di Redazione 21/10/2026
Categorie: Archeologia / Argomenti: Archeologia - Pompei - restauro - Parco Archeologico di Pompei
A Pompei è in corso il restauro dell’imponente casa di Marco Fabio Rufo, una delle dimore più sontuose dell’antica città, ispirata ai palazzi imperiali di Roma. L’intervento da 1.462.000 euro è finanziato interamente da un imprenditore tedesco.
La casa di Marco Fabio Rufo, una delle residenze più imponenti e prestigiose dell’antica Pompei, è al centro di un importante progetto di restauro dal valore di 1.462.000 euro, interamente finanziato dalla società privata PompeiAR. Affacciata sul golfo di Napoli e costruita sulle antiche mura della città, la dimora si distingue per la sua architettura monumentale, ispirata direttamente ai palazzi imperiali di Roma, e per la facciata caratterizzata da ampie finestre, con infissi in legno e probabilmente anche di vetro. In questi giorni è stato ufficialmente sottoscritto il contratto di sponsorizzazione tra Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco archeologico di Pompei, e Frank Hoefer, titolare della società sostenitrice. Imprenditore originario della Germania meridionale, Hoefer ha deciso di contattare il Parco dopo aver letto Pompei: la città incantata, il libro pubblicato nel 2023 dal direttore Zuchtriegel.
L’intervento attualmente in corso è dedicato al recupero degli affreschi, tra cui spicca la Venere di Pompei, collocata all’interno di uno spazio con funzione rituale, una sorta di cappella. I lavori rappresentano una nuova fase del percorso di valorizzazione della dimora, successiva agli interventi strutturali, alle operazioni di messa in sicurezza e alle attività di scavo realizzate dal Parco archeologico tra il 2021 e il 2023.
La casa di Marco Fabio Rufo, insieme alle adiacenti case “di Castricio” e “del Bracciale d’Oro”, è costruita sul precipizio dell’antica fortificazione di Pompei e conserva fino a quattro piani, collegati da un labirinto di corridoi, scale e passaggi, sia di rappresentanza sia di servizio. Le dimensioni e la ricchezza della dimora testimoniano le straordinarie disponibilità economiche del suo proprietario, la cui identità non è certa: potrebbe essersi trattato di un magistrato locale oppure di un liberto legato alla casa imperiale. In ogni caso, le risorse a sua disposizione permisero di realizzare una vera villa urbana che, sulla base delle conoscenze attuali, non trova confronti per imponenza e prestigio tra le abitazioni pompeiane.
Il complesso delle tre case conserva anche una drammatica testimonianza dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Durante gli scavi sono stati infatti rinvenuti diversi corpi di vittime, alcune delle quali si trovano ancora nei luoghi in cui persero la vita. Tre persone furono individuate sulle scale della casa di Marco Fabio Rufo, mentre altrettante emersero nel 1961 dagli scavi della vicina casa di Castricio. Nel 1974 furono invece ritrovate le vittime della casa del Bracciale d’Oro.
Gli interventi di restauro sono stati affidati, attraverso un bando di gara, alla società Artigiana Romana Impianti OE. Per il Parco archeologico di Pompei, la supervisione è affidata alla dottoressa Elena Gravina, in qualità di Responsabile unico del progetto (RUP), e alla dottoressa Teresa Argento, in qualità di Direttrice dei lavori (DL).
“Sono stato a Pompei per la prima volta nel 1974, all’età di 16 anni, e ho immediatamente percepito il fascino della città antica, che racconta un modello di vita sociale al quale, per certi aspetti, siamo molto vicini e per altri molto lontani”, afferma l’imprenditore Frank Hoefer. “Chi visita le case con occhio attento viene ricompensato da infiniti dettagli tratti dalla vita quotidiana, dall’arte e dal saper fare antico. Restaurare la spettacolare dimora di Marco Fabio Rufo, inaccessibile dal 1980, e renderla accessibile al pubblico è un progetto che trovo appassionante. Anche perché ho l’impressione che a Pompei c’è una grande apertura verso modelli innovativi di tutela e fruizione. Ma per attuare i progetti del Parco servono altri sostenitori e vorrei aiutare a trovarli”.
“Ora lavoriamo su un progetto di valorizzazione del complesso”, ha dichiarato il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel. “Facciamo leva anche sulla tecnologia digitale per far comprendere la complessità di questo labirinto incredibile, che è la casa di Marco Fabio Rufo: a volte si ha l’impressione di essere in un palazzo ottocentesco di Napoli, invece è una casa romana di 2000 anni fa. Entro Natale vogliamo procedere a una prima apertura parziale, con gruppi accompagnati. L’entusiasmo e il supporto di Frank Hoefer sono un segnale bellissimo del valore di Pompei, anche perché ci piacerebbe replicare questo modello in altre case, che sono altrettanto affascinanti e hanno bisogno di restauro e valorizzazione”.
Commenti
Per inviare il commento devi accedere o registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo l’accesso.