Dal 24 settembre 2026 al 24 gennaio 2027 il Palazzo dei Musei di Modena ospita una mostra dedicata a Robert Doisneau, uno dei protagonisti della fotografia umanista francese e del reportage di strada. Promossa dal Comune di Modena e prodotta da Silvana Editoriale, l’esposizione è curata da Gabriel Bauret e riunisce 135 stampe ai sali d’argento in bianco e nero, una parte delle quali vintage, provenienti direttamente dall’Atelier Robert Doisneau di Montrouge. È nello studio in cui il fotografo ha lavorato per oltre cinquant’anni, sviluppando e conservando i propri scatti fino alla scomparsa nel 1994, che è custodito un patrimonio di quasi 450.000 negativi.
Il percorso non segue un rigido ordine cronologico o tematico, ma costruisce un dialogo continuo tra scene d’interno e di strada. Catene di montaggio, banconi di bar, portinerie, feste di paese, jazz club e aule scolastiche compongono un racconto della quotidianità osservata attraverso prospettive differenti. Accanto ai lavori commissionati trovano spazio le immagini realizzate durante il suo girovagare senza meta per le vie di Parigi, mostrando un’attitudine alla fotografia evidente anche negli scritti e nelle didascalie autografe.
Al centro della ricerca di Doisneau c’è la vita ordinaria, osservata nei gesti e nelle emozioni. Il fotografo ha dedicato gran parte della propria attività a raccontare l’umanità minuta della capitale francese e dei suoi dintorni, cogliendo situazioni spontanee con discrezione. Il suo linguaggio visivo combina grazia, ironia e libertà espressiva, arrivando in alcuni casi a sfiorare una dimensione di carattere surrealista. Le immagini restituiscono così anche una componente di nostalgia e inquietudine, in un rapporto con i soggetti fondato sull’osservazione e sulla complicità. Tra le fotografie più note associate al suo nome figura quella del bacio davanti all’Hôtel de Ville di Parigi, diventata una delle immagini più riconoscibili della fotografia del Novecento.
Nato nel 1912 a Gentilly, alle porte di Parigi, Doisneau iniziò la propria attività come apprendista nello studio di un fotografo pubblicitario. In seguito rivolse il proprio interesse ai quartieri popolari e alle periferie della capitale, immagini che furono distribuite dall’agenzia Rapho, della quale divenne una figura centrale. Durante la Seconda guerra mondiale mise le proprie competenze al servizio della Resistenza, occupandosi della falsificazione di documenti destinati ai ricercati.
Dopo la guerra lavorò anche per Vogue e nel 1949 pubblicò La Banlieue de Paris insieme allo scrittore e amico Blaise Cendrars. Il volume inaugurò una lunga serie di narrazioni visive dedicate alla vita nelle periferie, osservata con attenzione e una marcata vena ironica. La mostra è promossa anche dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, patrocinata da il Resto del Carlino e sostenuta dalla Fondazione di Modena. TRC Modena e Radio Bruno sono media partner. L’esposizione si avvale inoltre della collaborazione degli sponsor tecnici Colli&Vasconi e Arch Insurance (EU) e del partner Modenamoremio.
“Cercavo solo di rappresentare un mondo in cui mi sarei sentito a casa”, ha raccontato l’artista, “un luogo abitato da persone gentili, capace di restituirmi la tenerezza di cui avevo bisogno. Le mie immagini servivano a dimostrare che un posto del genere poteva esistere davvero. Amo la gente per le sue imperfezioni. Mi sento a mio agio tra le persone comuni. Ci parliamo: si comincia commentando il tempo e poi, senza accorgersene, si passa a ciò che conta davvero. Quando le fotografo non mi comporto da osservatore freddo che analizza un vetrino al microscopio. È uno scambio profondamente umano, ed è meraviglioso accendere i riflettori su chi di solito vive nell’ombra. Il fotografo deve assorbire la poesia del momento come una carta assorbente; la tecnica deve diventare un gesto istintivo, quasi biologico”.
"Questa mostra”, dichiara il Sindaco di Modena Massimo Mezzetti, “parla a tutti e prosegue la caratterizzazione che intendiamo dare a questa ala del Palazzo dei Musei: esposizioni che possano catturare l’interesse dei modenesi come dei tanti turisti che scelgono la nostra città in tutti i periodi dell’anno. Robert Doisneau amava l’umanità e ha dedicato la sua vita a ritrarla con partecipazione emotiva negli scatti che ha realizzato. Credo che anche questo sia uno degli aspetti del successo universale della sua fotografia. Ringrazio Silvana Editoriale per il lavoro portato avanti assieme al nostro Assessorato alla Cultura. Siamo certi che, come per de Chirico, anche questa sarà una mostra di grande risonanza che accompagna il successo che Modena sta riscuotendo nell’ambito del turismo delle città d’arte".
| Titolo mostra | Robert Doisneau | Città | Modena | Sede | Palazzo dei Musei | Date | Dal 24/09/2026 al 24/01/2027 | Artisti | Robert Doisneau | Curatori | Gabriel Bauret | Temi | Fotografia, Mostra fotografica |
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