Bologna, Pietro Antolini trasforma un laboratorio in una Wunderkammer subacquea


“Yellow Submarine – Il mare in bianco e nero”, mostra personale di Pietro Antolini a cura di Tristana Chinni, visitabile dal 12 al 23 aprile, propone un percorso tra libri d’artista e sculture di carta, tra macchinari storici e pavimenti gialli del 5/C LAB di Bologna.

Serendippo presenta Yellow Submarine – Il mare in bianco e nero, mostra personale di Pietro Antolini, a cura di Tristana Chinni, presso il 5/C LAB di Bologna. Il progetto site-specific occupa gli spazi dell’ex laboratorio del tornitore Orlando Martello, trasformandoli in una Wunderkammer subacquea popolata da libri d’artista e sculture di carta. L’inaugurazione è prevista per il 12 aprile 2026 alle ore 18.00, con la mostra aperta fino al 23 aprile.

Il percorso espositivo si sviluppa tra i macchinari storici e i pavimenti gialli del laboratorio, dove le creature di Antolini, pesci immaginari, tritoni e sirene bicaudate, emergono da cassetti e nicchie come presenze di un mondo primigenio. L’opera Murena (2018), unico libro pop-up a colori, introduce il visitatore alla serie centrale della mostra, Il mare in bianco e nero. Avviata nel 2019, la raccolta comprende undici libri a fisarmonica e sculture, di cui in sede è esposta una selezione, e unisce arte e scienza per esplorare la dimensione marina. Le opere sono realizzate in carta calcografica trattata con olio, cera e pigmenti, materiali che restituiscono superfici vissute e stratificate.

Pietro Antolini, Cavalluccio
Pietro Antolini, Cavalluccio

La formazione di Antolini come restauratore segna profondamente la sua pratica artistica. L’uso di patine, terre e cere conferisce alle opere una temporalità fisica, mentre il processo creativo prevede tecniche miste: il taglio, eseguito con forbici o strappi, sostituisce inizialmente il disegno, che interviene solo nella fase finale come incisione profonda sulla materia. L’artista indaga il fascino dell’ignoto evocato dal mare o da ambienti selvaggi, affrontando temi che intrecciano mito e immaginazione con una ricerca formale precisa. La carta, fragile e quotidiana, diventa strumento di visione e dispositivo poetico.

Allo stesso tempo, la mostra riflette sulle urgenze ambientali dell’Antropocene. Lo sbiancamento delle barriere coralline e la perdita di biodiversità sono tradotti in una meditazione visiva sulla fragilità degli ecosistemi: il bianco simboleggia vuoto e cancellazione, il nero minaccia e distruzione. La realizzazione delle opere si configura come una ritualità metodica, attraverso gesti ripetuti e controllati che costruiscono l’immagine per accumulo e sottrazione, rafforzando l’aspetto di lentezza e cura nella pratica artistica.

Note sull’artista

Pietro Antolini, nato a Sassuolo nel 1973 e attivo a Bologna, vanta una lunga esperienza nel restauro di affreschi e arredi dorati. Accanto alla ricerca artistica e all’attività di atelierista, opera come educatore ambientale. Le sue opere hanno partecipato a numerose mostre personali e collettive, oltre a festival nazionali e internazionali dedicati al libro d’artista.

Informazioni pratiche

Orari: Da lunedì 13 aprile a sabato 18 aprile: dalle 18.00 alle 20.00. Gli altri giorni visitabile su appuntamento.

Ingresso: Libero

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraYellow Submarine – Il mare in bianco e nero
CittàBologna
Sede5/C LAB
DateDal 12/04/2026 al 23/04/2026
ArtistiPietro Antolini
CuratoriTristana Chinni
TemiArte contemporanea, Wunderkammer



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