Salvador DalÝ: vita e opere del padre del surrealismo paranoico-critico


Salvador DalÝ: biografia, stile e opere dellĺeccentrico artista, maestro del surrealismo paranoico-critico.

Salvador Domingo Felipe Jacinto Dalí i Domènech (Figueres, 1904 - 1989) è una delle figure più importanti ed eccentriche della storia dell’arte, ed è noto a livello mondiale per le sue opere surrealiste. Conosciuto soprattutto per il suo approccio al surrealismo con il metodo paranoico-critico, è autore di numerose opere famosissime come La persistenza della memoria (1931), Morbida costruzione con fagioli bolliti: premonizione di guerra civile (1936), Sogno causato dal volo di unape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio (1944), Gli Elefanti (1948), Galatea delle Sfere (1952). La sua produzione artistica, inoltre, non si limita solo alla creazione di opere pittoriche, ma, al contrario, spazia anche nel campo del cinema con la realizzazione insieme a Luis Buñuel di Un Chien Andalou (1929)o nel campo del design con la progettazione di oggetti famosi come il Telefono aragosta (1936) o il Divano - labbra di Mae West (1937). Oltre che per le sue doti artistiche è conosciuto anche per la sua personalità eccentrica e per il suo modo di vestire e acconciarsi: ancora oggi i suoi baffi costituiscono il suo segno particolare e di riconoscimento.

Il Surrealismo, di cui Dalí ha fatto parte per un periodo, è un movimento artistico nato negli anni Venti che mette in luce, attraverso le opere dei propri membri, un nuovo modo di vedere la realtà, enfatizzando il surreale e il sogno. Ai surrealisti piace definire lo stile come un “automatismo psichico”, in cui l’inconscio domina l’opera d’arte senza lasciarsi influenzare da luoghi comuni o da freni inibitori. Le tematiche dunque più legate al gruppo sono l’amore, il sogno e la follia e la liberazione dell’individuo. Tra i più importanti surrealisti nelle arti visive troviamo Yves Tanguy, René Magritte, Max Ernst, Hans Arp e Man Ray.

A seguito di numerose divergenze Salvador Dalí viene espulso dal gruppo, probabilmente cacciato a seguito del suo rifiuto di prendere posizioni politiche nette contro Francisco Franco o contro Adolf Hitler. Dalí preferisce infatti lasciare la politica fuori dalle sue argomentazioni e dalle sue opere non facendosi così influenzare dai suoi colleghi, dichiaratamente di sinistra. Nonostante l’espulsione viene però invitato a partecipare a varie mostre surrealiste. La persona con cui ha più divergenze e conflitti all’interno del gruppo è André Breton, poeta e saggista surrealista, che lo accusa di mercificare la sua arte solo per trarne un vantaggio economico, affibbiandogli il soprannome di Avida Dollars” (anagramma del nome del pittore il cui significato è “bramoso di soldi”). Dalí tuttavia non si preoccupa molto né di questo soprannome né dell’espulsione rispondendo con una celebre citazione: “Il Surrealismo sono io”. Durante tutta sua vita viene perseguitato dal pensiero di essere la reincarnazione di suo fratello, morto prematuramente a seguito di una meningite. Il suo sospetto è anche indotto dai suoi genitori che lo chiamano Salvador, proprio come il fratello defunto. In merito a questo suo sospetto e preoccupazione dichiara: "Ci somigliavamo come due gocce d’acqua, ma rilasciavamo riflessi diversi. Probabilmente lui era una prima versione di me, ma concepito in termini assoluti”. Suo fratello diviene anche protagonista di una sua opera, intitolata appunto Ritratto di mio fratello morto del 1963.

CatalÓ-Roca, Francesc, Salvador Dali with Hipercubic Cross (1953). ęCatalÓ-Roca/Fundaciˇ Gala-Salvador DalÝ, Figueres, 2016. Image Rights of Salvador DalÝ reserved. Fundaciˇ Gala-Salvador DalÝ, Figueres, 2016
Francesc CatalÓ-Roca, Salvador Dali with Hipercubic Cross (1953). ęCatalÓ-Roca/Fundaciˇ Gala-Salvador DalÝ, Figueres, 2016. Image Rights of Salvador DalÝ reserved. Fundaciˇ Gala-Salvador DalÝ, Figueres, 2016

Salvador Dalí, biografia del grande esponente del surrealismo

Salvador Domingo Felipe Jacinto Dalí i Domènech nasce l’11 maggio 1904 nella cittadina spagnola di Figueres da una famiglia benestante. Fin da piccolo, incoraggiato anche dai suoi genitori, frequenta una scuola d’arte. Subito dopo si iscrive all’Accademia di San Ferrando, dove però, viene espulso nel 1926, poco prima di diplomarsi. Durante la sua breve permanenza all’Accademia inizia a dipingere seguendo influenze cubiste e dadaiste e visitando per la prima volta Parigi, e ha l’opportunità di conoscere Pablo Picasso, producendo in seguito numerose opere ispirate alla sua pittura. Nel 1929, insieme a Luis Buñuel (Caianda, 1900 – Città del Messico, 1983), regista surrealista, realizza Un Chien Andalou, cortometraggio manifesto del movimento surrealista. Qualche mese più tardi Dalí conosce la sua futura moglie, Elena Dmitrievna D’jakonova detta anche Gala, allora moglie del suo amico poeta Paul Éluard. In questi anni la figura del pittore diviene sempre più riconosciuta e autorevole, diventando così la figura più di spicco all’interno del movimento. Se da una parte c’è il successo e l’affermazione, dall’altra si rompe il rapporto con il padre a seguito di molteplici questioni, una tra tante proprio la stessa vicinanza al movimento surrealista. Nel 1931 dipinge La persistenza della memoria, una delle sue opere più conosciute e ammirate. Grazie a questo dipinto e grazie al mercante d’arte Julian Levy, che lo espone nella sua galleria a New York, Dalí raggiunge anche la fama internazionale destando interesse e curiosità da parte del pubblico.

A differenza dei suoi compagni non prende mai posizioni politiche definite, mantenendo così un distacco tra arte e politica. Successivamente realizza dipinti ispirati al nazismo, ritraendo più volte Hitler. I quadri in questione sono: L’enigma di Hitler (1939), Metamorfosi di Hitler in un paesaggio al chiaro di luna (1958) e Hitler si masturba (1973). André Breton, dichiaratamente di sinistra e anti-nazista, lo accusa di favoreggiamento al nazismo e di non porre resistenza proprio come gli altri membri del gruppo. Da questo dibattito politico iniziano i primi conflitti che portano all’espulsione di Dalí dal gruppo surrealista. Breton successivamente, dopo che Dalí emerge sempre di più nel mondo del mercato artistico grazie anche al mecenate Edward James, gli dà il soprannome di “Avida Dollars”, ovvero bramoso di dollari, ironizzando sulla commercializzazione e svendita delle sue opere. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale Dalí e sua moglie si trasferiscono negli Stati Uniti, dove vivono per otto anni. Qui il pittore, ormai fuori dal gruppo, si riavvicina alla sua fede cattolica frutto di opere quali La Madonna di Port-Lligat (1949) e Corpus Hypercubus (1954) che inaugurano il suo periodo detto “Misticismo nucleare”. Finita la guerra, nel 1951, si trasferisce nuovamente in Catalogna nonostante il franchismo.

Nel suo ultimo periodo della sua vita si avvicina verso nuovi modi di produrre arte, e dà vita a numerose sperimentazioni con l’oleografia o con l’action painting. Questo periodo è caratterizzato anche dal profondo interesse verso le illusioni ottiche che lo portano a realizzare opere come In Voluptas Mors (1951), fotografia in bianco e nero che ritrae un teschio formato da sette donne nude. A partire dal 1960 inizia a lavorare al suo Teatro-Museo a Figueres, museo autocommemorativo ideato e creato da lui stesso. Nel 1980 la moglie Gala, malata di demenza, gli fa bere un cocktail di farmaci che causano il deterioramento del suo cervello portando così la sua carriera artistica al capolinea. Dopo la morte di Gala, avvenuta nel 1982, Salvador Dalí si lascia lentamente morire arrivando perfino a tentare il suicidio più volte, senza mai riuscirci. Tuttavia muore in modo naturale il 23 gennaio 1989 a causa di un attacco di cuore. La sua salma giace ora nel suo Teatro-Museo a Figueres.

Salvador DalÝ, La persistenza della memoria (1931; olio su tela, 24 x 33 cm; New York, The Museum of Modern Art)
Salvador DalÝ, La persistenza della memoria (1931; olio su tela, 24 x 33 cm; New York, The Museum of Modern Art)


Salvador DalÝ, L'enigma di Hitler (1939; olio su tela, 95 x 141 cm; Madrid, Museo Reina Sofía)
Salvador DalÝ, L’enigma di Hitler (1939; olio su tela, 95 x 141 cm; Madrid, Museo Reina Sofía)


Salvador DalÝ, La Madonna di Port-Lligat (1949; olio su tela, 48,9 x 37 cm; Milwaukee, Marquette University)
Salvador DalÝ, La Madonna di Port-Lligat (1949; olio su tela, 48,9 x 37 cm; Milwaukee, Marquette University)

L’arte e le principali opere di Salvador Dalí

Sebbene la pittura di Salvador Dalí prenda ispirazione da numerosi movimenti artistici come il dadaismo o il cubismo, il suo stile pittorico rimane legato per molto tempo a quello del Surrealismo. Il suo metodo corrisponde a quello denominato “paranoico-critico”, che inventa all’inizio degli anni Trenta. Questo metodo consiste nella trasposizione di immagini o di illusione ottiche, frutto del suo inconscio, nelle sue opere pittoriche. Cadendo in uno stato paranoico l’artista entra in relazione con il suo inconscio e riporta sulla tela la razionalizzazione dei propri deliri. Descrivendo il suo metodo, l’artista scrive: “Tutti, soprattutto in America, vogliono sapere il metodo segreto del mio successo. Questo metodo esiste. Si chiama il metodo paranoico-critico. Da più di trent’anni l’ho inventato e lo applico con successo, benché non sappia ancora in cosa consista. Grosso modo, si tratterebbe della sistemazione più rigorosa dei fenomeni e dei materiali più deliranti, con l’intenzione di rendere tangibilmente creative le mie idee più ossessivamente pericolose. Questo metodo funziona soltanto alla condizione di possedere un dolce motore d’origine divina, un nucleo vivo, una Gala. E ce n’è soltanto una”. Di questo metodo sono figlie opere come Cigni che riflettono elefanti (1937), in cui il pittore rappresenta uno scorcio di paesaggio roccioso con uno stagno su cui galleggiano tre cigni che riflettono a loro volta nel riflesso dell’acqua tre figure di elefanti, frutto di un illusione ottica.

Anni prima, nel 1932, realizza forse la sua opera più famosa, La persistenza della memoria, capolavoro del surrealismo. Il dipinto raffigura un paesaggio costiero dei pressi di Port Lligat (luogo di residenza del pittore) in cui sono presenti vari elementi, tra cui tre orologi molli e un unico orologio rimasto invece duro e solido. Gli orologi diventano i protagonisti del dipinto simboleggiando il tempo che scorre, focalizzando l’attenzione sulla relatività del tempo. Il tempo infatti nell’immagine sembra fermarsi, tutto è calmo e tranquillo, nonostante il pittore metta in luce una preoccupazione comune, lo scorrere del tempo. Anche questo dipinto è realizzato secondo la tecnica paranoico-critica, per cui il pittore, immergendosi nelle sue paranoie e paure (come lo scorrere del tempo o gli animali di cui ha paura), le riversa in forma razionale sull’opera. Le influenze per la realizzazione del quadro non sono solo artistiche ma sono anche scientifiche: in particolare l’artista trae ispirazione da Freud con il suo pensiero legato al tempo e da Einstein che nelle sue ricerche per la fisica relativistica pone l’attenzione sulla soggettività del tempo.

Con gli anni sperimenta nuovi modi d’espressione e progettazione come il design. È infatti autore di due oggetti diventati icone e simboli, il Telefono aragosta (1936) e Divano - labbra di Mae West (1937). Il primo oggetto è, come suggerisce il titolo, un telefono dove al posto della cornetta l’artista posiziona un’aragosta, secondo lui simbolo di sessualità e rivelatrice di pulsioni legate al mondo inconscio. La figura dell’aragosta non è nuova nell’arte del maestro: compare in altre opere sempre collegata al piacere sessuale come negli abiti disegnati per Elsa Schiaparelli o in Dream of Venus (1939) , padiglione a tema marino in cui veste le modelle con crostacei veri. Il secondo oggetto è invece un divano rosso che assume la forma di una bocca femminile. Anche in questo caso l’oggetto è carico di accezioni sessuali e legati al mondo erotico. Il nome che dà all’opera è quello dell’attrice Mae West (New York, 1893 – Los Angeles, 1980), famosa per le sue formi abbondanti e per le sue labbra carnose. Proprio a questa donna dedica l’oggetto affermando che non dev’essere usato come divano ma solo come oggetto simbolo dell’attrice.

Oltre all’aragosta, un altro animale ricorrente nella sua pittura è l’elefante, quasi sempre rappresentato con un obelisco sulla schiena (probabilmente prende ispirazione dal cosiddetto Pulcino di Minerva, l’obelisco di piazza della Minerva a Roma scolpito da Ercole Ferrata su disegno di Gian Lorenzo Bernini) e con gambe lunghissime e sottilissime. Nel dipinto Gli Elefanti (1948), raffigura due elefanti con tali sembianze che camminano in un paesaggio deserto dominato perlopiù dal cielo rosso. Gli elefanti risultano essere molto magri e provati dalla fame. Anche in questo caso viene messa in risalto la contrapposizione tra pesantezza e leggerezza, tra piccolo e grande. Alla base delle due figure animali gigantesche si schierano infatti due piccolissime figure, un uomo e un angelo (probabilmente in riferimento al tema del soccorso dell’angelo ricorrente nella pittura religiosa). L’elefante è protagonista anche di altri dipinti: Cigni che riflettono elefanti (1937), Tentazioni di sant’Antonio (1941)o Sogno causato dal volo di un’ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio (1944). Quest’ultima opera, tra le più note dell’artista, raffigura una donna svestita che dorme distesa su uno scoglio mentre due tigri stanno per assalirla. Sullo sfondo è presente anche un elefante, rappresentato con le sue solite caratteristiche, mentre a lato della scena si trova un grande melograno da cui esce un pesce, dal quale a sua volta emerge uno dei due leoni. Il tema del dipinto sembra sia frutto di un sogno raccontatogli dalla moglie la quale viene svegliata dal volo di un ape.

Nell’ultimo periodo della sua vita, Dalí si avvicina ad un nuovo stile denominato “misticismo nucleare”, fase fortemente influenzata sia dagli attacchi nucleari di Hiroshima e Nagasaki sia dalla sua ritrovata fede per il cattolicesimo. Abbandona così per un periodo il surrealismo per avvicinarsi ad una pittura da tematiche classiche e religiose che toccano anche argomenti scientifici. In seguito avrebbe dichiarato: “L’esplosione della bomba atomica, il 6 agosto del 1945, aveva provocato in me una vera e propria scossa sismica. Da allora, l’atomo fu il principale oggetto dei miei pensieri. In molti scenari da me dipinti in quel periodo trova espressione la grande paura che mi assalì allorché appresi la notizia dell’esplosione della bomba atomica. Decisi di utilizzare il mio metodo paranoico-critico per sondare quel mondo.” Frutto di questo periodo è il dipinto Galatea delle Sfere (1952) che illustra la struttura molecolare del DNA ed evidenza l’interesse del pittore verso l’atomo e la disgregazione della materia. Nelle sfere è chiaramente visibile il ritratto di Galatea (la moglie Gala), protagonista della mitologia classica in quanto ninfa marina conosciuta per la sua virtù, che viene percepito secondo illusioni ottiche.

Salvador DalÝ, Cigni che riflettono elefanti (1937; olio su tela, 51 x 77 cm; Collezione privata)
Salvador DalÝ, Cigni che riflettono elefanti (1937; olio su tela, 51 x 77 cm; Collezione privata)


Salvador DalÝ, Divano - labbra di Mae West (1937-1938; lana, legno, metallo; Londra, Victoria and Albert Museum)
Salvador DalÝ, Divano - labbra di Mae West (1937-1938; lana, legno, metallo; Londra, Victoria and Albert Museum)


Salvador DalÝ, Gli elefanti (1948; olio su tela; Collezione privata)
Salvador DalÝ, Gli elefanti (1948; olio su tela; Collezione privata)


Salvador DalÝ, Tentazioni di sant'Antonio (1946; olio su tela, 90 x 120 cm; Bruxelles, MusÚes Royaux des Beaux-Arts)
Salvador DalÝ, Tentazioni di sant’Antonio (1946; olio su tela, 90 x 120 cm; Bruxelles, MusÚes Royaux des Beaux-Arts)


Salvador DalÝ, Galatea delle Sfere (1952; olio su tela, 65 x 54 cm; Figueres, Teatro-Museo DalÝ)
Salvador DalÝ, Galatea delle Sfere (1952; olio su tela, 65 x 54 cm; Figueres, Teatro-Museo DalÝ)

Dove si possono vedere le opere di Dalí

La sua cittadina natale, Figueres, ospita il suo Teatro-Museo. Il museo fu progettato e creato per volere dello stesso Dalí che richiese la costruzione di un luogo in memoria della sua arte. Il museo sorge sulle antiche rovine del vecchio teatro della municipalità e fin dalla sua inaugurazione, avvenuta nel 1974, è considerato una sorta di luogo di pellegrinaggi per i sostenitori del pittore. Tra le sale più importanti si ricordano il cortile, la sala delle pescherie, la sala del tesoro, la sala Mae West progettata in collaborazione dell’architetto Oscar Tusquets, la sala dei capolavori e la sala loggia.

Il museo, insieme ad altri due istituzioni, fa parte del triangolo daliniano, figura geometrica che si forma in cartina se si collegano i diversi poli museali spagnoli a suo nome. Gli altri due musei che ne fanno parte sono: Casa-Museo Salvador Dalí di Port-Lligat e il Castello Gala Dalí di Púbol. La Casa-Museo di Port-Lligat è il luogo dove ha vissuto per più tempo. L’abitazione labirintica ora ospita un suo museo dove è possibile aggirarsi tra i luoghi frequentati dal pittore. Il Museo di Púbol, invece, è il castello regalo di sua moglie. Ad oggi la sua funzione è quella di mausoleo dei due sposi.

Oltre ai musei spagnoli, altre numerose istituzioni dedicano un museo al pittore come il Dalí Museum di Berlino o il Salvador Dalí Museum di St. Petersburg in Florida che ospita circa 1500 opere dell’artista. Altre collezioni permanenti che espongono opere del maestro sono il Dalí Paris di Parigi o il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid, la Fundación March di Palma di Maiorca, il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, i Musées Royaux des Beaux-Arts di Bruxelles. Altre sue opere, non appartenenti a collezioni permanenti a nome suo, sono ospitate nei più importanti musei del mondo come il MoMa che ospita La persistenza della memoria, il Philadeplphia Museum of Art, la Tate Gallery o il Museum Folkwang di Essen.


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