Cristo in pietà

Autore: Masolino da Panicale
1424
Empoli, Museo della Collegiata
Immagine

Il primo a considerare opera di Masolino da Panicale questo Cristo in pietà, conservato presso il Museo della Collegiata di Empoli, fu il grande storico dell'arte Bernard Berenson che nel 1902, per la prima volta (e prima che si trovassero i documenti che attestano la presenza di Masolino a Empoli), propose di ascrivere al pittore toscano questa tavola alta due metri e ottanta e larga uno e diciotto. Si tratta di un affresco pensato in origine per il Battistero della Collegiata della città non lontana da Firenze che, secondo le parole di Berenson, "può fregiarsi di possedere due dipinti di Masolino" (l'altra è la Madonna col Bambino nella chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani, edificio nel quale l'artista realizzò anche un ciclo di affreschi, ritrovato nel 1943, e che oggi sopravvive solo in pochi frammenti).

I protagonisti, la Madonna e san Giovanni, sorreggono il corpo di Cristo che fuoriesce dal sepolcro marmoreo: dietro di lui, al centro, vediamo la croce ormai vuota, con appesi, ai chiodi, i flagelli utilizzati dagli aguzzini di Gesù durante la Passione. Nella cuspide osserviamo il Volto Santo al centro, in un tondo, e in altri due tondi vediamo due figure di profeti. Sappiamo dai documenti che Masolino si trovava a Empoli nel 1424, quindi è a tale data che risale la pala col Cristo in pietà.

Si tratta di un dipinto dall'impianto tradizionale ma che già contiene alcune aperture alle novità introdotte da Masaccio, con il quale Masolino avrebbe cominciato a lavorare di lì a poco: in particolare, le ombre all'altezza dell'addome contribuiscono a conferire una robusta plasticità al corpo di Cristo, e ancora la prospettiva centrale permette al pittore di scorciare con una certa precisione il sarcofago. Infine, il fatto che la scena sia incorniciata e termini con una cuspide presuppone effetti di illusionismo in accordo con le più recenti tendenze.

1 settembre 2016

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