di Redazione 05/11/2026
Categorie: Arte antica / Argomenti: Milano - Arte fiamminga - Pinacoteca Ambrosiana
In occasione dei 400 anni dalla morte del pittore fiammingo Paul Bril, la Pinacoteca Ambrosiana di Milano espone nuovamente in sala 7 Paesaggio con eremiti e Paesaggio con pastori e pellegrini, realizzati nel 1590 e restaurati con il sostegno di Intesa Sanpaolo.
Due dipinti di Paul Bril (Anversa, 1554 – Roma, 1626) tornano visibili alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano dopo un intervento di restauro. Si tratta di Paesaggio con eremiti e Paesaggio con pastori e pellegrini, entrambe opere realizzate nel 1590, presentate al pubblico mercoledì 4 novembre 2026 e nuovamente esposte nella sala 7, dedicata ai pittori fiamminghi. L’intervento si inserisce nelle iniziative legate al quattrocentesimo anniversario della morte dell’artista ed è stato realizzato grazie al sostegno di Intesa Sanpaolo.
Le due tele, eseguite a tempera su lino, sono state sottoposte a un intervento improntato al principio del minimo intervento. La priorità è stata migliorare le condizioni conservative dei materiali originali, concentrando le operazioni sulla riadesione della pellicola pittorica al supporto e sul recupero dell’equilibrio cromatico. Prima di procedere con il restauro sono state condotte diverse indagini diagnostiche, comprese analisi non invasive e riprese fotografiche in luce visibile, radente e ultravioletta, oltre a due micro-prelievi di colore. Le verifiche hanno consentito di approfondire la conoscenza dei materiali costitutivi e di individuare i prodotti più adatti, definendo un protocollo operativo mirato e sicuro.
Le caratteristiche delle tele e la loro risposta alle sollecitazioni durante le operazioni hanno permesso di contenere l’impatto dell’intervento, mantenendo come riferimento la conservazione delle superfici originali.
Paesaggio con eremiti presenta una composizione ricca di particolari, costruita attorno a una strada scoscesa delimitata da alberi sinuosi. La scena comprende un fiume, alcune rovine e un’insenatura, oltre a un profilo montuoso che si allontana sullo sfondo. Nel paesaggio compaiono monaci, un pastore che riposa accanto al gregge e alcuni viandanti. La presenza animale è altrettanto significativa: numerosi uccelli animano la veduta, tra cui due grandi aironi collocati sulla destra.
Come gran parte delle opere di Bril conservate all’Ambrosiana, anche questo dipinto entrò nelle raccolte della Pinacoteca grazie a una donazione del cardinale Federico Borromeo, avvenuta nel 1618. Sul piano stilistico, l’opera è collegata alla decorazione murale realizzata dall’artista durante il pontificato di Sisto V. Anche la scelta della tempera, tecnica insolita per questo genere di dipinti, rimanda agli schemi decorativi di più ampie dimensioni elaborati da Bril.
Anche Paesaggio con pastori e pellegrini è realizzato a tempera su tela e presenta una costruzione spaziale articolata. In primo piano si distingue una struttura in pietra con due arcate, una delle quali è sostituita da una passerella di legno. Sullo sfondo, un paesaggio montuoso si sviluppa dalla destra verso il centro della composizione, mentre a sinistra la veduta si apre su un estuario attraversato da numerose imbarcazioni. Pastori, greggi e viandanti animano la scena.
La tela riunisce alcuni degli elementi caratteristici della produzione paesaggistica di Bril. La composizione si sviluppa attraverso diagonali marcate, mentre la profondità è costruita grazie alla distribuzione della luce e all’alternanza di zone illuminate e aree in ombra. Questo gioco di contrasti accompagna lo sguardo verso l’orizzonte e contribuisce a organizzare i diversi piani della veduta.
Dichiarazioni
“Riportare all’antico splendore due opere della collezione originaria di Federico Borromeo”, dichiara Alberto Rocca, direttore della Pinacoteca Ambrosiana, nel quarto centenario della morte di Paul Bril, pittore che il cardinale amò e protesse, è per l’Ambrosiana un atto di fedeltà alle proprie radici. Siamo grati a Intesa Sanpaolo: quando l’impresa si mette al servizio della bellezza, rinnova quell’idea di cultura come bene comune che Federico pose a fondamento della sua istituzione".
“Il ritorno in sala di queste due opere, dopo il restauro, ci permette di riscoprire la qualità e la ricchezza della pittura di Paul Bril”, afferma Andrea Canova, Presidente della Congregazione dei Conservatori della Veneranda Biblioteca Ambrosiana. “Sono dipinti che appartengono alla storia più antica dell’Ambrosiana e testimoniano il rapporto di Federico Borromeo con l’artista fiammingo. Prendersi cura di questo patrimonio significa trasmetterlo, nella sua integrità, a chi verrà dopo di noi. Ringrazio Intesa Sanpaolo per questa collaborazione che prosegue e per aver reso possibile l’intervento e tutti coloro che vi hanno lavorato con competenza e attenzione. L’Ambrosiana è oggi orgogliosa di rinnovare il suo legame tra la Pinacoteca e la città con questa restituzione”.
“Con il sostegno al restauro di queste due opere di Paul Bril”, sostiene Stefano Lucchini, Chief Institutional Affairs and External Communication Officer di Intesa Sanpaolo, “Intesa Sanpaolo rinnova il proprio impegno al fianco della Pinacoteca Ambrosiana, un’istituzione di straordinario valore per Milano e per il Paese, contribuendo alla conservazione di un patrimonio che appartiene alla storia e all’identità della nostra comunità. Crediamo che la collaborazione tra istituzioni culturali e soggetti privati sia fondamentale per preservare questo bene comune e renderlo accessibile alle nuove generazioni”.
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