di Redazione 23/10/2026
Categorie: Mostre / Argomenti: Ottocento - Cinquecento - Arte tessile
Dal 27 novembre 2026 al 16 maggio 2027, il Museo Bagatti Valsecchi di Milano ospita Trama e Ordito, una mostra a cura di Antonio D’Amico con circa 50 opere dalla Collezione Canclini, dedicata al rapporto tra arte contemporanea, tessuto e manifattura.
Dal 27 novembre 2026 al 16 maggio 2027, il Museo Bagatti Valsecchi di Milano presenta Trama e Ordito. Tra Pistoletto, Buren e Boetti dalla collezione Canclini, mostra a cura di Antonio D’Amico che mette in relazione le ricerche artistiche contemporanee sul tessile con la storia della casa museo e delle sue arti applicate. L’esposizione riunisce circa 50 opere provenienti dalla Collezione Canclini, raccolta privata dedicata al rapporto tra arte e tessuto, in occasione del centenario di Canclini Tessile, azienda fondata nel 1925 nel distretto serico comasco.
Il percorso accosta le opere contemporanee agli ambienti progettati a metà Ottocento dai fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, che avevano scelto di vivere in una dimora ispirata al gusto tardo rinascimentale. Arazzi cinquecenteschi e tappezzerie ottocentesche realizzate su disegni antichi, con decorazioni e storie dal valore simbolico, costituiscono il contesto in cui sono inseriti i lavori di artisti che hanno individuato nel filo, nella trama e nel colore strumenti di ricerca visiva e concettuale.
Tra gli autori presenti figurano Michelangelo Pistoletto, Daniel Buren, Alighiero Boetti, Jannis Kounellis, Andy Warhol, Christian Boltanski, Maria Lai, Yayoi Kusama e Tracey Emin. Le opere mostrano come il tessuto possa superare la funzione decorativa per diventare un linguaggio autonomo, capace di veicolare significati sociali, identitari e simbolici. Il filo e l’intreccio si trasformano così in strumenti per riflettere sulla memoria, sulla manualità e sulla relazione tra materia e gesto.
L’inserimento di 43 opere negli ambienti neorinascimentali del museo crea un confronto con la collezione permanente. La casa conserva ancora preziose tappezzerie in alcune sale, mentre le fotografie storiche documentano la presenza originaria di rivestimenti e drappi in ambienti nei quali sono andati perduti. I tessuti contribuivano infatti a definire gli spazi domestici, ornando le pareti, rivestendo le porte e separando gli ambienti. La mostra evidenzia quindi la continuità tra il valore attribuito alle arti applicate nella cultura rinascimentale e le sperimentazioni contemporanee.
Particolare rilievo assume Formiche (2009) di Maria Lai, artista con cui la famiglia Canclini ha condiviso un rapporto umano e culturale. Il suo motto “Essere è tessere” offre una chiave di lettura dell’intero progetto, richiamando il tessere come gesto capace di creare relazioni, trasmettere conoscenze e costruire comunità.
La Collezione Canclini nasce dal legame tra l’azienda, specializzata in tessuti di alta gamma, e la cultura della manifattura. La conoscenza della materia, l’innovazione e la qualità produttiva hanno accompagnato lo sviluppo internazionale dell’impresa, mantenendo al centro il sapere tessile. Da questa esperienza deriva una raccolta che esplora il rapporto tra arte e tessuto, valorizzando il filo, l’intreccio, la manualità e la trasformazione della materia. Le opere, spesso realizzate attraverso il confronto diretto con gli artisti, assumono una dimensione poetica e concettuale. La selezione segue una ricerca orientata non dalle dinamiche del mercato, ma dalla capacità dei lavori di instaurare un dialogo con il mondo del tessile e i suoi valori.
Il progetto espositivo mette dunque in relazione due storie: quella del collezionismo ottocentesco dei fratelli Bagatti Valsecchi, che attribuirono un ruolo significativo alle decorazioni tessili nella propria dimora, e quella della raccolta Canclini, che indaga le possibilità contemporanee del tessuto come punto d’incontro tra arte, industria e cultura. L’allestimento, progettato da DWA Design Studio, accompagna il pubblico in un percorso dedicato alla continuità tra tradizione e innovazione, mostrando come il sapere artigianale possa dialogare con la ricerca artistica.
Per tutta la durata della mostra, il museo proporrà visite guidate, laboratori sulle tecniche tessili, attività per scuole e famiglie, incontri con studiosi, storici dell’arte e curatori, conferenze e appuntamenti interdisciplinari. Tra le iniziative figura Ricamare le idee, workshop di cucito che prevede una visita guidata e la personalizzazione di una tote bag attraverso il ricamo, con un brindisi conclusivo. È inoltre previsto un ciclo di aperitivi accompagnati da musica: ogni appuntamento comprenderà una visita guidata alle opere della Collezione Canclini, intermezzi musicali e un aperitivo nel Salone d’Onore, con l’obiettivo di coniugare approfondimento artistico, convivialità e valorizzazione del territorio.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale. La conferenza stampa è prevista per il 25 novembre alle ore 11, mentre l’inaugurazione su invito si terrà il 26 novembre alle ore 18.
“Mi interessano le opere che instaurano un dialogo autentico con il mondo del tessile e con i temi che attraversano la nostra esperienza imprenditoriale: il tempo, la memoria, la trasformazione della materia, il valore del lavoro umano”, afferma Simone Canclini. “Ogni acquisizione nasce da un incontro e da una risonanza culturale prima ancora che estetica”.
Informazioni sulla mostra
| Titolo mostra | Trama e Ordito. Tra Pistoletto, Buren e Boetti dalla collezione Canclini | Città | Milano | Sede | Museo Bagatti Valsecchi | Date | Dal 27/11/2026 al 16/05/2027 | Artisti | Artisti vari | Curatori | Antonio D’Amico | Temi | Ottocento, Cinquecento, Arte tessile |
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