Pubblicità

Come raccontare il Palazzo Ducale di Mantova attraverso Harry Potter: parla Lorenzo Bonoldi

Categorie: Interviste / Argomenti: Arte antica - Harry Potter - Mantova - Palazzo Ducale di Mantova


Al Palazzo Ducale di Mantova, affreschi, giardini e creature fantastiche diventano gli indizi di un’avventura ispirata a Harry Potter: lo storico dell’arte e guida Lorenzo Bonoldi si è inventato un format di visite guidate a tema potteriano per scoprire la storia e l’arte dei Gonzaga senza rinunciare al rigore storico. Bonoldi le racconta in questa intervista a Ilaria Baratta.

Pubblicità
Pubblicità

Un bezoar esposto, un soffitto stellato che ricorda quello della Sala Grande di Hogwarts, un ippogrifo nato dall’immaginazione di Ariosto cinque secoli prima di Fierobecco: al Palazzo Ducale di Mantova, chi conosce Harry Potter scopre che la magia era già tutta lì, nascosta tra affreschi, giardini e ambienti di corte. Da questa intuizione sono nate le Visite Guidate vietate ai Babbani, un’avventura che unisce visita guidata e caccia al tesoro ispirata al magico mondo di Harry Potter. Senza sacrificare il rigore storico, perché sono proprio le informazioni su storia e arte a offrire gli strumenti indispensabili per risolvere gli enigmi. A ideare a condurre queste visite speciali è Lorenzo Bonoldi, storico dell’arte e guida turistica con vent’anni di esperienza nella città dei Gonzaga, convinto che l’immaginario potteriano possa diventare un ponte per avvicinare grandi e piccoli, Potterhead e babbani, al patrimonio culturale. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare come sono nate le visite potteriane, come riesce a combinare e bilanciare la componente ludica e narrativa con la correttezza storica e che cosa rimane ai partecipanti una volta riposta la bacchetta magica. L’intervista è di Ilaria Baratta.

Pubblicità
Pubblicità
Lorenzo Bonoldi
Lorenzo Bonoldi

IB. Sei storico dell’arte e guida turistica a Mantova da vent’anni, e immagino che tu sia un grande appassionato del mondo di Harry Potter. Come ti si è accesa l’intuizione di combinare l’universo creato da J.K. Rowling con la storia e gli ambienti del Palazzo Ducale di Mantova attraverso visite guidate ispirate all’universo del maghetto più famoso?

Pubblicità
Pubblicità

LB. All’interno del vastissimo e variegato universo dei Potterhead, vale a dire gli appassionati di Harry Potter, io sono fra quelli che hanno fatto il loro ingresso nel Mondo Magico attraverso i film, per poi passare soltanto in un secondo momento alla lettura dei libri. Quando, nel 2001, uscì nelle sale italiane il primo film della saga, ero ancora uno studente iscritto alla facoltà di Conservazione dei Beni Culturali e, grazie ai miei studi, possedevo già un bagaglio culturale che mi ha permesso di apprezzare fin da subito i numerosi riferimenti alla tradizione storica, artistica e letteraria presenti nell’universo nato dalla penna incantata di J.K. Rowling. Mi affascinava soprattutto riconoscere come molti elementi apparentemente fantastici avessero in realtà radici profonde nella cultura europea. Ricordo, per esempio, quanto mi divertì scoprire che tra le figurine delle Cioccorane ancora mancanti alla collezione di Ron Weasley ci fossero Agrippa e Tolomeo, due personaggi storici realmente esistiti! Ma non fu soltanto J.K. Rowling ad attingere al patrimonio culturale del passato. Anche MinaLima, il duo di graphic designer che ha contribuito a creare l’identità visiva dei film, ha trovato numerose fonti d’ispirazione nella tradizione artistica e figurativa. Uno degli esempi che trovo più affascinanti è la celebre Mappa del Malandrino, il cui disegno richiama una xilografia raffigurante la Nuova Gerusalemme, pubblicata a Colonia nel 1485 nelle Postillae di Nicola da Lira. Trovo straordinario che un’immagine realizzata oltre cinquecento anni fa possa aver contribuito a dare forma a uno degli oggetti più iconici del Mondo Magico! L’idea di introdurre riferimenti a Harry Potter nelle mie visite guidate fece capolino nella mia fantasia nel 2022, quando Palazzo Ducale di Mantova inaugurò l’allestimento permanente Naturalia e Mirabilia, nella Galleria delle Metamorfosi. L’esposizione rievoca l’antica camera delle meraviglie dei Gonzaga, dove venivano raccolti oggetti rari, curiosità naturali e reperti ai quali spesso si attribuivano proprietà straordinarie. Fra gli oggetti esposti c’è anche un bezoar, una concrezione che si forma nell’apparato digerente di alcuni animali e alla quale, per secoli, furono attribuite proprietà antidotiche contro i veleni. Ora, qualsiasi Potterhead sa benissimo che cosa sia un bezoar! Compare più volte nei romanzi di Rowling ed è addirittura protagonista di una delle prime domande che il professor Piton rivolge a Harry durante la sua prima lezione di Pozioni a Hogwarts: "Dove cercheresti se ti dicessi di trovarmi un bezoar?". Cominciai così a raccontare questo aneddoto durante le mie visite guidate e mi accorsi di una cosa interessante: quando citavo Harry Potter, sui volti di molti turisti si accendeva improvvisamente un’espressione di curiosità, interesse e stupore. Quell’oggetto, fino a pochi istanti prima sconosciuto e misterioso, diventava improvvisamente familiare, e i visitatori desideravano saperne di più. Fu proprio osservando quelle reazioni che cominciai a chiedermi quanti altri collegamenti potessero esistere tra l’universo potteriano e la storia di Palazzo Ducale e, soprattutto, se quei riferimenti potessero diventare uno strumento per stimolare la curiosità del pubblico verso il nostro patrimonio culturale. Se J.K. Rowling aveva attinto a piene mani al repertorio culturale, letterario e artistico del passato per creare il mondo di Harry Potter, forse era possibile fare anche il contrario: attingere all’immaginario potteriano per inventare nuove forme di narrazione del patrimonio storico e artistico. È proprio da questa inversione di prospettiva che sono nate le mie “Visite Guidate vietate ai Babbani” [NdR: nel mondo potteriano i babbani sono le persone estranee al Mondo Magico e generalmente ignare della sua esistenza].

Pubblicità
Pubblicità

Quali caratteristiche di Palazzo Ducale si prestano maggiormente a evocare le atmosfere misteriose del mondo di Harry Potter? Puoi fare qualche esempio di elementi che rimandano all’immaginario del maghetto?

Il Palazzo Ducale di Mantova è una vera miniera di suggestioni per chi conosce il mondo di Harry Potter. Le analogie sono talmente numerose che, quando ho cominciato a cercarle, mi sono reso conto di avere soltanto l’imbarazzo della scelta! Pensiamo, per esempio, alla Camera dello Zodiaco, con la sua straordinaria volta dipinta nel 1579 da Lorenzo Costa il Giovane, sulla quale sono rappresentati il cielo stellato e le costellazioni. Come non pensare al soffitto incantato della Sala Grande di Hogwarts? Anche se, devo ammetterlo, senza candele volanti! E questo non è certo l’unico riferimento: le decorazioni astrologiche sono numerosissime nella reggia dei Gonzaga, alla cui corte, proprio come a Hogwarts, l’astronomia e l’astrologia avevano un ruolo importante. E se a Hogwarts i quadri appesi alle pareti prendono vita, nella Galleria degli Specchi di Palazzo Ducale accade qualcosa di sorprendentemente simile! Gli affreschi, realizzati intorno al 1618 da un’équipe di pittori nell’ambito del progetto decorativo di Antonio Maria Viani, presentano straordinari effetti illusionistici. In una delle lunette, per esempio, una figura femminile regge una corona d’oro: quando l’osservatore si sposta lateralmente, ha l’impressione che il braccio che sorregge la corona segua i suoi movimenti. Una magia ottenuta senza bacchette o incantesimi, ma soltanto grazie all’abilità dei pittori seicenteschi nell’arte dell’illusione ottico-prospettica. Poi c’è il Giardino dei Semplici, un autentico orto botanico sistemato intorno al 1603, per volontà del duca Vincenzo I Gonzaga, da fra’ Zenobio Bocchi. Qui possiamo trovare alcune piante ben note ai Potterhead: l’aconito, utilizzato nella preparazione della Pozione Antilupo; la ruta, ingrediente della Felix Felicis, la celebre Fortuna Liquida; e le rose, i cui petali compaiono tra gli ingredienti dell’Amortentia, il più potente filtro d’amore del Mondo Magico. E poi ci sono piante di tasso: proprio il legno con cui è realizzata la bacchetta di Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato! Insomma, un luogo che sembra fatto apposta per una lezione di Erbologia. Uno dei miei collegamenti preferiti riguarda però la monumentale Sala di Manto. Mi piace immaginarla come una gigantesca scatola di Cioccorane: invece di una figurina con il ritratto e la biografia di una celebre strega, qui abbiamo un intero ciclo di dipinti che racconta la storia di Manto, la leggendaria profetessa alla quale la tradizione lega le origini di Mantova. Una sorta di enorme figurina illustrata, capace di raccontarci una storia che mescola mito, magia e origini della città. E come non citare le creature fantastiche? Unicorni, draghi, centauri e tritoni popolano le decorazioni di Palazzo Ducale. Creature che ogni Potterhead riconosce immediatamente, ma che appartengono a un repertorio mitologico e simbolico molto più antico dei romanzi di J.K. Rowling. A questo proposito, uno dei collegamenti che trovo più affascinanti riguarda l’ippogrifo, la creatura fantastica che tutti gli appassionati di Harry Potter conoscono grazie a Fierobecco. Fu Ludovico Ariosto a inventare questo animale per il suo Orlando furioso, un poema che ha un rapporto strettissimo con la corte mantovana. Già nel 1507 Ariosto aveva raccontato a Isabella d’Este l’opera alla quale stava lavorando e, nel 1516, le portò personalmente una copia della prima edizione. Isabella fu quindi una delle primissime lettrici di quel capolavoro, popolato anche da una nuovissima creatura fantastica nata dall’immaginazione di Ariosto. Insomma, quasi cinque secoli prima che Fierobecco entrasse nell’universo di Harry Potter, l’ippogrifo aveva già fatto tappa alla corte dei Gonzaga! La cosa sorprendente è che questi collegamenti non richiedono di inventare nulla: sono già tutti lì, nelle opere d’arte, nei giardini, nelle storie e nelle testimonianze del passato. Basta saperli riconoscere. E talvolta guardare il patrimonio storico e artistico attraverso gli occhi di un Potterhead permette di scoprire dettagli che, altrimenti, rischieremmo di non notare.

La Mappa del Malandrino e le sue fonti figurative. A sinistra, la 'Nuova Gerusalemme', xilografia tratta dalle 'Postillae' di Nicola da Lira, stampate a Colonia da Ulrich Zell nel 1485. A destra, la celebre 'Mappa del Malandrino', realizzata dal duo MinaLima per la saga cinematografica di Harry Potter. Il confronto rivela sorprendenti affinità tra l'iconografia quattrocentesca e l'immaginario visivo del Mondo Magico.
La Mappa del Malandrino e le sue fonti figurative
A sinistra, la ’Nuova Gerusalemme’, xilografia tratta dalle ’Postillae’ di Nicola da Lira, stampate a Colonia da Ulrich Zell nel 1485. A destra, la celebre ’Mappa del Malandrino’, realizzata dal duo MinaLima per la saga cinematografica di Harry Potter. Il confronto rivela sorprendenti affinità tra l’iconografia quattrocentesca e l’immaginario visivo del Mondo Magico.
Il bezoar
Il bezoar
Il bezoar, concrezione di origine animale alla quale per secoli furono attribuite proprietà antidotiche contro i veleni. Citato più volte nella saga di Harry Potter, è presente anche nell’allestimento ’Naturalia e Mirabilia’ del Palazzo Ducale di Mantova.
La Camera dello Zodiaco
La Camera dello Zodiaco
Lorenzo Costa il Giovane, volta della Camera dello Zodiaco, 1579. Mantova, Palazzo Ducale. Il Carro di Diana attraversa un cielo popolato da stelle e costellazioni, che ricorda il soffitto incantato della Sala Grande di Hogwarts.
Il kit dei partecipanti
Il kit dei partecipanti
Lettera personalizzata con sigillo in ceralacca, biglietto ferroviario, mappa della reggia, bacchetta magica e altri materiali delle ’Visite Guidate vietate ai Babbani’. Oggetti che accompagnano i partecipanti nella loro avventura alla ricerca degli Horcrux gonzagheschi.

Le Visite Guidate vietate ai Babbani diventano una vera caccia al tesoro: come si sviluppa concretamente la visita e quali sfide attendono i partecipanti? Quante visite potteriane organizzi al mese?

Le mie “Visite Guidate vietate ai Babbani” sono un’esperienza nella quale la tradizionale visita guidata si intreccia con una vera e propria caccia al tesoro. I partecipanti non sono semplici spettatori, ma diventano protagonisti di un’avventura ambientata nelle sale della reggia dei Gonzaga. Tutto comincia ancora prima di varcare la soglia del palazzo. All’arrivo, ciascun partecipante riceve una busta personalizzata, rigorosamente chiusa con un sigillo in ceralacca. Sulla busta sono riportati il nome e il cognome del destinatario e un indirizzo decisamente insolito: “sotto le arcate del portico di Palazzo Ducale, Mantova”. All’interno si trovano una lettera del preside di Hogwarts, che invita il destinatario a prendere parte a una missione segreta, un biglietto per il Binario 9 e 2/3 (da non confondere assolutamente con il più celebre Binario 9 e 3/4!), una figurina delle Cioccorane mantovane e, soprattutto, il distintivo che assegna il partecipante a una delle quattro casate temporanee: “Triton d’Oro”, “Dragon Nero”, “Salamandra di Fuoco"”oppure “Unicorno d’Argento”. Ogni partecipante riceve inoltre la “Mappa del Ducal Malandrino”, sulla quale è riprodotta la pianta della reggia dei Gonzaga, e una bacchetta magica monouso, realizzata dal rinomato fabbricante Tigris Volantis di Copenaghen (noto ai babbani con il nome commerciale di Flying Tiger). Purtroppo, le bacchette di Ollivander sono decisamente fuori budget! Una volta equipaggiati, i partecipanti possono finalmente iniziare la loro missione. Ogni squadra riceve un primo indovinello in rima, la cui soluzione è legata a un particolare, a un’opera d’arte o a un oggetto da individuare all’interno del palazzo. Risolto l’enigma, la squadra riceve un nuovo indizio, e così via, in una successione di prove che richiedono spirito d’osservazione, intuito e, naturalmente, un pizzico di magia. Le informazioni storiche e artistiche che racconto durante la visita diventano strumenti indispensabili per risolvere gli enigmi e proseguire nell’avventura. Ma c’è un’altra particolarità: alla fine del percorso, ogni casata si ritrova in possesso di un frammento di un grande enigma conclusivo. Soltanto riunendo i quattro frammenti e mettendo insieme le proprie conoscenze sarà possibile risolverlo e scoprire dove si nasconde il tesoro. Insomma, anche nel Mondo Magico la collaborazione è fondamentale! E non posso aggiungere altro, per non rovinare la sorpresa. Le visite vengono organizzate indicativamente una volta al mese, in occasione della prima domenica del mese, quando l’ingresso ai musei statali è gratuito. È una scelta precisa, che mi permette di mantenere il costo di partecipazione più accessibile. Resta comunque obbligatoria la prenotazione, per due motivi fondamentali. Il primo è di carattere organizzativo: il percorso comprende la celebre Camera degli Sposi di Andrea Mantegna, alla quale si può accedere soltanto in fasce orarie prestabilite e con un numero contingentato di visitatori, per ragioni conservative. Il secondo riguarda la preparazione dell’esperienza. Ogni lettera viene personalizzata e sigillata individualmente, e lo stesso lavoro di progettazione e realizzazione riguarda le mappe, i biglietti, le figurine, i distintivi, gli indizi e i premi. È un’attività quasi artigianale, che richiede parecchio tempo e che non sarebbe possibile improvvisare all’ultimo momento. Ci tengo particolarmente a questi dettagli, perché desidero che ogni partecipante, fin dal momento in cui riceve la propria lettera, abbia la sensazione di essere entrato davvero nel Mondo Magico e di prendere parte a un’avventura pensata appositamente per lui.

Come riesci a bilanciare la componente ludica e narrativa con la necessità di trasmettere informazioni storiche e storico-artistiche corrette? E che cosa cambia nel tuo lavoro di guida turistica quando il racconto storico si intreccia con il gioco e l’immaginazione?

In realtà, la visita guidata si sviluppa su un doppio binario narrativo, nel quale storia e fantasia procedono continuamente fianco a fianco. Il meccanismo è piuttosto semplice e si basa su una formula che utilizzo spesso durante il percorso: “I babbani pensano che... invece noi, che siamo tutt’altro che babbani, sappiamo che...”. Da una parte c’è quindi la versione storica, quella che conosciamo attraverso i documenti, le opere d’arte e le testimonianze del passato; dall’altra c’è una lettura alternativa, ispirata all’universo di Harry Potter, che reinterpreta gli stessi luoghi, personaggi e avvenimenti come se appartenessero anche al Mondo Magico. Faccio un esempio di come potrei raccontare un episodio durante la visita: “I Gonzaga hanno governato Mantova e abitato questo palazzo per quasi quattro secoli. Un periodo lunghissimo! Gli storici babbani si sono spesso interrogati su come questa famiglia sia riuscita a mantenere il potere tanto a lungo, persino più dei Medici a Firenze o degli Estensi a Ferrara. Le ipotesi avanzate sono diverse: erano più abili, erano più furbi, erano più forti... Tutte baggianate di una balbettante bambocciona banda di babbuini babbani! Noi, che conosciamo la vera storia, sappiamo benissimo che la risposta è un’altra: i Gonzaga erano più magici! Avevano infatti scoperto un sistema per legare frammenti della propria anima alle opere d’arte custodite nella loro reggia, assicurandosi così una sorta di immortalità. Un po’ come Voldemort aveva fatto con i suoi Horcrux. Con una differenza fondamentale, però: quelli dei Gonzaga non sono Horcrux oscuri da distruggere, ma preziosi oggetti magici da preservare attraverso speciali incantesimi di protezione. Ed è proprio intorno a questa missione che si sviluppa la nostra caccia al tesoro”. Naturalmente è tutto un gioco di immaginazione, e la distinzione tra realtà storica e finzione rimane sempre chiara. Non si tratta di sostituire la storia autentica con una versione fantastica, ma di affiancarle un racconto alternativo che renda la visita più coinvolgente. Il rigore storico non viene mai sacrificato alle esigenze del gioco: al contrario, è proprio la conoscenza della storia e dell’arte a fornire il materiale sul quale costruisco la narrazione. Gli enigmi e gli indizi della caccia al tesoro nascono infatti dalle informazioni storiche e artistiche che vengono raccontate. Per individuare gli oggetti magici bisogna ascoltare, osservare, riconoscere dettagli e ricordare ciò che si è appreso durante il percorso. Questo approccio cambia anche il mio ruolo di guida turistica. Non sono soltanto colui che racconta la storia del palazzo, ma divento una sorta di narratore e complice dei partecipanti, con i quali condivido un segreto che, almeno per la durata della visita, rimane sconosciuto ai babbani. Il risultato è un continuo passaggio tra conoscenza e immaginazione, nel quale il gioco non sostituisce mai il racconto storico, ma lo accompagna, lo arricchisce e, soprattutto, aiuta a ricordarlo, perché credo che una delle forme più efficaci di apprendimento sia proprio quella che passa attraverso la curiosità, la partecipazione attiva e il divertimento.

L’iniziativa si rivolge ai Potterhead, ma dichiari di accogliere anche i “babbani”. Qual è il pubblico che partecipa maggiormente alle visite? Appassionati della saga, famiglie con bambini o anche persone che desiderano semplicemente scoprire Palazzo Ducale in modo diverso? E siccome il mondo di Harry Potter riesce a coinvolgere sia i bambini che gli adulti, secondo te questo riferimento narrativo riesce ad avvicinare all’arte persone che altrimenti potrebbero sentirla distante o poco accessibile?

Fin dall’inizio ho immaginato questa esperienza in modo che potesse essere coinvolgente per persone di età differenti, senza rivolgersi esclusivamente ai bambini o agli appassionati più accaniti della saga. Del resto, sono passati ormai ventotto anni dalla pubblicazione in Italia del primo romanzo di Harry Potter e venticinque dall’uscita del primo film. La prima generazione di Potterhead è ormai adulta e, in molti casi, ha trasmesso questa passione ai propri figli, contribuendo così a far crescere nuove generazioni di appassionati del Mondo Magico. Per la partecipazione consiglio generalmente un’età minima di dieci anni, semplicemente perché è l’età che Harry ha all’inizio della saga. Questo non significa, però, che i maghi più giovani siano esclusi! Ho avuto partecipanti di tutte le età: famiglie con bambini, gruppi composti esclusivamente da adulti, nonni e nipoti. Si va dalla bambina di quattro anni al primario ospedaliero! Ed è proprio questa varietà a rendere ogni visita diversa dalle altre. Naturalmente anche i babbani sono i benvenuti! Non è necessario conoscere a memoria i sette romanzi o aver visto tutti i film per partecipare alle mie “Visite Guidate vietate ai Babbani”. Anzi, mi capita spesso di incontrare famiglie nelle quali uno dei genitori è palesemente un babbano e devo dire che, nella maggior parte dei casi, si tratta del papà! Ma anche loro finiscono per lasciarsi coinvolgere nell’avventura, magari scoprendo per la prima volta un universo che fino a quel momento conoscevano soltanto attraverso la passione degli altri componenti della famiglia. Quanto alla capacità di avvicinare nuovi pubblici all’arte, ne sono assolutamente convinto. Credo che uno degli ostacoli alla fruizione del patrimonio culturale sia talvolta la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa di distante, difficile da comprendere o riservato agli esperti. L’immaginario di Harry Potter offre invece un terreno familiare sul quale costruire nuove conoscenze. Quando un visitatore riconosce in un dipinto, in una pianta o in un oggetto antico qualcosa che gli ricorda una storia che ama, nasce spontaneamente il desiderio di approfondire. E forse è proprio questo l’aspetto che mi dà maggiore soddisfazione: vedere persone arrivate a Palazzo Ducale per partecipare a un’avventura ispirata a Harry Potter che, quasi senza accorgersene, finiscono per appassionarsi alla storia dei Gonzaga e alle meraviglie artistiche della loro reggia.

Il Giardino dei Semplici
Il Giardino dei Semplici
Mantova, Palazzo Ducale, Giardino dei Semplici. L’orto botanico sistemato nel 1603 da fra Zenobio Bocchi per il duca Vincenzo I Gonzaga. Le piante medicinali e aromatiche richiamano le lezioni di Erbologia e gli ingredienti delle pozioni del Mondo Magico.
La Galleria degli Specchi
La Galleria degli Specchi
Mantova, Palazzo Ducale, Galleria degli Specchi. Particolare della decorazione pittorica seicentesca, realizzata nell’ambito del progetto di Antonio Maria Viani. Gli straordinari effetti illusionistici evocano i quadri animati del castello di Hogwarts.
Il Palazzo Ducale di Mantova
Il Palazzo Ducale di Mantova
Mantova, Palazzo Ducale. La facciata medievale del Palazzo del Capitano, affacciata su piazza Sordello. Sotto le arcate del portico ha inizio l’avventura delle ’Visite Guidate vietate ai Babbani’.

Le visite guidate potteriane non sono un’iniziativa organizzata da Palazzo Ducale, ma il museo l’ha accolta positivamente. Quanto è importante secondo te la collaborazione con le istituzioni culturali per sviluppare proposte originali di visita e di valorizzazione del patrimonio?

Le mie “Visite Guidate vietate ai Babbani” sono un’iniziativa privata, che organizzo in completa autonomia nell’ambito della mia attività professionale di guida turistica. Il Museo di Palazzo Ducale, proprio per la sua natura istituzionale, mantiene giustamente una posizione di assoluta imparzialità nei confronti delle diverse guide turistiche che organizzano visite al suo interno. È un principio che condivido pienamente e che ritengo importante rispettare. Questo non significa, naturalmente, che non possa esserci un rapporto positivo tra le istituzioni culturali e i professionisti che quotidianamente accompagnano i visitatori alla scoperta del patrimonio. Credo anzi che, pur nella distinzione dei rispettivi ruoli, sia fondamentale condividere l’obiettivo di valorizzare e far conoscere le nostre ricchezze storiche e artistiche, anche attraverso modalità di racconto originali. Del resto, come ho raccontato, è stata proprio un’iniziativa del museo, l’allestimento di Naturalia e Mirabilia nel 2022, a fornirmi involontariamente lo spunto dal quale è nato questo progetto. Devo dire, però, che una delle soddisfazioni più simpatiche arriva proprio dal personale di custodia e sorveglianza di Palazzo Ducale. Mi capita molto spesso di vedere grandi sorrisi sui volti del personale, quando attraverso le sale e i corridoi del palazzo seguito da un gruppo di maghi e streghe muniti di bacchette magiche e, nel caso dei fan più appassionati, persino con indosso mantelli e divise di Hogwarts! Sono piccoli momenti di leggerezza che mi fanno particolarmente piacere e che dimostrano come sia possibile vivere un luogo di straordinario valore storico e artistico anche con un pizzico di fantasia, senza per questo venir meno al rispetto che gli è dovuto. E proprio a proposito di rispetto, credo sia importante ricordare che il mio progetto nasce anche da una profonda ammirazione per l’universo narrativo creato da J.K. Rowling. Le “Visite Guidate vietate ai Babbani” vogliono essere un omaggio a quell’immaginario, non una sua riproduzione. Ho ideato personalmente testi, enigmi, materiali e struttura narrativa, cercando di creare qualcosa di originale che mettesse in dialogo il Mondo Magico con la storia e l’arte dei Gonzaga. È un’iniziativa del tutto indipendente, che non ha alcun legame ufficiale con J.K. Rowling, Warner Bros. o gli altri titolari dei diritti della saga, dai quali non ha ricevuto autorizzazioni, approvazioni o sponsorizzazioni. In fondo, il mio intento non è ricreare Hogwarts a Mantova, ma rendere omaggio alla fantasia di Rowling utilizzandola come punto di partenza per raccontare una storia completamente diversa: quella, autentica e altrettanto affascinante, di Palazzo Ducale.

Al termine di ogni visita potteriana a Palazzo Ducale, cosa speri che questa particolare esperienza lasci ai partecipanti? E per quale motivo non bisogna lasciarsi sfuggire questa avventura?

Mi piacerebbe che i partecipanti uscissero da Palazzo Ducale portando con sé due cose: il ricordo di un’avventura divertente, magari condivisa con la famiglia o con gli amici, e soprattutto uno sguardo nuovo sul patrimonio storico e artistico che hanno appena scoperto. Le mie “Visite Guidate vietate ai Babbani” prevedono naturalmente una missione da compiere e un tesoro da trovare, ma per me il vero risultato non consiste soltanto nel risolvere gli enigmi. È riuscire a far sì che un’opera d’arte, un personaggio storico o un dettaglio architettonico rimangano impressi nella memoria proprio perché sono stati protagonisti di un momento di gioco, di una scoperta o di una risata. Mi piacerebbe che, tornando a visitare Palazzo Ducale, qualcuno riconoscesse un particolare osservato durante la nostra avventura e lo raccontasse a chi lo accompagna. O che, entrando in un altro museo, si ritrovasse a guardare le opere con maggiore curiosità, magari chiedendosi quali storie e quali misteri possano nascondere. Quanto al motivo per cui non bisognerebbe lasciarsi sfuggire questa esperienza, direi che è un’occasione per vivere uno dei più straordinari complessi monumentali italiani in maniera decisamente insolita. Per oltre due ore, grandi e piccoli possono condividere un’avventura nella quale storia, arte, letteratura e fantasia si intrecciano continuamente. E poi, diciamocelo: non capita tutti i giorni di poter attraversare le sale di una reggia rinascimentale con una bacchetta magica in mano, alla ricerca di misteriosi Horcrux gonzagheschi! In fondo, ciò che vorrei lasciare ai partecipanti è proprio questa consapevolezza: che per trovare qualcosa di meraviglioso non occorre necessariamente cercarlo in un mondo fantastico. E vorrei concludere rubando una frase spesso attribuita a un personaggio magico appartenente a un altro universo narrativo, Mary Poppins: “La magia è ovunque, devi solo imparare a vederla”.

Commenti

Per inviare il commento devi accedere o registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo l’accesso.