di Redazione 06/11/2026
Categorie: Arte antica / Argomenti: Rinascimento - Cinquecento - Arte antica - Sotheby's - Casa d'aste
Fino a quest’anno si conoscevano solo due paesaggi puri a olio di Albrecht Altdorfer, pittore tedesco considerato tra i primi a fare della natura il soggetto di un quadro. Il terzo, dipinto intorno al 1520 su una pergamena di 23 centimetri, è appena riemerso e sarà battuto a Londra il 9 dicembre con una stima tra 3 e 5 milioni di sterline.
Un rarissimo dipinto di Albrecht Altdorfer (Ratisbona, 1480 – 1538) sta per andare sul mercato. Un evento eccezionale, perché non sono molti i dipinti conosciuti di questo pittore tedesco, considerato tra i primi nella storia dell’arte europea a dipingere paesaggi come soggetto autonomo. E quello che andrà in asta a Londra, da Sotheby’s, il 9 dicembre, è un esempio eccezionale, e questo spiega anche la stima, fra 3 e 5 milioni di sterline, ovvero tra i 3,6 e i 6 milioni di euro.
Raffigura un bosco. Ha appena smesso di piovere: gli alberi sono fitti, il sottobosco coperto di muschio, e dietro i sempreverdi si apre un arcobaleno. Il sole non si vede: lo si intuisce appena, da una leggera schiarita tra le nuvole. Nel dipinto non c’è nessun santo, nessun episodio mitologico, nessuna figura umana. C’è soltanto il bosco. Ed è proprio questo a renderlo eccezionale, perché il quadro è uno dei primi paesaggi noti della storia dell’arte in cui non sono raffigurati episodi. C’è solo la veduta di un bosco.
Il dipinto, databile intorno al 1520, è riemerso all’inizio di quest’anno. Fino ad allora si conoscevano soltanto due paesaggi puri a olio dell’artista: uno è conservato alla National Gallery di Londra, l’altro all’Alte Pinakothek di Monaco di Baviera. Il nuovo ritrovamento porta il numero a tre. “Aggiungere un’opera al catalogo di uno dei grandi maestri del Rinascimento nordico è una delle scoperte più emozionanti che si possano immaginare nel nostro campo”, commenta George Gordon, presidente del dipartimento Old Masters di Sotheby’s, che parla di un’occasione per i collezionisti difficilmente ripetibile.
L’opera si intitola, nella descrizione della casa d’aste, Paesaggio boscoso con un arcobaleno dietro gli alberi e uno sperone roccioso in lontananza a destra, sotto un cielo carico di nuvole. È dipinta a olio su pergamena incollata su una tavola, probabilmente di tiglio, a sua volta trasferita da una tavola più antica, anch’essa forse di tiglio. Misura 23,4 per 19,8 centimetri ed è firmata con il monogramma dell’artista, AA, sul tronco di un larice a sinistra del centro. Secondo Sotheby’s è il più piccolo e il più fitto di vegetazione tra i paesaggi puri di Altdorfer, in qualsiasi tecnica.
Ognuno dei tre dipinti noti racconta un momento diverso del giorno e del tempo atmosferico. Il paesaggio della National Gallery è immerso nella piena luce del giorno, quello di Monaco in una calda luce serale. Il nuovo quadro, invece, coglie invece l’attimo subito dopo la pioggia. Gordon descrive un’atmosfera quasi tangibile, con il sole che fatica a farsi strada dietro le nuvole e la sua luce rifratta nell’arcobaleno. A suo giudizio, a distanza di circa cinquecento anni il dipinto appare ancora moderno e immediato come doveva sembrare a chi lo vide per primo.
Per capire perché un’immagine come questa sia così importante bisogna guardare a ciò che facevano gli altri pittori dell’epoca. Per i contemporanei di Altdorfer la natura era quasi sempre uno sfondo, lo scenario in cui collocare figure religiose o mitologiche. Per lui, invece, il bosco poteva essere un soggetto a pieno titolo. “I primi paesaggi indipendenti nella storia dell’arte europea furono dipinti da Albrecht Altdorfer”, scrive lo storico dell’arte Christopher Wood nel suo studio Albrecht Altdorfer and the Origins of Landscape, del 1993. Simon Schama indica come suo risultato più straordinario quello di aver reso la foresta stessa la protagonista naturale del quadro.
Il dipinto appartiene a una collezione privata svizzera, il padre dell’attuale proprietario lo acquistò nel 1957. In precedenza faceva invece parte della collezione aristocratica dei conti Harrach, e si trovava nel barocco Palais Harrach di Vienna. Non era mai passato in asta. E le occasioni di acquistare un’opera di Altdorfer sono rarissime: secondo Sotheby’s, è la prima volta dal 1980 che un dipinto riconosciuto come suo viene offerto sul mercato. Quell’anno la National Gallery di Londra acquistò privatamente un Cristo che si congeda dalla madre per una somma riportata di 2,45 milioni di sterline, una delle cifre più alte pagate all’epoca per un’opera d’arte.
Altdorfer nacque a Ratisbona, la città sul Danubio tra Monaco e Norimberga, e vi morì nel 1538. Intorno al 1511 un viaggio verso sud, nelle Alpi, gli fornì un repertorio di paesaggi montani e panorami apparentemente sconfinati che avrebbe usato nei dipinti successivi, a cominciare dalla sua opera più celebre, La battaglia di Alessandro a Isso, dipinta nel 1529 per il duca Guglielmo IV di Baviera e oggi tra i quadri più famosi dell’Alte Pinakothek. Dal 1513 lavorò al servizio dell’imperatore Massimiliano I, ma negli anni turbolenti della Riforma si ritirò nella sua città natale, dove rimase fino alla morte. Lì visse in una certa agiatezza, dedicandosi alla pittura, al disegno, all’incisione e anche all’architettura. Dopo Albrecht Dürer è considerato il più celebre pittore del Rinascimento tedesco. Più di recente, il Musée du Louvre gli ha dedicato una mostra organizzata in stretta collaborazione con l’Albertina di Vienna.
Il paesaggio di Altdorfer sarà esposto al pubblico da Sotheby’s a New York dal 7 al 19 novembre e poi da Sotheby’s a Londra dal 4 al 9 dicembre. Sarà messo all’asta, come ricordato, il 9 dicembre a Londra, nella Old Masters Evening Sale.
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