di Redazione 23/10/2026
Categorie: Mostre / Argomenti: Fotografia - Mostra fotografica
Dal 10 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, il Museo Civico San Domenico ospita una mostra dedicata alla fotografa americana, con oltre 160 immagini provenienti dai Lee Miller Archives, molte delle quali pressoché inedite. Il percorso ripercorre la sua attività dagli anni Trenta al dopoguerra, dal Surrealismo alla moda, fino ai reportage sulla Seconda guerra mondiale.
A Forlì, il Museo Civico San Domenico dedica una mostra a Lee Miller (1907-1977), fotografa americana che ha attraversato alcuni dei principali ambienti artistici e culturali del Novecento, dal Surrealismo alla fotografia di moda, fino al fotogiornalismo di guerra. Intitolata Lee Miller. Opere 1930-1955, l’esposizione è in programma dal 10 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 e presenta oltre 160 immagini provenienti dai Lee Miller Archives, molte delle quali pressoché inedite. Curata da Walter Guadagnini, la rassegna prosegue il ciclo di mostre fotografiche autunnali promosso dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, dopo le retrospettive dedicate a Eve Arnold nel 2024 e a Letizia Battaglia nel 2025.
Il percorso segue cronologicamente la vita e l’attività dell’artista, mettendo in evidenza la sua continua ricerca di nuovi linguaggi e contesti. Nata a Poughkeepsie, nello Stato di New York, nel 1907, Miller si trasferisce a Parigi alla fine degli anni Venti per intraprendere la carriera fotografica. Qui convince Man Ray ad accoglierla nel proprio studio come assistente, entrando in contatto con il movimento surrealista e con personalità come Pablo Picasso, Max Ernst e Paul Éluard. Stringe inoltre rapporti con artiste quali Eileen Agar, Leonora Carrington e Dorothea Tanning, realizzando fotografie che contribuiscono alla storia dell’immagine surrealista e allo sviluppo della solarizzazione, tecnica sperimentata insieme a Man Ray.
Le opere Impasse des Deux Anges, Exploding Hand e Coiffure documentano questa stagione, concentrata soprattutto nel triennio 1929-1932. È in questo periodo che Miller passa dal ruolo di assistente e modella a quello di fotografa autonoma, lavorando anche nella moda e recitando in Le Sang d’un poète di Jean Cocteau. La mostra ricostruisce anche l’episodio del primo incontro con Man Ray: presentandosi come la sua nuova assistente, si sente rispondere che il fotografo non ne ha una; lei replica che, da quel momento, ne avrà una.
Dopo essere tornata negli Stati Uniti, dove apre uno studio e ritrae personalità del cinema e dell’alta società, Miller consolida la propria attività nella fotografia di moda, collaborando con Vogue. Nel 1934 sposa l’uomo d’affari egiziano Aziz Eloui Bey e si trasferisce con lui in Egitto. Qui realizza paesaggi enigmatici e fotografie come Portrait of Space, immagine che sembra avere ispirato anche René Magritte, e contribuisce a mettere in contatto gli ambienti surrealisti locali con quelli europei.
Nel 1937 rientra in Europa, ritrovando gli amici del movimento, tra cui Nusch Éluard, Ady Fidelin e Dora Maar, e conosce l’artista e collezionista Roland Penrose, che diventerà il suo secondo marito. Nel 1939 si stabilisce con lui in Inghilterra. Durante la Seconda guerra mondiale sceglie di restare a Londra, lavorando per Vogue e documentando gli effetti dei bombardamenti tedeschi sulla capitale britannica. In mostra figura anche Fire Masks, fotografia in cui gli indumenti protettivi indossati durante la guerra assumono una dimensione visiva vicina al linguaggio surrealista.
Successivamente Miller diventa reporter al seguito delle armate alleate in Europa. I suoi servizi documentano l’assedio di Saint-Malo, i campi di concentramento e la Germania nazista alla fine del conflitto, con immagini degli ufficiali suicidi, dell’incendio della residenza estiva di Hitler e delle città devastate. Pubblicate su Vogue, queste fotografie sono accompagnate dai testi scritti dalla stessa Miller, che affianca alla capacità di osservazione una notevole attività giornalistica.
Dopo la guerra, la fotografa riduce progressivamente il proprio impegno professionale e si ritira con Penrose nella campagna del Sussex. La casa diventa un luogo d’incontro per artisti e intellettuali, tra cui Saul Steinberg, Max Ernst, Alfred H. Barr Jr., Renato Guttuso e il giovane Richard Hamilton. Anche le immagini della vita privata e delle frequentazioni artistiche conservano il carattere ironico e sperimentale del suo lavoro.
La mostra documenta inoltre i soggiorni in Italia, dove Miller realizza servizi sulla Biennale di Venezia, fotografando figure come Peggy Guggenheim e Giorgio Morandi, e gli ultimi servizi di moda in Sicilia. Accanto alle fotografie sono esposte riproduzioni di pagine delle riviste che pubblicarono i suoi reportage e articoli. L’esposizione è accompagnata da un catalogo edito da Dario Cimorelli Editore e da iniziative dedicate all’educazione all’immagine, alla condivisione e alla partecipazione.
Durante il periodo di apertura sono previste visite guidate ad aggregazione libera, con partenza alle ore 17 nelle date indicate sul sito della mostra. Il costo è di 5 euro oltre al biglietto d’ingresso; non è richiesta la prenotazione e la partecipazione è limitata a 25 persone. Per le famiglie sono organizzati sei appuntamenti di visite gioco rivolti a bambine e bambini dai 6 agli 11 anni, accompagnati da un massimo di due adulti, tra ottobre 2026 e gennaio 2027. Le attività costano 5 euro oltre al biglietto d’ingresso e richiedono la prenotazione obbligatoria, al costo di 1 euro a persona.
La mostra è promossa dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì con il Comune di Forlì, in collaborazione con Camera – Centro Italiano per la Fotografia. Il progetto allestitivo è dello studio Lucchi & Biserni.
Informazioni e prenotazioni: 329 5617174, prenotazioni@mostrefotograficheforli.it, www.mostrefotograficheforli.it.
Informazioni sulla mostra
| Titolo mostra | Lee Miller. Opere 1930-1955 | Città | Forlì | Sede | Museo civico San Domenico | Date | Dal 10/10/2026 al 10/01/2027 | Artisti | Lee Miller | Curatori | Walter Guadagnini | Temi | Fotografia, Mostra fotografica |
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