Le OGR di Torino si preparano a una nuova metamorfosi: le loro grandi Corti, oggi caratterizzate da superfici prevalentemente pavimentate, diventeranno un paesaggio urbano in cui natura, architettura e cultura si intrecciano. Il progetto, promosso dalla Fondazione CRT e dalle OGR Torino e firmato dallo studio torinese lamatilde, punta a trasformare gli spazi esterni del complesso in una biosfera urbana, con nuove aree verdi, specchi d’acqua, luoghi di incontro e installazioni artistiche. Dopo la riqualificazione del 2017, che ha restituito alla città i 35mila metri quadrati delle ex officine ferroviarie, un nuovo intervento interesserà le Corti Est e Ovest. Obiettivo è valorizzare il patrimonio industriale delle OGR e, allo stesso tempo, rispondere alle esigenze ambientali e sociali della città contemporanea, contrastando l’effetto isola di calore, favorendo la biodiversità e ampliando le possibilità di utilizzo degli spazi all’aperto.
Il cantiere partirà all’inizio di novembre 2026, con conclusione prevista nella primavera del 2027. Il progetto si confronta con la storia delle OGR, monumentale complesso industriale risalente al 1895, reinterpretandone gli elementi originari attraverso un nuovo sistema architettonico e ambientale. La geometria degli antichi binari delle officine ferroviarie diventa il punto di partenza per disegnare una topografia artificiale, composta da volumi di dimensioni e altezze differenti. Le forme richiamano i carrelli utilizzati per trasportare i materiali lungo i binari, trasformando un elemento della memoria industriale in una struttura destinata a ospitare vegetazione, sedute, bacini d’acqua e dispositivi per la socialità.
Le Corti saranno così articolate in una successione di spazi verdi e aree di sosta, con funzioni diverse ma connesse tra loro. L’architettura non si limiterà a organizzare gli spazi, ma diventerà parte integrante dell’infrastruttura ambientale, contribuendo a migliorare il microclima e a rendere le OGR più accessibili e vivibili. La trasformazione punta anche a rafforzare il rapporto del complesso con i quartieri circostanti, creando una continuità urbana tra corso Castelfidardo e l’area di via Borsellino. Le Corti si configurano così come una nuova soglia delle OGR: uno spazio da attraversare, frequentare quotidianamente e riscoprire anche al di fuori delle attività culturali e degli eventi.
La rigenerazione delle Corti risponde alle sfide climatiche e alla necessità di ripensare gli spazi pubblici delle città, introducendo soluzioni capaci di ridurre le temperature e favorire nuovi equilibri ambientali. Il progetto del verde prevede un sistema articolato di specie erbacee, arbustive e arboree perenni, distribuite in nuove fioriere e integrate con aree di sosta e socialità. La combinazione di vegetazione, ombra e acqua contribuirà a mitigare il calore e a creare condizioni più confortevoli durante i mesi estivi.
Particolare attenzione sarà riservata alla gestione della risorsa idrica. Le nuove stratificazioni del terreno sono progettate per trattenere l’umidità e ridurre il fabbisogno di irrigazione, mentre le diverse specie vegetali contribuiranno a creare habitat favorevoli alla micro-biodiversità, offrendo rifugio, nutrimento e risorse agli insetti impollinatori e ai piccoli uccelli. Il verde diventa così una componente strutturale del progetto, non un semplice elemento decorativo, capace di migliorare le condizioni ambientali e di ampliare le modalità di fruizione degli spazi.
Affacciata su corso Castelfidardo, la Corte Est sarà concepita come una grande piazza verde su più livelli, attraversata dal percorso che conduce all’interno delle OGR. I nuovi moduli architettonici organizzeranno lo spazio in aree dedicate alla vegetazione, all’ombra e alla sosta, con sedute e bacini d’acqua. A collegare i diversi elementi sarà un’infrastruttura dalle forme organiche che integrerà illuminazione LED programmabile, sistemi di nebulizzazione per il raffrescamento estivo e dispositivi di diffusione sonora, pensati anche per installazioni artistiche e musicali. All’ingresso da corso Castelfidardo, la stessa struttura assumerà una funzione più ludica, accogliendo visitatori di tutte le età e trasformando un elemento tecnico in un’esperienza interattiva. La Corte Est si presenterà quindi come uno spazio aperto e attraversabile, nel quale la dimensione del giardino si combina con quella della piazza pubblica e delle attività culturali.
La Corte Ovest avrà invece una vocazione più produttiva, conviviale e didattica. I moduli ospiteranno orti e sistemi di agroforestazione urbana dedicati alla coltivazione di erbe aromatiche, ortaggi e piccoli frutti. L’area sarà destinata anche ad attività educative e laboratori rivolti ai più giovani e alle comunità locali, mentre tavoli e spazi attrezzati offriranno nuove possibilità di incontro per studenti, lavoratori e visitatori. La Corte diventerà così un luogo di socialità e condivisione per la comunità delle OGR, estendendo la propria funzione oltre la ristorazione e coinvolgendo chi ogni giorno frequenta il complesso per lavorare, studiare o partecipare alle attività legate all’innovazione. Il ridisegno degli spazi consentirà inoltre di ampliare e valorizzare l’area dedicata all’intrattenimento, creando un ambiente più flessibile e attrezzato per concerti, spettacoli dal vivo ed eventi. La nuova organizzazione punta a migliorare la qualità dell’esperienza all’aperto e a rendere le Corti luoghi fruibili durante tutto l’anno, in relazione alle diverse attività delle OGR.
La trasformazione degli spazi esterni si accompagnerà a un programma artistico che rafforzerà la vocazione delle OGR come piattaforma culturale aperta e accessibile gratuitamente. Grazie alla collaborazione con la Fondazione Arte CRT, le nuove Corti saranno progressivamente arricchite da opere temporanee e permanenti, commissionate o acquisite per dialogare con l’architettura e il paesaggio. La prima opera permanente sarà presentata in occasione dell’inaugurazione delle Corti, nella primavera del 2027, mentre una seconda installazione sarà svelata nell’autunno dello stesso anno, durante l’Art Week. Il programma proseguirà negli anni con nuove commissioni e installazioni, facendo delle Corti un ulteriore spazio di produzione e fruizione dell’arte contemporanea.
Il progetto sarà sviluppato sotto la direzione artistica di lamatilde e realizzato da MAT Srl, sulla base del progetto esecutivo, autorizzativo e della direzione lavori di ICIS Srl. La gestione della sicurezza sarà affidata allo Studio Pellegrin, mentre il progetto agronomico del verde sarà curato da Carmelo Fruscione. Con la rigenerazione delle Corti, le OGR Torino avviano dunque una nuova fase della propria storia: la memoria delle officine ferroviarie si intreccia con il verde, la sostenibilità e l’arte, trasformando gli spazi aperti in una nuova infrastruttura urbana dedicata alla cultura, all’incontro e alla vita quotidiana.
“Il nuovo progetto delle Corti rappresenta un passaggio strategico nell’evoluzione delle OGR Torino, il più importante investimento della Fondazione CRT per la città, che fin dalla loro rinascita sono state pensate come un organismo architettonico capace di continuare a ripensarsi e rigenerarsi”, dichiara Anna Maria Poggi, Presidente della Fondazione CRT. “Vogliamo che questi spazi mettano in relazione la memoria industriale delle ex Officine ferroviarie, nate come luogo di lavoro e produzione, con le esigenze del presente, diventando un paesaggio vivo e un’infrastruttura ambientale al servizio della comunità. Il cuore di questa nuova trasformazione è il verde: una presenza capace di ridisegnare le Corti, favorire la biodiversità, contribuire alla mitigazione climatica e rendere questi spazi più accoglienti e vivibili. È questo il senso della nuova biosfera urbana che vogliamo restituire alla città: un nuovo polmone verde nel cuore di Torino, in cui natura, architettura e vita quotidiana possano”.
“Le OGR Torino sono per loro stessa natura un luogo di trasformazione. Il progetto delle Corti parte da questa identità e rappresenta un passaggio strategico nella loro evoluzione: non una cesura con il passato, ma un nuovo capitolo di una storia che continua a rinnovarsi. Vogliamo che questi spazi sappiano mettere in relazione la memoria industriale delle ex Officine con le esigenze del presente, diventando una nuova infrastruttura per la città. Con questo parco urbano le OGR saranno sempre più aperte, accessibili e inclusive, rafforzando la connessione tra territorio e persone”, dichiara Davide Canavesio, Amministratore Delegato delle OGR Torino. “Trasformare le Corti in una biosfera urbana è un’operazione di ingegneria ambientale e rigenerazione climatica, che conferma la capacità delle OGR di evolvere e dimostra come l’archeologia industriale possa diventare una risorsa urbana contemporanea, tecnologica e resiliente”.
“La Fondazione Arte CRT è onorata di prendere parte alla nuova fase di trasformazione delle OGR, rinnovando una collaborazione ormai più che consolidata. Attraverso un programma di acquisizioni e produzioni che coinvolgerà artisti di rilievo internazionale, la Fondazione intende contribuire a rafforzare il ruolo delle OGR quale piattaforma culturale aperta alla città e alla contemporaneità”, afferma Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Presidente della Fondazione Arte CRT. “Crediamo che le nuove Corti potranno diventare un vero e proprio museo a cielo aperto, nel quale arte, architettura e spazio pubblico dialogano, offrendo nuove occasioni di incontro, conoscenza e avvicinamento all’arte contemporanea e contribuendo al percorso di crescita culturale di Torino”.
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