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I frammenti dell’Olla di Cerere svelano una storia inattesa: la ricerca in mostra a Villa Giulia

di Redazione 04/11/2026

Categorie: Mostre / Argomenti: Arte antica - Archeologia


Dal 6 novembre 2026 al 28 febbraio 2027, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia presenta i risultati di una ricerca interdisciplinare sull’Olla di Cerere e sulla scrittura degli antichi Falisci. Le indagini digitali hanno rivelato che i frammenti attribuiti al reperto appartengono ad almeno due vasi distinti.

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I frammenti dell’Olla di Cerere non appartengono a un unico vaso, ma ad almeno due olle diverse, realizzate con la stessa fattura. È uno dei risultati emersi da un progetto di ricerca interdisciplinare che ha riesaminato una delle più importanti testimonianze della lingua e della scrittura degli antichi Falisci, ricorrendo anche a strumenti digitali per ricostruire il testo e la conformazione del reperto. I risultati dell’indagine saranno presentati nella mostra L’Olla di Cerere e le altre. Voci, forme, complessità, in programma dal 6 novembre 2026 al 28 febbraio 2027 al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, a Roma.

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Al centro dell’esposizione si trova l’Olla di Cerere, denominata così per la presenza del nome della divinità all’inizio dell’iscrizione. Il reperto costituisce un documento significativo per lo studio delle prime forme di scrittura nell’Italia antica e della civiltà falisca. La mostra propone una nuova lettura del vaso e del testo inciso sulla sua superficie, inserendoli nel contesto della produzione epigrafica falisca di età arcaica, databile al VII-VI secolo a.C., durante la fase orientalizzante.

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Fin dalla scoperta, l’iscrizione ha attirato l’attenzione degli studiosi, dando origine a numerosi contributi scientifici dedicati alla lingua in cui è redatta e all’interpretazione del suo contenuto. La lunghezza e la complessità del testo, insieme alla natura frammentaria del supporto ceramico, hanno tuttavia reso particolarmente difficile ricostruirne la struttura originaria. Per affrontare queste difficoltà, il gruppo di ricerca ha utilizzato tecnologie digitali, realizzando un modello virtuale che ha consentito di manipolare i frammenti e formulare nuove ipotesi di ricomposizione e lettura.

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Olla 1 - Ricostruzione virtuale
Olla 1 - Ricostruzione virtuale

Le indagini hanno portato a stabilire che i frammenti esaminati appartengono ad almeno due olle distinte, ma di uguale fattura. Non è inoltre escluso che uno dei frammenti possa essere riferito a un terzo vaso dello stesso tipo. Le iscrizioni costituiscono una testimonianza della cultura scrittoria falisca in una fase particolarmente antica, documentando l’impiego della ceramica come supporto per testi articolati.

La mostra amplia l’indagine oltre il reperto principale, presentando una selezione di vasi iscritti e frammenti provenienti da Falerii, più o meno coevi alle olle. Anche questi oggetti furono utilizzati per accogliere iscrizioni lunghe ed elaborate e permettono di approfondire le caratteristiche linguistiche dell’area falisca. Attraverso forme ceramiche, segni e tracce materiali, il percorso espositivo ricostruisce alcuni aspetti della produzione scrittoria e della cultura dell’Italia preromana.

Una parte dell’esposizione è dedicata direttamente ai metodi utilizzati dagli studiosi. Due tavoli interattivi permetteranno infatti ai visitatori di esplorare le procedure della ricerca, le lingue dell’Italia antica e le analisi archeometriche. Gli strumenti digitali renderanno accessibili alcune fasi del lavoro scientifico, illustrando le possibilità offerte dall’integrazione di competenze archeologiche, linguistiche e tecnologiche nello studio di un’iscrizione e del suo supporto materiale.

Olla 2 - Ricostruzione virtuale
Olla 2 - Ricostruzione virtuale

Il progetto di revisione dell’iscrizione è stato avviato nel 2023 ed è promosso dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Alla ricerca collaborano La Sapienza Università di Roma, attraverso l’insegnamento di Civiltà dell’Italia preromana, l’Università di Bologna – Alma Mater Studiorum, con il Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali, CINECA – Data Visualization e il Politecnico di Milano, attraverso il Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta”. Al progetto ha aderito anche il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, contribuendo al confronto tra competenze archeologiche, linguistiche, scientifiche e informatiche.

L’iniziativa si avvale inoltre della collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale e della Direzione regionale Musei nazionali Lazio. Il progetto ha ricevuto il patrocinio dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici e del Comune di Civita Castellana.

In occasione dell’apertura della mostra, il 5 e 6 novembre sono previsti due giorni di incontri scientifici e interdisciplinari, ospitati rispettivamente presso La Sapienza Università di Roma e il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Gli appuntamenti riuniranno specialisti di archeologia, linguistica, informatica, geomatica e chimica per presentare i risultati della collaborazione e discutere le prospettive aperte dalle nuove indagini. L’Olla di Cerere e le altre. Voci, forme, complessità sarà compresa nel biglietto d’ingresso al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraL’Olla di Cerere e le altre. Voci, forme, complessità
CittàRoma
SedeMuseo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
DateDal 06/11/2026 al 28/02/2027
TemiArte antica, Archeologia

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