La Galleria Studio G7 di Bologna inaugura la nuova stagione espositiva con La percezione di un oggetto costa esattamente la sua perdita, quarta mostra personale di Gregorio Botta negli spazi della galleria. L’esposizione, aperta al pubblico dal 22 settembre al 22 dicembre 2026, sarà inaugurata sabato 19 settembre dalle 18.30 alle 20.30 e presenta un nucleo di opere realizzate dall’artista negli ultimi due anni, dopo le recenti esposizioni istituzionali al MAN nel 2025 e al Rothko Museum nel 2026.
Il progetto prosegue una ricerca sviluppata da Botta da oltre trent’anni e concentrata sul rapporto tra materia, luce e percezione. Le superfici delle opere nascono dalla sovrapposizione di carta di riso, velina, cera e pigmento. Non si tratta di superfici dipinte, ma di elementi che acquisiscono spessore e una sorta di pelle, definite dall’artista “velature solide”, capaci di trattenere e restituire la luce e di modificare la percezione dell’opera a seconda dello sguardo. Acqua, vetro, cera, fumo, carta ed elementi naturali costituiscono il lessico attraverso cui Botta lavora sulla dimensione temporale della materia. Sfere di vetro colme d’acqua, forme in cera e mensole introducono elementi tridimensionali che prolungano l’opera nello spazio, trasformando il vuoto in una componente materiale.
La mostra si colloca in una ricerca che procede in direzione opposta rispetto alla richiesta di immagini immediate e leggibili. Le opere si confrontano con la tensione tra il desiderio di totalità e la consapevolezza dell’impermanenza e della frammentarietà dell’esperienza.
“In fondo tutto il mio lavoro è fondato sull’interrogazione, sulla percezione e sull’impossibilità di una visione completa”, sostiene l’artista.
Il titolo dell’esposizione è tratto da un verso di Emily Dickinson e richiama il rapporto tra percezione e perdita: ciò che appare continua, nel momento stesso in cui viene percepito, a sottrarsi. In occasione della mostra sarà inoltre presentato il primo libro d’artista di Botta, accompagnato da un testo di Lorenzo Respi. Il progetto comprende testi di Ilaria Bonacossa, Alberto Salvadori e Lorenzo Respi.
Nato a Napoli nel 1953, Gregorio Botta vive e lavora a Roma. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Roma con Toti Scialoja, esordisce nel 1991 alla Galleria Segno. Ha partecipato, tra le altre, a Trasparenze dell’arte italiana sulla Via della Seta a Pechino nel 1993, alla XII Quadriennale di Roma nel 1996 e alla Biennale dei Parchi alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma nel 1998. Le sue opere, realizzate con cera, vetro, ferro e materiali naturali come acqua, fuoco e aria, sono presenti in collezioni pubbliche e private tra cui Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, MAXXI, MACRO, MART, Museo Madre, Palazzo delle Esposizioni, FRAC Alsace e Banca Centrale Europea.
| Titolo mostra | La percezione di un oggetto costa esattamente la sua perdita | Città | Bologna | Sede | Galleria Studio G7 | Date | Dal 22/09/2026 al 22/12/2026 | Artisti | Gregorio Botta | Temi | Arte contemporanea |
Per inviare il commento devi
accedere
o
registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo
l’accesso.