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Roma, restaurati i 50 reliquiari d’argento nella Cella di San Francesco a Ripa

di Redazione 20/10/2026

Categorie: Arte antica / Argomenti: san Francesco - arte e restauro


In occasione dell’ottavo centenario della morte di Francesco d’Assisi, la Soprintendenza Speciale di Roma ha promosso un intervento di restauro e diagnostica nella Cella del convento di San Francesco a Ripa Grande, con la manutenzione dell’altare ligneo e indagini sulle icone francescane.

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Sono stati restaurati i cinquanta reliquiari in lamina d’argento custoditi nella Cella di San Francesco, nel convento di San Francesco a Ripa Grande, nel rione Trastevere a Roma. L’intervento, realizzato tra luglio e ottobre 2026, è stato promosso dalla Soprintendenza Speciale di Roma, diretta da Daniela Porro, in occasione dell’ottavo centenario della morte di Francesco d’Assisi. Il progetto ha compreso anche la manutenzione della macchina d’altare lignea e indagini diagnostiche su due icone.

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La Cella è uno dei luoghi più significativi della memoria francescana nella capitale. Secondo la tradizione, Francesco vi soggiornò durante i suoi viaggi a Roma, in occasione degli incontri con papa Innocenzo III, ospite dell’allora ospizio di San Biagio, gestito dai Benedettini di Ripa Grande. Già noto all’inizio del Cinquecento come sacrario, l’ambiente fu elevato a santuario da Clemente VIII e assunse l’assetto attuale tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento.

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La Cella di San Francesco. Foto: Fabio Caricchia
La Cella di San Francesco. Foto: Fabio Caricchia
La Cella di San Francesco con i 50 reliquiari d’argento. Foto: Fabio Caricchia
La Cella di San Francesco con i 50 reliquiari d’argento. Foto: Fabio Caricchia

La parete di fondo è occupata dall’altare ligneo realizzato da Bernardino da Jesi durante i lavori promossi dal cardinale Ranuccio Pallavicini. Al suo interno, i cinquanta reliquiari d’argento dedicati ai santi della famiglia francescana compongono idealmente un grande albero dell’Ordine. Le opere presentavano fenomeni di ossidazione e corrosione, affrontati con un intervento di restauro conservativo, accompagnato dalla depolveratura dell’altare.

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Il progetto, curato da Alessandra Acconci, storica dell’arte della Soprintendenza, che ne ha seguito la direzione scientifica, ha previsto anche indagini diagnostiche sulle icone di sant’Antonio da Padova e san Ludovico da Tolosa, per approfondirne le tecniche esecutive e le caratteristiche materiche. Le due tavolette, attribuite a Lello da Orvieto e datate intorno al 1325, fanno parte del nucleo di icone francescane conservato nella Cella. Tra queste figura anche il Ritratto di san Francesco di Margarito d’Arezzo, dipinto a tempera e foglia d’oro e databile al Duecento, considerato una delle più antiche immagini del santo.

La Cella di San Francesco. Foto: Fabio Caricchia
La Cella di San Francesco. Foto: Fabio Caricchia
La Cella di San Francesco. Foto: Fabio Caricchia
La Cella di San Francesco. Foto: Fabio Caricchia
Particolare della La Cella di San Francesco. Foto: Fabio Caricchia
Particolare della Cella di San Francesco. Foto: Fabio Caricchia

L’intervento è stato realizzato in collaborazione con il Fondo Edifici di Culto (FEC), proprietario del complesso, con una sponsorizzazione tecnica dell’Associazione Mecenati Roman Heritage ETS. Il restauro dei reliquiari e la depolveratura dell’altare sono stati eseguiti da Eleonora Baldo, mentre le indagini diagnostiche sono state affidate a M. Beatrice De Ruggeri di Emmebi Diagnostica Artistica. Il progetto ha ricevuto il patrocinio del Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco di Assisi del Ministero della Cultura.

Dichiarazioni

“Nell’anno dell’ottavo centenario della morte di san Francesco, questo intervento assume un particolare significato perché restituisce l’attenzione a uno dei luoghi romani più strettamente legati alla memoria del santo”, dichiara Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma. “Una operazione resa possibile dalla collaborazione della Soprintendenza con il Fondo Edifici di Culto e i Mecenati Roman Heritage che hanno finanziato il restauro: la conclusione dei lavori e la presentazione pubblica dei risultati rappresentano un’occasione per rendere più leggibile e accessibile il valore storico, artistico e devozionale di questo spazio, favorendone una più ampia conoscenza. La Chiesa di San Francesco a Ripa grande nel cuore di Trastevere è il luogo che conserva più di altri a Roma la presenza del Santo d’Assisi e ne è custode della sua devozione. Per questo motivo, secondo Ugo Pierucci, presidente dei Mecenati Roman Heritage – abbiamo accolto con entusiasmo il prezioso progetto di restauro della sua Cella all’interno della Chiesa. Un intervento perpetua la virtuosa collaborazione tra il pubblico e i Mecenati nel preservare e valorizzare il patrimonio artistico di Roma, impreziosito dal patrocinio ottenuto da parte del Comitato Nazionale per l’ottavo centenario della morte di San Francesco”.

“L’obiettivo è stato quello di considerare la Cella nel suo insieme: non una semplice raccolta di singole opere, ma uno spazio unitario, nel quale arredi, immagini e testimonianze devozionali concorrono a raccontarne la storia”, dice Alessandra Acconci. “L’intervento, che ha messo in relazione conservazione, ricerca e valorizzazione, ci ha permesso di ricomporre questa lettura complessiva e di restituire pienamente il valore di un luogo che conserva intatta la sua forte identità storica e devozionale”.

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