di Redazione 22/10/2026 , revisione editoriale di Francesca Anita Gigli
Categorie: Eventi / Argomenti: Milano - Antiquariato - Amart - Alto antiquariato
Dal 5 all’8 novembre, il Museo della Permanente ospita l’ottava edizione di AMART, con oltre 60 gallerie italiane e straniere. Accanto ai dipinti e alle sculture antiche, spazio anche al design e alle arti decorative. Ecco alcune anticipazioni.
Dipinti, sculture, mobili, argenti, tappeti e oggetti d’arte decorativa, insieme a opere moderne e pezzi di design: l’antiquariato comprende ambiti diversi, accomunati dalla storia degli oggetti e dalla ricerca che ne accompagna la conoscenza. È su questa varietà che si concentra AMART, la rassegna milanese dedicata all’antiquariato che torna dal 5 all’8 novembre 2026 al Museo della Permanente, con la partecipazione di oltre 60 gallerie italiane e straniere.
Giunta all’ottava edizione, la manifestazione è promossa dall’Associazione Antiquari Milanesi e da PROMO.TER Confcommercio Milano. Nata nel 2018, riunisce espositori specializzati in diversi settori, dai dipinti alle sculture, dai mobili agli argenti, dai preziosi ai tappeti. L’intento è proporre una selezione di opere e manufatti nella quale la qualità dei pezzi e la competenza degli antiquari costituiscono i principali criteri di scelta.
La rassegna si rivolge a collezionisti, studiosi e appassionati, ma anche a un pubblico interessato a conoscere più da vicino un settore nel quale la valutazione di un oggetto dipende dalla ricerca, dallo studio e dalla correttezza delle attribuzioni. Accanto alle opere tradizionalmente associate al mercato antiquario, la manifestazione comprende inoltre moderno, design e arti decorative, ampliando il confronto tra epoche, linguaggi e tipologie di manufatti.
Tra le opere annunciate figura la Madonna delle candelabre di Antonio Rossellino (Settignano, 1427 – Firenze, 1478/1481), datata circa 1457-1461 e presentata da Altomani & Sons: il bassorilievo è realizzato in stucco e conserva la policromia e la doratura originali. Un altro oggetto di particolare interesse è il tappeto anatolico della fine del XVI secolo proposto da Mirco Cattai: misura 175 per 107 centimetri, proviene dall’area di Uşak, nell’Anatolia centrale, ed è descritto dalla galleria come uno dei quattro esemplari esistenti al mondo.
Il percorso comprende anche una scrivania da centro della metà del XVIII secolo, realizzata nell’ambito dell’ebanisteria ferrarese e caratterizzata da intagli dorati, presentata da Piva & C. Tra i dipinti, Carlo Orsi esporrà una Veduta del Castello Sforzesco di Milano di scuola lombarda del XVII secolo, un olio su tela di 150 per 198 centimetri, indicato con una valutazione di 100mila euro. È inoltre annunciato un grande ritratto di Giacomo Ceruti (Milano, 1698 – 1767), raffigurante Giulio Gregorio Orsini, sovrintendente generale alla Milizia Urbana, datato 1755. Fra le altre opere segnalate compare Venere e amorini di Marco Liberi (Venezia, 1644 – documentato fino al 1696), proposta da Tornabuoni Arte Antica. Botticelli Antichità presenterà invece un busto marmoreo di san Carlo Borromeo di Ercole Ferrata (Pellio Inferiore, 1610 – Roma, 1686), e a completare la selezione sarà un completo difensivo alla pisana, realizzato da un maestro corazzaio milanese nell’ultimo quarto del XVI secolo e presentato dalla galleria Gallori Turchi; l’armatura è in ferro inciso all’acquaforte.
La varietà degli oggetti rispecchia l’impostazione della fiera, che punta sulla qualità delle opere e sulla possibilità di ricostruirne storia, provenienza e caratteristiche. Il presidente dell’Associazione Antiquari Milanesi, Michele Subert, alla guida di una storica galleria nel centro di Milano, individua nella selezione dei pezzi uno dei criteri centrali della manifestazione. Per portare l’antiquariato in una città legata al design, alla moda e alla contemporaneità, afferma, occorre proporre opere di «alta qualità e in eccellente stato di conservazione. Il mercato di oggi, più colto e consapevole, ignora il mediocre e l’ordinario, orientandosi piuttosto su raro e inusuale, purché di qualità indiscutibile e filologicamente ineccepibile».
La scelta degli espositori e delle opere rappresenta uno degli aspetti su cui l’organizzazione punta maggiormente. Michele Subert, presidente dell’Associazione Antiquari Milanesi e alla guida di una storica galleria nel centro di Milano, sottolinea la necessità di proporre oggetti selezionati con particolare attenzione alla qualità e alla conservazione: “alta qualità e in eccellente stato di conservazione. Il mercato di oggi, più colto e consapevole, ignora il mediocre e l’ordinario, orientandosi piuttosto su raro e inusuale, purché di qualità indiscutibile e filologicamente ineccepibile”.
Negli ultimi anni AMART ha rafforzato anche la propria dimensione internazionale, con la partecipazione di gallerie provenienti, tra le altre città, da Montecarlo, Parigi e Londra. Al lavoro del presidente si affianca quello di Lorenza Salamon, vicepresidente dell’associazione, e di Mirco Cattai e Tomaso Piva, impegnati da cinque anni nel consiglio. La presenza di gallerie straniere ha contribuito alla crescita della manifestazione e al suo inserimento nel circuito internazionale dell’antiquariato.
Salamon riconduce l’identità della fiera all’intuizione originaria di Domenico Piva, che ne ha impostato il progetto sulla qualità degli espositori e delle opere. “AmArt”, dichiara, “nasce da un’intuizione di Domenico Piva: una fiera costruita sulla qualità degli espositori e delle opere. Un’impostazione che, anno dopo anno, ha saputo dimostrare tutta la sua forza, contribuendo a rinnovare l’interesse per l’antiquariato”. Secondo la vicepresidente, la manifestazione intercetta oggi anche l’interesse di visitatori più giovani, attratti dalla qualità della manifattura, dalla progettazione degli oggetti e dalla possibilità di trovare, accanto a opere di particolare rilievo, proposte economicamente più accessibili. Per i collezionisti esperti, invece, resta centrale il lavoro di ricerca che accompagna la conoscenza dei manufatti: studio, competenza e attribuzioni sono elementi essenziali per comprendere il valore storico e artistico di ciò che viene esposto.
La fiera si svolge al Palazzo della Permanente, in via Turati, edificio progettato alla fine dell’Ottocento in stile neoclassico e restaurato nei primi anni Venti del Novecento. Dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, la struttura venne ricostruita, fatta eccezione per la facciata, secondo un approccio funzionalista. Le sale sono destinate alle esposizioni organizzate dalla Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, dalla quale l’edificio prende il nome.
AMART intende inoltre consolidare i rapporti con alcune delle istituzioni storiche di Milano, con collaborazioni che saranno annunciate nelle prossime settimane. La prima giornata inaugurale sarà riservata alla stampa e ai collezionisti; successivamente, la manifestazione aprirà al pubblico, offrendo l’occasione di incontrare le gallerie e conoscere una selezione di opere che attraversa diversi periodi e ambiti della produzione artistica. L’ottava edizione di AMART si terrà dal 5 all’8 novembre 2026 al Museo della Permanente, in via Turati a Milano. Informazioni e aggiornamenti sono disponibili sul sito www.amart-milano.com.
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