Monna Vanna

Autore: Dante Gabriel Rossetti
1866
Londra, Tate Britain

Realizzata nel 1866, Monna Vanna è una delle opere più celebri di Dante Gabriel Rossetti. Vanna non è il vero nome della donna dipinta (la modella è Alexa Wilding, che posò per diverse altre opere di Rossetti): si tratta di un espediente artistico. Il nome infatti è tratto dalla Vita Nova di Dante Alighieri, su cui Rossetti peraltro compì un attento lavoro di traduzione: monna Vanna era la donna di Guido Cavalcanti, il grande poeta amico di Dante.

Nel sonetto Io mi senti' svegliar dentro a lo core, la donna diventa la personificazione della primavera: alludono probabilmente a questa immagine i fiori che vediamo nell'angolo in alto a destra nel dipinto. Motivi floreali decorano anche l'ampia veste indossata da monna Vanna (le maniche ampie richiamano il ritratto di Giovanna d'Aragona realizzato da Raffaello e attualmente conservato al Louvre), che è raffigurata con uno sguardo sicuro e deciso. Grande abilità viene profusa da Rossetti nel raffigurare i gioielli: la collana di corallo, gli anelli, gli orecchini. Nella mano sinistra, la donna tiene un particolarissimo ventaglio fatto di penne striate. L'incarnato è delicato e pallido, in accordo con i canoni di bellezza del tempo.

L'intento di Rossetti era quello di raffigurare una ricca donna italiana, tanto che il pittore aveva inizialmente pensato di chiamare l'opera Venus Veneta, traendo ispirazione dai ritratti delle facoltose signore veneziane (come quelli di Tiziano). Fu una volta terminata che Rossetti decise di cambiarle nome. Nel 1873 modificò di nuovo il titolo chiamando l'opera Bel colore, ma ormai era già ampiamente nota come monna Vanna e questo è il nome con cui è nota ancora oggi. Un tempo nelle raccolte di George Rae, uno dei mecenati di Rossetti, che l'aveva acquisita dal collezionista William Blackmore, oggi l'opera è conservata alla Tate Britain di Londra.

20 ottobre 2014

Monna Vanna di Dante Gabriel Rossetti


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