Tessere d’Arte a Forlì: Fiber Art e impresa nella mostra della Fondazione Dino Zoli


Dal 29 aprile al 31 luglio 2026 alla Fondazione Dino Zoli di Forlì una mostra sulla Fiber Art racconta nove anni di dialogo tra arte e impresa. Residenze, progetti collettivi e sperimentazioni tessili mostrano il ruolo del tessuto come linguaggio contemporaneo tra ricerca artistica e produzione industriale.

La Fondazione Dino Zoli di Forlì presenta la mostra Tessere d’Arte. Intrecci tra materia e creazione, a cura di Nadia Stefanel, in programma dal 29 aprile al 31 luglio 2026. L’esposizione si concentra sulla Fiber Art come ambito di ricerca in cui il tessile assume la funzione di linguaggio espressivo e dispositivo di sperimentazione contemporanea, all’interno di un dialogo strutturato tra impresa e pratica artistica. Il progetto nasce dall’esperienza di Dino Zoli Textile, azienda attiva dal 1972 e realtà consolidata nel panorama del Made in Italy, che negli ultimi nove anni ha sviluppato un percorso continuativo di collaborazione con artisti e creativi. Dal 2017, materiali, tecnologie e competenze produttive sono stati messi a disposizione di processi di ricerca condivisi, generando un confronto costante tra progettazione tessile e produzione industriale.

La mostra restituisce i risultati di questo percorso attraverso tre ambiti principali che hanno caratterizzato l’attività tra arte e impresa: le residenze artistiche, le mostre collettive e i progetti speciali. Si tratta di tre linee di lavoro che evidenziano modalità differenti di interazione tra artisti, azienda e territorio, in cui il tessuto diventa strumento operativo, narrativo e relazionale.

Le residenze artistiche costituiscono il nucleo più diretto di confronto tra pratica industriale e linguaggi contemporanei. Gli artisti coinvolti hanno lavorato a stretto contatto con materiali, processi produttivi e personale aziendale, trasformando il tessuto in elemento attivo di narrazione. In questo contesto si colloca la residenza di Elena Bellantoni del 2022, che ha previsto il coinvolgimento dei dipendenti in workshop partecipativi e la realizzazione di costumi in lino e velluto prodotti da Dino Zoli Textile. Il progetto ha confluito nell’opera video Se ci fosse luce sarebbe bellissimo, in cui la dimensione relazionale e produttiva si intreccia con quella performativa e visiva.

Veduta della mostra collettiva Trame esplorative. Foto: Su gentile concessione di Fondazione Dino Zoli
Veduta della mostra collettiva Trame esplorative. Foto: Su gentile concessione di Fondazione Dino Zoli
Veduta della mostra collettiva Trame esplorative. Foto: Su gentile concessione di Fondazione Dino Zoli
Veduta della mostra collettiva Trame esplorative. Foto: Su gentile concessione di Fondazione Dino Zoli

Il secondo ambito è rappresentato dalle mostre collettive che si sono susseguite negli anni, sviluppando un discorso curatoriale centrato sulla sperimentazione dei materiali tessili e sulle loro possibili trasformazioni in chiave installativa. Tra i progetti si colloca Utopiche seduzioni. Dai nuovi materiali alla Recycled Art. Da Piero Manzoni alle nuove generazioni, realizzato tra il 2023 e il 2024, che ha incluso l’installazione Plot di Francesca Pasquali. Il progetto ha evidenziato come anche materiali derivati da scarti produttivi possano diventare base per nuove forme di ricerca artistica.

Segue la mostra Trame esplorative del 2024-2025, incentrata sulla capacità del tessuto di generare ambienti sensoriali e percorsi esperienziali, in cui la materia diventa parte integrante della costruzione dello spazio espositivo. Un ulteriore progetto è È QUI, realizzato insieme agli studenti del Corso di Decorazione per l’architettura dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Gli studenti hanno progettato pattern tessili successivamente sviluppati e stampati da Dino Zoli Textile per una serie di sedute. Il progetto nasce dalla raccolta di parole, immagini e suoni provenienti dai ragazzi delle cooperative sociali La Fraternità e Arca di Noè, costruendo un racconto condiviso legato a identità e memoria. La frase “È QUI”, stampata su una delle sedute realizzate con strutture di recupero, diventa elemento simbolico della relazione tra le diverse esperienze coinvolte.

Silvia Camporesi, Fragile Sublime. Foto: Su gentile concessione di Fondazione Dino Zoli
Silvia Camporesi, Fragile Sublime. Foto: Su gentile concessione di Fondazione Dino Zoli

Il terzo ambito riguarda i progetti speciali, che includono interventi artistici legati a temi specifici o a contesti di particolare rilevanza sociale e ambientale. Tra questi figura Fragile Sublime di Silvia Camporesi, composto da dodici fotografie dedicate alla memoria dell’alluvione in Romagna del 2023 e incentrate sul Parco urbano “Franco Agosto”. Le immagini, realizzate nello stesso giorno, restituiscono un luogo sospeso tra dimensione reale e percezione onirica, caratterizzato da silenzio e quiete. Le fotografie sono state stampate su tessuto, scelta che ha introdotto una componente materica nell’immagine fotografica. Il supporto tessile selezionato, caratterizzato da un bianco cangiante, ha contribuito a valorizzare i cromatismi dominanti delle opere, in particolare le tonalità di verde e marrone.

Nello stesso ambito si inserisce il progetto Camille di Silvia Bigi, sviluppato attraverso la collaborazione con il team aziendale e l’utilizzo della stampa digitale a sublimazione, evoluzione della tecnica transfer. Il processo produttivo ha consentito la realizzazione di superfici tessili caratterizzate da pattern grafici ripetuti, in cui si intrecciano elementi vegetali e frasi legate ai processi dell’Inquisizione, rielaborati anche attraverso strumenti di intelligenza artificiale. L’opera si compone di sei grandi teli che costruiscono una narrazione visiva complessa, in cui la superficie decorativa diventa spazio di riflessione su stratificazioni storiche e identità femminili. Accanto alla dimensione strettamente artistica, la mostra include anche un riferimento all’impegno di Dino Zoli Textile nel riutilizzo dei materiali non impiegati nei processi produttivi e nelle attività di carattere sociale a supporto di comunità, scuole e realtà territoriali. Tale aspetto si inserisce in un quadro di responsabilità e collaborazione con il contesto locale.

Informazioni pratiche

Orari: venerdì, sabato e domenica 9.30-12.30 e 16.30-19.30, chiuso festivi

Ingresso libero

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraTessere d’Arte. Intrecci tra materia e creazione
CittàForlì
SedeFondazione Dino Zoli
DateDal 29/04/2026 al 31/07/2026
ArtistiArtisti vari
CuratoriNadia Stefanel
TemiArte tessile



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