Il Borgo Medievale di Torino: un viaggio indietro nel tempo, nel Piemonte del Quattrocento


Addentrarsi nel Borgo Medievale di Torino significa compiere un viaggio indietro nel tempo, nel Piemonte del Quattrocento: un'esperienza unica!

Se a Torino avete passeggiato per i viali del Parco del Valentino, vi sarà sicuramente capitato di veder spiccare, tra gli alberi che colorano le rive del Po, torri, merli ghibellini, trifore, portici: bene, siete arrivati nel suggestivo Borgo Medievale! Appena superato il ponte levatoio, vi troverete per un attimo spaesati: sì, perché fino a poco prima eravate convinti che le vestigia della Torino medievale ancora rimaste al giorno d’oggi fossero pochissime, e si trovassero dalla parte opposta della città, nel cosiddetto “Quadrilatero romano”. Poi, dopo esservi ambientati e aver letto la storia del borgo, comprenderete (e le vostre precedenti convinzioni saranno confermate) che non siete in un vero borgo medievale, ovvero non si tratta di un complesso di edifici risalenti al Medio Evo. La storia di questo sito è infatti molto interessante.

Il Borgo Medievale di Torino
Il Borgo Medievale di Torino

Le mura del Borgo Medievale di Torino
Le mura del Borgo Medievale di Torino

Dobbiamo tornare al 1884, anno in cui si tenne a Torino l’Esposizione generale italiana artistica e industriale. Già all’epoca, Torino aveva perso molto della propria anima medievale: nacque dunque l’idea di ricostruire, in modo fedele, un borgo medievale piemontese del Quattrocento per riportare torinesi (e italiani) verso quell’epoca di cui la città moderna conservava ormai poche memorie. L’idea si deve all’archeologo Alfredo d’Andrade, portoghese ma italiano d’adozione, specialista di architettura medievale: persona quindi particolarmente indicata per il progetto di ricostruire un borgo di secoli fa. Alfredo d’Andrade raccolse una squadra di fini conoscitori d’arte, pittori, architetti, storici e ingegneri, che terminarono il loro lavoro giusto in tempo per l’inaugurazione, avvenuta il 27 aprile del 1884. Quel villaggio raccolse così tanto successo che non fu smantellato, come doveva essere inizialmente, ma fu mantenuto, abbellito e costantemente arricchito, e ancora oggi è una delle attrattive più affascinanti della città.

La particolarità di questo borgo consiste nel fatto che non si tratta di una ricostruzione fittizia, bensì di una sorta di “collage” di edifici realmente esistenti e appartenenti tutti alla stessa epoca, che sono stati disposti attorno a una strada principale, a vicoli e piazzette per darci un’idea di come fosse davvero un borgo medievale piemontese nel quindicesimo secolo. E vi assicuriamo che l’intenzione è stata realizzata perfettamente, rispettando con cura ogni dettaglio. Lo notiamo immediatamente al nostro arrivo: per entrare nel borgo dobbiamo infatti superare un ponte levatoio che ci conduce alla torre d’accesso. Quest’ultima è una ricostruzione della Torre del ricetto, che si trova a Oglianico, nei pressi di Torino. Sono state aggiunte soltanto le decorazioni pittoriche che invece derivano dal castello di Malgrà, vicino a Rivarolo Canavese.

La torre d'accesso del Borgo Medievale di Torino
La torre d’accesso del Borgo Medievale di Torino, che si ispira alla Torre del ricetto di Oglianico, vicino a Torino
La strada principale del Borgo Medievale di Torino: sulla sinistra l'albergo dei Pellegrini e sulla destra la casa di Bussoleno
La strada principale del Borgo Medievale di Torino: sulla sinistra l’albergo dei Pellegrini e sulla destra la casa di Bussoleno

Eccoci quindi subito nella strada principale del borgo, con i suoi edifici. Alla nostra destra troviamo la casa di Bussoleno, edificio che si ispira a una costruzione realmente esistente in questo paese della val di Susa: al piano terra trovano spazio botteghe di artigiani che contribuiscono a calarci ancor di più nella realtà del borgo medievale. Qui si possono trovare stampe e piccoli dipinti che raffigurano caratteristici angoli del borgo o dei paesini piemontesi. Sulla sinistra abbiamo invece la riproduzione di un albergo dei pellegrini, dove anticamente sostavano i viandanti nel loro cammino verso i luoghi di pellegrinaggio: ancora, l’edificio si ispira a esempi che troviamo nel cuneese. Vicino alla casa di Bussoleno abbiamo anche una piazzetta con una fontana: ha una vasca rettangolare in pietra, riporta la data 1484 in caratteri romani, ed è una fontana tipica dei borghi del Medioevo piemontese. Queste fontane si trovavano un po’ ovunque nel Piemonte e servivano non solo per dare acqua alla popolazione, ma anche a far abbeverare i cavalli.

Proseguendo e lasciandoci alle spalle i portici con le loro botteghe, le loro attività e le loro insegne in ferro battuto decorato, non possiamo non fermarci nella piazzetta della chiesa: l’edificio sacro è uno dei più interessanti del borgo. Inizialmente, i progettisti idearono solo la facciata, ma in tempi più recenti è stato aggiunto anche il corpo, che oggi è utilizzato come sede di mostre ed esposizioni. La facciata si ispira a quella del Duomo di Ciriè, di cui la ghimberga (ovvero quella specie di frontone che sovrasta il portale principale) è una fedele riproduzione. Altri elementi, come le decorazioni dei cornicioni e delle finestre, sono tratti da altre chiese delle province di Cuneo e Torino. Notiamo anche degli affreschi: un’Annunciazione sopra al portale principale, e un san Cristoforo che trasporta Gesù Bambino sul lato corrispondente alla navata destra, mentre dalla parte opposta troviamo la figura di san Bernardo che tiene il diavolo in catene: tutti affreschi realmente esistenti nelle chiese del Piemonte.

La strada principale con la chiesa sullo sfondo
La strada principale con la chiesa sullo sfondo
La chiesa del Borgo Medievale di Torino
La chiesa del Borgo Medievale di Torino

Continuando la passeggiata, e lasciando alle nostre spalle edifici come la casa di Mondovì, palazzo trecentesco ispirato a una residenza nobiliare trecentesca della cittadina piemontese, una delle più interessanti del borgo, e dopo aver dato un’occhiata al cortile interno, su cui si staglia la torre di Avigliana che si specchia sulle acque del Po, vedremo ergersi alla nostra destra il profilo della Rocca, in posizione dominante rispetto al resto del borgo. È la residenza del signore locale, e qui non soltanto l’esterno è stato ricostruito con dovizia di particolari, ma anche l’interno, tanto che si tratta dell’unico edificio del borgo che si può visitare integralmente, in tutti i suoi ambienti: le cucine, le sale degli armigeri, la sala del trono, le carceri, la cappella. È anche l’unica zona del borgo visitabile a pagamento (non vi abbiamo infatti detto che potete entrare gratuitamente nel Borgo Medievale di Torino!). Vi consigliamo comunque di programmare per tempo la visita, perché alla Rocca si entra solo accompagnati dallo staff del museo, i gruppi sono a numero chiuso e gli orari sono scaglionati con altissima precisione. Noi, per esempio, non abbiamo visitato la Rocca perché siamo arrivati una manciata di minuti dopo l’inizio della visita accompagnata, e non avevamo tempo per aspettare la successiva... quindi premunitevi contro inconvenienti di questo tipo :-)

La casa di Mondovì
La casa di Mondovì/tr>
Strada del Borgo Medievale di Torino
Strada chiesa del Borgo Medievale di Torino

Non rimane dunque altro da fare che ripercorrere a ritroso le stradine del borgo, tra le foglie che cadono dalle fronde delle piante e il vento freddo che si insinua tra i portici, nel silenzio irreale di una cittadina medievale costruita a pochi metri di distanza dal caos della metropoli.


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Gli autori di questo articolo: Federico Giannini e Ilaria Baratta

Gli articoli firmati Finestre sull'Arte sono scritti a quattro mani da Federico Giannini e Ilaria Baratta. Insieme abbiamo fondato Finestre sull'Arte nel 2009. Clicca qui per scoprire chi siamo


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