La nota
Quarta puntata: La Giuditta di Giorgione
La Giuditta
di Giorgione è un'opera che ci dà un'idea di quanto fosse romantica e suggestiva la sua arte, tanto che lo stesso Giorgio Vasari dimostrò di apprezzarlo in un modo de tutto particolare. È l'occasione per un approfondimento contraddistinto dalla raffinatezza di Ambra.
I suoi occhi fieri contemplano quel volto senza vita, colto da un'ebrezza ingannevole
e mortale nella salda consapevolezza di una vittoria conquistata con furbizia e
profondo ingegno.
Modello di fedeltà ed osservanza delle leggi cristiane ed emblema di un popolo
oppresso dalla presenza nemica, ella allude al trionfo sui vizi da parte delle virtù.
Di delicata bellezza ed astuta intelligenza, ella ci appare splendidamente vestita di un
abito velato, color del sole al tramonto, dove pieghe e risvolti sembrano giocare con
graduali chiaroscuri finemente realizzati.
Adornata di gioielli preziosi, indossati sapientemente per un'irresistibile seduzione
mortale, ella sorregge con la mano destra l'arma affilata del suo delitto e con il piede
sinistro leggermente avanzato blocca la testimonianza della sua vittoria.
All'alba di u nuovo giorno, al cospetto di una liberazione fortemente desiderata, il
popolo d'Israele canta una melodia di pace che riecheggia nello splendido paesaggio
minuziosamente descritto da Giorgione. Il verde erbaceo che si intravede al di là delle
antiche mura della città ormai libera di Betulia, conduce ad osservare un albero di
quercia, simbolo di salvezza e fermezza di una fede profondamente sentita.
Quel delicato tonalismo che si sposa con il chiarore di una luce quasi divina crea
un'atmosfera naturale in cui i colori abilmente modulati descrivono la forma e
l'architettura spaziale nella quale Giuditta, simbolo di fedeltà e virtuosismo sconfigge
il tiranno Oloferne, emblema della potenza pagana accecata dall’orgoglio e dal vizio.
"Attese al disegno, et lo gustò grandemente..." al punto di superare la rigidità
iconografica del passato e a
"metter lo spirito nelle figure et per contrattar la
freschezza della carne viva, più che nessuno che dipingesse".
Quella delicatezza che Giorgione riuscì a conferire alle figure ha il potere di suscitare
nell'osservatore forti emozioni, frutto di un cromatismo capace di creare sublimi
volumi e sontuose forme. Quei deliziosi ed unici effetti di sfumato, così morbidi e
delicati compongono una melodia le cui note sembrano allietare il cuore
dell'osservatore, grazie alle doti artistiche di un pittore che seppe in vita sua
distinguersi anche nella musica
“...tanto, che egli sonava et cantava suo tempo tanto
divinamente, che egli era spesso per quello adoperato a diverse musiche, et
onoranze, et ragunte di persone nobili...”. E come afferma il Vasari, tra le dolci
melodie di un liuto amorevolmente pizzicato e tra forme e colori sapientemente
ideate, egli si dedicò “continovamente alle cose d'amore”, un'amore che si evince
dalla grazia e dalla bellezza dei suoi capolavori.
Ambra Grieco
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