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A Roma c'è una cripta decorata con ossa umane che è stata appena restaurata e si può visitare

di Redazione 03/11/2026

Categorie: Arte antica / Argomenti: Roma - Settecento - Arte antica


A Roma, a due passi da Largo Argentina, sotto la chiesa delle Sacre Stimmate di San Francesco una cripta conserva pareti decorate con ossa umane disposte in motivi geometrici e floreali. Dopo un restauro finanziato dal PNRR, costato 2,1 milioni di euro, la cripta riapre alle visite, gratuite.

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Ossa umane composte in motivi geometrici e floreali, a rivestire le pareti di una piccola cappella sotterranea nel centro di Roma. E, ancora più in basso, sotto il pavimento, i resti di muri romani che potrebbero appartenere all’edificio in cui, nell’antica Roma, si contavano i voti. Tutto questo si trova a pochi passi da Largo Argentina, nella cripta della chiesa delle Sacre Stimmate di San Francesco, un ambiente che la Soprintendenza Speciale di Roma ha appena restaurato e che ora torna aperto al pubblico.

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La chiesa sorge in largo delle Stimmate 1, nel tessuto del rione Pigna compreso tra corso Vittorio Emanuele II, via del Gesù, piazza e via della Pigna e via dei Cestari. È una zona dalla storia stratificata. Nell’antichità faceva parte del Campo Marzio, un’area originariamente paludosa vicina al Tevere che, dopo le bonifiche di età augustea, si riempì di monumenti importanti. Nel XIII secolo, quando il quartiere era ormai noto come Pigna, vi sorgeva un edificio di culto dedicato ai quaranta martiri di Sebaste, passato nel Cinquecento all’Arciconfraternita delle Sacre Stimmate di San Francesco. All’inizio del XVIII secolo, per volontà di papa Clemente XI, la chiesa venne ricostruita dall’architetto Giovan Battista Contini e affidata alla Confraternita; fu consacrata nel 1719. Al suo interno si trovano, tra le altre opere, il crocifisso ligneo di Alessandro Algardi e il dipinto di Francesco Trevisani con San Francesco che riceve le stimmate. Il complesso comprende, oltre alla chiesa, l’oratorio, la sagrestia e il cimitero.

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La cripta dopo il restauro. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma
La cripta dopo il restauro. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma

Un cimitero sotto la chiesa

È proprio il cimitero, sotto il piano della chiesa, a custodire l’elemento più sorprendente. La cripta esisteva almeno dal 1710 e nasce come luogo di sepoltura: secondo la Soprintendenza dovrebbe risalire alla prima fase della chiesa, e l’Arciconfraternita, una volta insediata, continuò a utilizzarlo per i propri membri almeno fino al Seicento. L’ambiente ipogeo, che la Soprintendenza fa risalire al XVII secolo, è organizzato in due sale il cui assetto attuale è settecentesco.

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La sala principale è una cappella con altare, rivestita in parte da elementi osteologici decorativi ricavati dall’ossario e da pareti dipinte a finto marmo, che ingentiliscono la composizione di ossa. La sala secondaria è l’ossario vero e proprio, con decorazioni più semplici e un affresco raffigurante la Deposizione, che l’umidità aveva gravemente compromesso. Per la Soprintendenza si tratta di un raro esempio di ossario decorato, un apparato ornamentale con pochi riscontri.

Sotto i pavimenti, poi, emerge la Roma antica: muri di epoca romana probabilmente riconducibili al Diribitorium, l’edificio dove si svolgeva lo scrutinio delle votazioni che avevano luogo nei vicini Saepta Iulia, costruiti da Giulio Cesare.

La cripta prima del restauro. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma
La cripta prima del restauro. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma

Che cosa ha fatto il restauro

Prima dei lavori, la cripta si trovava in condizioni critiche: l’umidità di risalita, i sali e gli attacchi biologici avevano compromesso superfici e decorazioni. L’intervento, finanziato con 2.100.000 euro dei fondi PNRR Caput Mundi e curato dalla Soprintendenza Speciale di Roma, ha riguardato tanto la conservazione quanto la possibilità di visitare l’ambiente.

Nelle due sale sono state consolidate e pulite le decorazioni in ossa, le pareti affrescate a finto marmo e la Deposizione. Gli ancoraggi metallici che sostengono gli elementi osteologici sono stati verificati e sostituiti con elementi idonei, e le lacune integrate con tecniche riconoscibili. Gli scavi archeologici sono stati completati, il pavimento è stato ricostituito su nuovi sottofondi con materiali compatibili e le lapidi sono state ricollocate al loro posto. Per rendere percorribile il sotterraneo sono stati realizzati una passerella e un nuovo impianto di illuminazione a LED con gestione centralizzata, ed è stato riaperto l’ingresso storico alla cripta. Completano l’intervento sistemi di controllo ambientale, procedure di emergenza commisurate alla classificazione a basso rischio antincendio e un piano di monitoraggio e manutenzione periodica. Il risultato è che la cripta può accogliere di nuovo sia le celebrazioni religiose sia i visitatori. È previsto inoltre un programma di comunicazione scientifica e divulgativa.

“Abbiamo lavorato sulla cripta come su un insieme unitario”, spiega Marta Baumgartner, archeologa della Soprintendenza e curatrice dell’intervento, “nel quale architettura, apparati decorativi e preesistenze archeologiche, grazie a un nuovo percorso, raccontano la storia del luogo. Ogni scelta è stata pensata secondo i principi del minimo intervento e della reversibilità, con l’obiettivo di rendere nuovamente accessibili questi spazi senza alterarne l’identità e, allo stesso tempo, permetterne una lettura completa”.

Proprio per rispettare le caratteristiche dell’ambiente sotterraneo e il suo valore storico-archeologico, non sono stati introdotti dispositivi per il superamento delle barriere architettoniche: il progetto prevede una deroga all’accessibilità verticale, e per raggiungere la cripta occorre scendere alcuni gradini.

“La città conserva, anche nei luoghi meno visibili, un patrimonio di grande valore, testimonianze che si sono sovrapposte e trasformate nel corso dei secoli», commenta la Soprintendente Speciale di Roma, Daniela Porro. “La cripta delle Sacre Stimmate ne è un esempio prezioso: grazie alle risorse del Pnrr, possiamo restituirla alla cittadinanza e aprirla alle visite, ampliando lo sguardo sulla storia e sulla complessità di Roma”.

La cripta prima del restauro. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma
La cripta prima del restauro. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma
La cripta prima del restauro. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma
La cripta prima del restauro. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma

Come visitarla

La riapertura della cripta fa parte del calendario autunnale di aperture straordinarie e visite guidate con cui la Soprintendenza Speciale di Roma intende far conoscere siti archeologici e luoghi della cultura meno noti della città. Il calendario degli appuntamenti indica le prime due visite guidate il 5 e il 12 novembre dalle 15 alle 19, dopodiché le aperture proseguiranno ogni giovedì fino al 10 dicembre, dalle 15 alle 20. L’ingresso è gratuito e senza prenotazione, con accesso a piccoli gruppi contingentati.

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