, fotografie, abiti, gioielli, accessori, oggetti e filmati. I materiali provengono principalmente dalla Fundació Gala-Salvador Dalí di Figueres, dal Dalí Museum di St. Petersburg, in Florida, e dal Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid, insieme agli archivi storici delle maison Schiaparelli, Chanel, Dior e Rabanne.

La mostra nasce dalla collaborazione con la Fundació Gala-Salvador Dalí. La direzione scientifica è affidata a Montse Aguer, direttrice dei Musei Dalí, con il supporto delle curatrici Laura Bartolomé, vicedirettrice Ricerca e Progetti della Fundació, e Judith Clark, storica della moda e professoressa presso la University of the Arts di Londra. Promossa dal Comune di Milano – Cultura e prodotta da Palazzo Reale, MondoMostre e Civita Mostre e Musei, in collaborazione con la Fundació Gala-Salvador Dalí, l’esposizione gode del patrocinio del Ministero della Cultura, dell’Ambasciata di Spagna in Italia e della Camera Nazionale della Moda Italiana, con Vogue Italia come media partner e StreetVox come Official OOH Partner.

Il percorso mette in relazione la produzione artistica di Dalí con il suo guardaroba e quello di sua moglie Gala, mostrando come abiti e accessori abbiano rafforzato l’immagine pubblica della coppia. Nel guardaroba di Gala figurano creazioni di Elsa Schiaparelli, Christian Dior, Coco Chanel, Pierre Cardin, Hubert de Givenchy, Gucci ed Emilio Pucci, mentre quello di Dalí è legato soprattutto alle performance, alle fotografie e alle apparizioni pubbliche.

Il percorso documenta inoltre alcune delle principali collaborazioni dell’artista con il mondo della moda e dello spettacolo, a partire dall’illustrazione realizzata nel 1935 per Harper’s Bazaar, “Dream” Fashions by Salvador Dalí, e dalla collaborazione con Elsa Schiaparelli avviata nel 1936.

Salvador Dalí, Tre giovani donne surrealiste che tengono tra le braccia le pelli di un’orchestra (1936, olio su tela, 53 x 65 cm; St. Petersburg (Florida), collezione del The Dalí Museum; donazione di A. Reynolds ed Eleanor Morse, 2000.24) Foto: © Oriol Tarridas, 2024 - © Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí, Figueres, 2026
Salvador Dalí, Tre giovani donne surrealiste che tengono tra le braccia le pelli di un’orchestra (1936, olio su tela, 53 x 65 cm; St. Petersburg (Florida), collezione del The Dalí Museum; donazione di A. Reynolds ed Eleanor Morse, 2000.24) Foto: © Oriol Tarridas, 2024 - © Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí, Figueres, 2026
Salvador Dalí, Giacca da cena afrodisiaca (1936-1978; assemblaggio - cravatta con bottone metallico da colletto, camicia, giacca, reggiseno, foulard, 1 gruccia in legno e metallo, 55 bicchieri da liquore con inserti in resina, 33,97 × 24,76 cm; St. Petersburg (Florida), The Dalí Museum) © Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí, Figueres, 2026
Salvador Dalí, Giacca da cena afrodisiaca (1936-1978; assemblaggio - cravatta con bottone metallico da colletto, camicia, giacca, reggiseno, foulard, 1 gruccia in legno e metallo, 55 bicchieri da liquore con inserti in resina, 33,97 × 24,76 cm; St. Petersburg (Florida), The Dalí Museum) © Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí, Figueres, 2026

Il rapporto con Schiaparelli costituisce uno degli episodi più noti dell’incontro tra arte e moda nel Novecento, ma l’attività di Dalí si estende anche alle vetrine commerciali, alla fotografia, alla pubblicità e al teatro.

La moda diventa così uno dei territori nei quali il linguaggio surrealista entra nella cultura di massa. Abiti, accessori, gioielli e costumi assumono una funzione che supera quella pratica e diventano strumenti per modificare la percezione del corpo. Un esempio è l’Abito Aragosta, fotografato da Cecil Beaton con Wallis Simpson e pubblicato da Vogue in occasione del suo matrimonio con il Duca di Windsor.

Il corpo, i manichini e i gioielli di Dalí

Il corpo è un altro elemento centrale della mostra. La sua frammentazione ricorre nella produzione di Dalí già negli anni Venti, quando teste, occhi, mani, dita, seni e torsi vengono isolati e ricomposti secondo una logica diversa da quella della rappresentazione tradizionale. Anche il manichino, figura della cultura moderna e della rappresentazione surrealista, diventa un corpo artificiale e perturbante.

A questa ricerca appartengono anche i gioielli progettati da Dalí a partire dal 1949, conservati presso la Fundació Gala-Salvador Dalí e presentati in Italia per la prima volta dalla loro acquisizione da parte della Fondazione nel 1999. Occhi, labbra e mani diventano forme preziose da indossare, modificando la percezione del corpo. Il percorso segue quindi il rapporto dell’artista con la moda attraverso diversi linguaggi, dalla pittura alla fotografia, dalla pubblicità al teatro, dalla performance alla gioielleria. Per l’allestimento sono stati inoltre utilizzati 26 busti sartoriali selezionati da Bonaveri, rivestiti in lino naturale e dotati di braccia articolate in legno.

Denise Bellon, Salvador Dalí con un manichino all’Esposizione internazionale del Surrealismo a Parigi (1938; stampa vintage alla gelatina ai sali d’argento, 23,8 × 26 cm; Fundació Gala-Salvador Dalí, Figueres) © Denise Bellon / akg-images © Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí, Figueres, 2026
Denise Bellon, Salvador Dalí con un manichino all’Esposizione internazionale del Surrealismo a Parigi (1938; stampa vintage alla gelatina ai sali d’argento, 23,8 × 26 cm; Fundació Gala-Salvador Dalí, Figueres) © Denise Bellon / akg-images © Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí, Figueres, 2026

Matisse. Il mondo in una stanza al MUDEC

Una diversa prospettiva sulla formazione del linguaggio moderno è al centro di Matisse. Il mondo in una stanza, al MUDEC – Museo delle Culture dall’8 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027. Curata da Ellen McBreen e Chiara Gatti, la mostra mette in luce il rapporto di Henri Matisse con le culture incontrate durante gli studi e i viaggi oltre i confini europei, concentrandosi sul ruolo dell’arte africana, islamica, russa, del Pacifico e cinese nella formazione della sua ricerca.

Il percorso è articolato in otto sezioni e riunisce circa 100 opere tra dipinti, lavori su carta e sculture, con prestiti provenienti da istituzioni e collezioni come il Philadelphia Museum of Art, la Pierre and Tana Matisse Foundation Collection di New York, il MoMA, il Musée de l’Orangerie, il Musée Picasso, il Musée d’Orsay, il Musée du Quai Branly, il Bargello di Firenze e il MUDEC.

Alle opere si affiancano oggetti e tessuti provenienti dal Musée Matisse di Nizza, dal Museo delle Civiltà di Roma e da altre istituzioni. La mostra nasce dalla collaborazione con il Musée Matisse di Nizza e si basa su ricerche recenti, in parte inedite, che prendono in esame una questione relativa alla formazione del modernismo occidentale: il rapporto tra gli artisti europei e produzioni artistiche e culturali provenienti da contesti esterni all’Europa.

L’esposizione è prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE e promossa dal Comune di Milano – Cultura.

Henri Matisse, Nu assis de dos (1918; olio su tela, 62,2 x 47,1 cm; Philadelphia Museum of Art: The Samuel S. White 3rd and Vera White Collection) © Fotografia su concessione del Philadelphia Museum of Art.
Henri Matisse, Nu assis de dos (1918; olio su tela, 62,2 x 47,1 cm; Philadelphia Museum of Art: The Samuel S. White 3rd and Vera White Collection) © Fotografia su concessione del Philadelphia Museum of Art.
Musciarabia blu e verde, Nordafrica, India settentrionale o Turchia (Fine XIX – inizio XX secolo; cotone, ricamo applicato con parti traforate, 217 × 212 cm; Musée Matisse Nice) © Musée Matisse Nice/François Fernandez
Musciarabia blu e verde, Nordafrica, India settentrionale o Turchia (Fine XIX – inizio XX secolo; cotone, ricamo applicato con parti traforate, 217 × 212 cm; Musée Matisse Nice) © Musée Matisse Nice/François Fernandez

Oggetti, tessuti e decorazione nella ricerca di Matisse

Il percorso evita di ricondurre questi riferimenti a una generica idea di “Oriente” e mette invece in evidenza la pluralità delle fonti presenti nella ricerca di Matisse. Arabeschi islamici, geometrie dell’abbigliamento rumeno, maschere Gelede Yoruba e icone russe medievali vengono considerati come elementi appartenenti a percorsi culturali distinti, confluiti nell’elaborazione dell’artista.

Particolare attenzione è riservata al rapporto tra pittura, decorazione, oggetti e tessuti. Motivi ornamentali e superfici decorate contribuiscono alla costruzione dello spazio e al rapporto tra figura e decorazione, mentre una sezione specifica è dedicata ai progetti decorativi e ai libri d’artista. Sono presenti il dittico monumentale Océanie, le tavole di Jazz, le Poésies di Mallarmé, Pasiphaé di Montherlant e i disegni realizzati per la Cappella del Rosario di Vence.

Henri Matisse, Jeunes filles au jardin (1919; olio su tela, 54,5 x 65 cm; Musée des beaux-arts La Chaux-de-Fonds – LA CHAUX-DE-FONDS)
Henri Matisse, Jeunes filles au jardin (1919; olio su tela, 54,5 x 65 cm; Musée des beaux-arts La Chaux-de-Fonds – LA CHAUX-DE-FONDS)

Enel e la cultura: valore per il territorio

Il sostegno alle mostre dedicate a Salvador Dalí e Henri Matisse si inserisce nel più ampio impegno di Enel per la promozione della cultura come motore di crescita, inclusione e sviluppo sostenibile. Per il Gruppo, la creazione di valore nei territori non passa soltanto attraverso le infrastrutture energetiche, ma anche attraverso iniziative capaci di rafforzare il legame con le comunità e generare opportunità di partecipazione e confronto.

In questa visione, arte e cultura rappresentano strumenti fondamentali per favorire il dialogo, valorizzare il patrimonio culturale e promuovere l’accesso a esperienze capaci di contribuire alla crescita sociale ed economica dei territori.

Informazioni sulla mostra

CittàMilano
SedeVarie sedi
DateNessuna data disponibile
ArtistiSalvador Dalì, Henri Matisse
CuratoriChiara Gatti, Judith Clark, Ellen McBreen, Laura Bartolomé
TemiMilano, Salvador Dalí, Henri Matisse, arte e moda

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