di Redazione 22/10/2026
Categorie: Mostre / Argomenti: Arte contemporanea - Automobili
A Parigi, sull’Île Seguin, dove sorgevano gli storici stabilimenti automobilistici, apre un nuovo centro d’arte contemporanea, chiamato Large, con Imaginary Engine, una mostra (visitabile da 17 ottobre 2026 al 7 marzo 2027) curata da Cecilia Alemani che mette in dialogo opere della collezione Renault e nuove produzioni artistiche, interrogando il rapporto tra industria, macchine
Sull’Île Seguin, nella Senna alle porte di Parigi, dove sorgevano gli storici stabilimenti automobilistici Renault, l’eredità industriale diventa il punto di partenza per un nuovo progetto dedicato all’arte contemporanea. Il 17 ottobre 2026 ha aperto Large, centro d’arte che inaugura i propri spazi con Moteur Imaginaire, una mostra curata da CeciliaAlemani, realizzata in collaborazione con il Fonds Renault pour l’art et la culture e visitabile fino al 7 marzo 2027.
L’esposizione riunisce oltre cento opere realizzate dagli anni Trenta a oggi, mettendo in dialogo 50 capolavori moderni provenienti dalla collezione Renault e lavori di artisti contemporanei. Sono 55 gli artisti coinvolti, provenienti da 23 paesi, quasi la metà dei quali vive o lavora in Francia. Diciassette sono stati invitati a realizzare nuove opere appositamente per la mostra.
Il percorso prende le mosse dalla storia dell’isola e dal rapporto sviluppatosi nel tempo tra produzione industriale, innovazione, creazione artistica e trasformazioni sociali. L’automobile, il motore e la catena di montaggio diventano strumenti per interrogare il ruolo delle macchine nella società e le conseguenze dei processi industriali sulle persone, sul lavoro e sull’ambiente culturale.
“La selezione di artisti e opere esplora il complesso rapporto tra le persone e le macchine che creiamo, con particolare attenzione, ovviamente, all’automobile”, dice la curatrice Cecilia Alemani.
La mostra si articola in cinque sezioni. Fabbrixa dei miei pensieri ripercorre il programma Recherche, Art et Industrie, avviato da Renault alla fine degli anni Sessanta, che consentiva agli artisti di lavorare all’interno della fabbrica, utilizzandone risorse materiali e umane. Tra i protagonisti di quella stagione figurano Simon Hantaï, Julio Le Parc, Jean Tinguely, Jean Dubuffet, Victor Vasarely, Arman e Robert Doisneau.
Forze trainanti affronta invece l’automobile e la catena di montaggio come metafore dei sistemi sociali del Novecento, attraverso opere che mettono in discussione la rigidità della produzione industriale. Corpi sociali porta al centro le esperienze dei lavoratori, con particolare attenzione alle donne e ai lavoratori migranti, esplorando solidarietà, memoria e forme di resistenza.
La quarta sezione, Oggetti del desiderio, indaga l’automobile come oggetto del desiderio, simbolo identitario e strumento di critica, soffermandosi anche sul suo ciclo di vita e sulle trasformazioni successive alla dismissione. Chiude il percorso La macchina umana, dedicata al confine sempre più incerto tra esseri umani e macchine, ai sistemi algoritmici e alle questioni legate al postumanesimo.
L’apertura di Large riporta così al centro una questione che riguarda anche la trasformazione urbana: quale ruolo può assumere la memoria industriale quando gli spazi produttivi vengono riconvertiti in luoghi culturali? Il progetto sull’Île Seguin presenta un caso da osservare anche in relazione all’accessibilità degli spazi, ai costi di ingresso e alle dinamiche di rigenerazione immobiliare che accompagnano la riconversione delle aree industriali. La nuova destinazione dell’isola pone quindi una domanda che supera i confini del museo: a chi appartiene la città quando cambiano le funzioni dei suoi luoghi?
Informazioni sulla mostra
| Titolo mostra | Moteur Imaginaire | Città | Île Seguin | Sede | Centro d'arte Large | Date | Dal 17/10/2026 al 07/03/2027 | Curatori | Cecilia Alemani | Temi | Arte contemporanea, Automobili |
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