Una tela di Tiziano Vecellio, finora mai esposta al pubblico, entra a far parte del percorso espositivo permanente del Museo Poldi Pezzoli di Milano. È da questo importante ingresso che prende vita Un Tiziano per Milano, la mostra dossier che intende ricostruire il rapporto tra il pittore veneziano e la città, in occasione del 450° anniversario della sua scomparsa. L’opera è stata affidata al museo da un collezionista privato attraverso un comodato a lungo termine.
Dal 22 ottobre 2026 al 25 gennaio 2027, l’esposizione riunisce tre dipinti autografi di Tiziano e una copia di eccezionale valore storico, ripercorrendo la presenza e la fortuna dell’artista a Milano tra Cinquecento e Settecento. La mostra è curata da Enrico Maria Dal Pozzolo, dell’Università di Verona, e Lavinia Galli, del Museo Poldi Pezzoli.
Il legame tra Tiziano e Milano s’inserisce in una fase cruciale della storia della città. Nel 1541 il pittore vi giunge in occasione dell’ingresso trionfale di Carlo V, portando con sé l’Allocuzione, commissionata dal governatore Alfonso d’Avalos. Durante il soggiorno potrebbe inoltre aver realizzato il ritratto del Medeghino. L’anno seguente riceve un’altra importante commissione: l’Incoronazione di spine, destinata alla chiesa di Santa Maria delle Grazie. In quegli anni Milano rappresenta un centro strategico, attraversato dagli equilibri del potere imperiale, dalle ambizioni politiche e dalle iniziative dei grandi committenti. L’incontro con Tiziano, già celebre in tutta Europa, testimonia il ruolo della città nel panorama artistico del XVI secolo.
Partendo da questo intreccio di relazioni e opere, Un Tiziano per Milano propone un percorso attraverso quattro dipinti che documentano il rapporto dell’artista con la città e con la committenza milanese e lombarda. La selezione permette di osservare non soltanto la presenza diretta del maestro, ma anche la diffusione e la persistenza della sua eredità nel contesto locale.
L’iniziativa invita inoltre i visitatori a proseguire la scoperta di Tiziano attraverso Milano. Grazie a un QR code collocato nella prima sala, sarà infatti possibile accedere a un itinerario urbano dedicato ai luoghi che conservano opere dell’artista o custodiscono testimonianze del suo passaggio. Il percorso collega alcune delle principali istituzioni e architetture cittadine, dalla Pinacoteca Ambrosiana alla Pinacoteca di Brera, passando per il Castello Sforzesco e la chiesa di Santa Maria delle Grazie, fino al Duomo. Un’occasione per leggere la città attraverso le tracce lasciate dal pittore e comprendere come la sua presenza abbia contribuito a definirne il patrimonio artistico.
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