di Redazione 23/09/2026
Categorie: Mostre / Argomenti: Firenze - Arte antica
Dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027 Palazzo Medici Riccardi a Firenze ricostruisce la vicenda della commissione affidata da Cosimo III a Giuseppe Nicola Nasini dopo il pellegrinaggio ad Assisi del 1695. Quattro grandi tele tornano a Firenze dopo oltre tre secoli.
A ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, Palazzo Medici Riccardi a Firenze ricostruisce una vicenda che lega devozione, committenza e rapporti di corte nella Firenze di fine Seicento. Dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027 le Sale Fabiani ospitano la mostra San Francesco d’Assisi e Giuseppe Nicola Nasini. Un episodio di committenza medicea, a cura di Riccardo Spinelli. Promossa dalla Città Metropolitana di Firenze e organizzata da Fondazione MUS.E, con il patrocinio del Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco di Assisi, della Basilica Papale e Sacro Convento di San Francesco in Assisi e dei Frati Minori Conventuali della Basilica di Santa Croce a Firenze, l’esposizione prende le mosse da quattro grandi tele realizzate da Giuseppe Nicola Nasini per il Sacro Convento di Assisi.
Il nucleo centrale del progetto è costituito dalle quattro opere superstiti di un ciclo commissionato nel 1695 dal granduca di Toscana Cosimo III de’ Medici: San Francesco riceve le stimmate, San Francesco, morente, veste il saio, San Francesco, morente, benedice Frate Elia e Visione di San Francesco cui la Vergine offre il Bambino Gesù. Una quinta tela, dedicata al Miracolo delle spine e all’origine del “Perdono d’Assisi”, è invece andata perduta. Il temporaneo rientro delle quattro opere a Firenze permette di ricostruire la storia della commissione e il contesto nel quale nacque, oltre a ripercorrere il rapporto fra Nasini e la corte granducale.
La genesi del ciclo è legata al pellegrinaggio compiuto da Cosimo III ad Assisi nel 1695. Durante il soggiorno il granduca fu ospitato dai frati del Sacro Convento negli ambienti riservati al pontefice. Al momento della partenza ricevette dai francescani una preziosa reliquia, un frammento del cilicio di San Francesco. Tornato a Firenze, Cosimo III affidò a Nasini la realizzazione di cinque tele destinate al Sacro Convento, concepite come segno di gratitudine per l’accoglienza ricevuta. I dipinti furono spediti ad Assisi già all’inizio di gennaio del 1696 e collocati nell’appartamento in cui aveva soggiornato il sovrano, all’interno di apposite cornici in stucco finanziate dallo stesso granduca.
La vicenda della commissione si inserisce nella storia dei rapporti fra Giuseppe Nicola Nasini, Cosimo III e l’ambiente artistico della corte. Nato a Castel del Piano nel 1657, Nasini si formò tra Roma e Venezia anche grazie al diretto sostegno del granduca, che seguì con attenzione la sua carriera. Dopo gli anni trascorsi all’Accademia medicea di Roma e il soggiorno veneziano, nel 1689 il pittore fu nominato aiutante di camera d’onore e nel 1690 sovrintendente ai disegni per la Galleria di Firenze. La commissione delle tele francescane arrivò dunque in una fase avanzata del rapporto fra l’artista e il suo principale committente mediceo.
A questa relazione si affianca quella con la famiglia Riccardi, proprietaria dal 1659 dell’antico palazzo mediceo di via Larga, oggi Palazzo Medici Riccardi. Al momento della commissione del ciclo francescano, infatti, l’edificio non apparteneva più ai Medici: era stato acquistato dai Riccardi nel 1659 e trasformato nella loro residenza fiorentina. Nella seconda metà del Seicento il palazzo fu interessato da un vasto programma di ampliamento e rinnovamento, nel quale furono coinvolti alcuni dei principali artisti attivi in città e vicini all’ambiente di corte.
Anche l’attività di Nasini per il marchese Francesco Riccardi testimonia quindi la relazione esistente fra la corte granducale e una delle famiglie più influenti della Firenze del tempo. È proprio questo intreccio fra committenza medicea e riccardiana a costituire uno degli elementi approfonditi dalla mostra, che attorno alle quattro tele provenienti dal Sacro Convento ricostruisce protagonisti e contesto attraverso dipinti, ritratti, sculture, medaglie e documenti.
Ad aprire idealmente il percorso dedicato alla vicenda francescana è il San Francesco stimmatizzato in preghiera davanti alla croce di Lodovico Cardi detto il Cigoli, proveniente dal Convento di San Francesco dei Frati Minori di Toscana. Al dipinto si affiancano immagini di Giuseppe Nicola Nasini e diverse effigi di Cosimo III, utili a restituire identità ai protagonisti della commissione.
Un nucleo documentario particolarmente rilevante è rappresentato dalle cinque missive scambiate fra Firenze e Assisi tra gennaio e maggio 1696. Le lettere permettono di seguire le diverse fasi successive alla realizzazione delle tele: la spedizione dei dipinti, il loro arrivo al Sacro Convento, la realizzazione delle cornici e le reazioni dei francescani e dello stesso Cosimo III. La documentazione consente così di ricostruire non soltanto la genesi del ciclo pittorico, ma anche il significato attribuito al dono granducale fin dalla sua origine.
Il percorso espositivo presenta inoltre in facsimile il disegno preparatorio per San Francesco, morente, veste il saio, conservato nella Collezione Chigi Saracini di Siena. Il foglio documenta il lavoro di elaborazione della composizione compiuto da Nasini prima della sua traduzione nella grande tela destinata ad Assisi.
Alla commissione del 1695 si aggiunge poi il Reliquiario della veste di San Francesco, proveniente dalla Compagnia delle Stimmate della Basilica di San Lorenzo. La custodia conserva reliquie della veste del Santo donate nel 1710 da Cosimo III alla confraternita fiorentina e amplia il percorso sul rapporto fra il granduca, la spiritualità francescana e la città di Firenze.
Le cinque tele commissionate nel 1695 rimasero a lungo nel Sacro Convento di Assisi. Nella seconda metà dell’Ottocento, in seguito alle soppressioni delle corporazioni religiose e alla trasformazione degli ambienti conventuali, furono rimosse dalla collocazione originaria e accantonate.
Le quattro tele superstiti sono state recuperate dagli studi e sottoposte a interventi di restauro a partire dal 2017. Successivamente sono state ricollocate nella Sala del Capitolo del Sacro Convento, uno degli spazi centrali nella vita della comunità francescana. Il loro temporaneo ritorno a Firenze permette ora di ricomporre il contesto storico e artistico della commissione, oltre tre secoli dopo la sua realizzazione, e di rileggere il ruolo di Cosimo III nella vicenda e una fase significativa della carriera di Giuseppe Nicola Nasini. Il progetto espositivo è accompagnato da un catalogo pubblicato da Edifir Edizioni Firenze.
Dichiarazioni
"A ottocento anni dalla morte di Francesco d’Assisi”, ha detto Sara Funaro, Sindaca della Città Metropolitana di Firenze, “la sua testimonianza e le sue parole sono ricche di prospettiva per ridisegnare quella “magnifica humanitas” evocata da Leone XIV nella sua enciclica sul cambiamento d’epoca innestato dalla digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale. Come Città Metropolitana omaggiamo San Francesco con l’esposizione di alcune opere del pittore barocco Giuseppe Nicola Nasini a lui commissionate da Cosimo III per il Sacro Convento di Assisi come segno di gratitudine per i francescani che lo avevano ospitato. È anche l’occasione per ripensare all’importanza della presenza francescana nel territorio fiorentino, che fu luogo originario di missione per Francesco e i suoi confratelli, memoria consacrata dalla basilica di Santa Croce e dal convento di Ognissanti, per parlare di Firenze, ma le sue tracce sono disseminate in diverse località del territorio, come espressione del suo disegno di evangelizzazione e condivisione con i più fragili di ogni tempo".
“I dipinti di Giuseppe Nicola Nasini per il convento di Assisi ripercorrono gli ultimi momenti della vita di San Francesco, restituendo sulla superficie pittorica l’intensità di una vita e di una morte che tuttora sono ispiratrici”, dichiara Valentina Zucchi, responsabile scientifico di Palazzo Medici Riccardi. “La committenza granducale valorizza la dimensione religiosa fiorentina di fine Seicento ed esemplifica le sensibilità e le qualità artistiche raggiunte in città, di cui Nasini fu apprezzato interprete. Il progetto offre così al pubblico la lettura di un nuovo e suggestivo capitolo del tardo barocco a Firenze, correlato peraltro agli interventi eseguiti dallo stesso artista in palazzo su impulso dei marchesi Riccardi”.
“La mostra”, ha spiegato il curatore della mostra Riccardo Spinelli, “è un omaggio che Palazzo Medici Riccardi fa al patrono d’Italia nell’ottavo centenario della morte. Con l’occasione si riporta a Firenze, e si presenta alla cittadinanza, un episodio di mecenatismo mediceo, dovuto all’iniziativa di Cosimo III de’ Medici che nel 1695 commissionava a uno dei suoi pittori prediletti, il senese Giuseppe Nicola Nasino, cinque tele con storie di San Francesco destinate al sacro convento di Assisi, dove quattro delle cinque - una purtroppo è perduta - sono conservate da oltre tre secoli”.
Informazioni sulla mostra
| Titolo mostra | San Francesco d’Assisi e Giuseppe Nicola Nasini. Un episodio di committenza medicea | Città | Firenze | Sede | Museo di Palazzo Medici Riccardi | Date | Dal 24/09/2026 al 31/01/2027 | Curatori | Riccardo Spinelli | Temi | Firenze, Arte antica |
Commenti
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