di Redazione 26/10/2026
Categorie: Eventi / Argomenti: Rembrandt - Tatuaggio
Dal 26 ottobre al 7 novembre 2026, la Casa Museo di Rembrandt di Amsterdam ospita nuovamente The Poor Man’s Rembrandt Project: Henk Schiffmacher e il suo gruppo di tatuatori realizzano tatuaggi ispirati alle opere del maestro.
La Casa Museo di Rembrandt di Amsterdam ospita dal 26 ottobre al 7 novembre 2026 The Poor Man’s Rembrandt Project (Il Rembrandt dei poveri), iniziativa che torna dopo il successo dell’edizione del 2023. Per due settimane, Henk Schiffmacher e il suo gruppo di tatuatori (composto da Tycho Veldhoen, Timothy John Englisch, Morrison Cheyenne Schiffmacher, Rupa van Teylingen, Frederik Moens e Olof Arrevik) allestiscono uno studio nell’ala moderna del museo, offrendo al pubblico la possibilità di farsi tatuare immagini ispirate alle opere del maestro. I prezzi variano da 100 a 350 euro; per prenotare una fascia oraria è richiesto un acconto di 50 euro. Ogni giorno sono disponibili anche alcuni posti senza prenotazione, ma il museo consiglia di riservare anticipatamente un appuntamento.
Per celebrare il ritorno del progetto, è stato inoltre assegnato gratuitamente un tatuaggio che coprirà l’intera schiena del vincitore. L’immagine scelta è La deposizione dalla croce del 1633. Il lavoro viene realizzato nel corso di più sessioni da tatuatori di Schiffmacher & Veldhoen, ad Amsterdam, e di St. Catherina, ad Anversa. L’ultima sessione è prevista il 7 novembre, in occasione della Museumnacht, la notte dei musei della città.
L’iniziativa si basa sulle affinità tecniche fra l’incisione e il tatuaggio: entrambe le pratiche partono dal disegno e trasferiscono un’immagine su una superficie attraverso l’inchiostro e l’uso di strumenti specifici. Se Rembrandt incideva le proprie composizioni su lastre di rame per stamparle su carta, i tatuatori lavorano sulla pelle, trasformandola in una superficie che conserva l’immagine per tutta la vita.
La scelta della casa museo come sede del progetto richiama anche la storia dell’edificio di Jodenbreestraat. Nel Seicento, qui Rembrandt lavorava insieme ai suoi assistenti e allievi, in un ambiente dedicato alla produzione artistica e alla sperimentazione. Oggi lo spazio torna a ospitare una comunità di artisti, mettendo in relazione la tradizione del disegno e dell’incisione con una pratica contemporanea.
Henk Schiffmacher è una figura di riferimento nel mondo del tatuaggio da quarantacinque anni. Conosciuto ad Amsterdam come il “re del tatuaggio”, ha organizzato le prime grandi convention europee dedicate a questa pratica, pubblicato oltre venti libri ed esposto in musei internazionali, fra cui il Musée du Quai Branly di Parigi e il Royal Ontario Museum di Toronto. L’artista considera la collaborazione di lunga durata con il Rembrandt House Museum uno dei momenti più importanti della propria carriera.
“In tutto il mondo si vendono più tatuaggi che opere d’arte da appendere alle pareti”, dice Henk Schiffmacher. “Un vecchio tatuatore definì un tempo i tatuaggi “i Rembrandt dei poveri”: un’opera d’arte più accessibile rispetto a un dipinto di uno dei grandi maestri del passato, ma non per questo realizzata con meno cura o scelta con minore attenzione. Molte persone, inoltre, costruiscono vere e proprie collezioni di tatuaggi realizzati da specifici artisti. Vengono da noi perché vogliono aggiungere Schiffmacher & Veldhoen alla collezione che porteranno con sé per tutta la vita. Per noi è un onore straordinario lavorare nel luogo in cui si può ancora percepire l’anima di Rembrandt e confrontarci con le sue incisioni e i suoi disegni. È l’incontro fra la grande arte e quella più piccola”.
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