Da sabato 12 settembre 2026 la Collezione Lenci dei Musei Reali di Torino riapre al pubblico al terzo piano della Galleria Sabauda con un allestimento rinnovato e nuovi strumenti di approfondimento. L’apertura coincide con la Notte Bianca promossa dalla Città di Torino in occasione della pedonalizzazione di via Roma: per la serata i Musei Reali saranno aperti eccezionalmente dalle 19.30 alle 24, con ultimo ingresso alle 23, e tariffa speciale di 10 euro. L’ingresso è gratuito per gli under 18 e per i possessori di Abbonamento Musei e Torino+Piemonte Card, mentre per i visitatori dai 18 ai 25 anni il costo è di 2 euro. Nel corso della serata le curatrici dei Musei Reali presenteranno la collezione al pubblico.
Da domenica 13 settembre la sezione sarà visitabile ogni fine settimana, il venerdì, sabato e domenica, e sarà inclusa nel percorso museale ordinario, senza costi aggiuntivi rispetto al biglietto di ingresso.
La raccolta comprende 132 ceramiche storiche e rare realizzate dalla manifattura torinese nel periodo della sua maggiore produzione, tra il 1928 e il 1936. Le opere sono state collezionate e donate ai Musei Reali nel 2022 dai coniugi Giuseppe e Gabriella Ferrero, con l’obiettivo di renderle disponibili alla fruizione pubblica. L’allestimento era stato aperto per la prima volta nel giugno 2023 con il sostegno della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino.
Il nuovo percorso mantiene una suddivisione in otto nuclei tematici: l’immagine della donna; il tempo e le stagioni; innamorati; scene di vita; miti e storie; il mondo nel vaso; in scena, con la fiaba e le maschere; animali. A questa organizzazione si affianca il rinnovamento degli apparati didattici, arricchiti da contenuti multimediali e audiovisivi dedicati alla storia della manifattura, alle tecniche di lavorazione e alle opere dei principali artisti che parteciparono alla produzione. I testi sono inoltre disponibili anche in lingua inglese, con l’obiettivo di rendere la collezione accessibile al pubblico internazionale.
Tra i nuovi strumenti figura un video interattivo dedicato alla tecnica del colaggio, il metodo di formatura degli oggetti all’interno di uno stampo utilizzato per la produzione delle ceramiche. Il contenuto permette di seguire le diverse fasi del procedimento attraverso la realizzazione di un pezzo originale, appositamente ideato dai ceramisti sulla base delle opere della collezione.
La riapertura della Collezione Lenci si accompagna inoltre alla presentazione di una parte della raccolta di opere del Novecento dei Musei Reali. Il nucleo nasce da un’importante campagna di acquisizioni avviata dalla Soprintendenza piemontese dalla metà degli anni Trenta del Novecento e proseguita all’inizio del decennio successivo, con l’obiettivo di documentare l’attività degli artisti emergenti a Torino e nel territorio regionale. Gli acquisti comprendono 82 opere, cui si aggiungono nel dopoguerra diverse donazioni di dipinti, acqueforti e litografie.
La pittura e la scultura del primo Novecento conservate nella raccolta presentano una forte omogeneità culturale, anche per la provenienza delle opere dalle esposizioni del Sindacato Fascista di Belle Arti organizzate a Torino dal Centro d’Azione per le arti. Tra gli artisti compaiono anche alcuni autori attivi per la Lenci, come Chessa, Da Milano, Deabate e Riva, accanto ad altri protagonisti della scena artistica torinese del periodo tra le due guerre. Il paesaggio costituisce uno dei principali filoni, insieme ai ritratti, alle nature morte e alle scene di genere, restituendo la varietà della cultura figurativa piemontese in rapporto alle ricerche dell’arte nazionale.
La storia della Lenci affonda le proprie origini nel 1919, quando Enrico Scavini e la moglie Elena König fondarono a Torino una manifattura dedicata inizialmente alla produzione di giocattoli e bambole, decorazioni per l’abbigliamento, articoli di moda, arazzi e oggetti in feltro. Il nome Lenci deriva dal diminutivo di Elena e venne successivamente trasformato dallo scrittore Ugo Ojetti nell’acronimo latino Ludus Est Nobis Constanter Industria.
Tra il 1927 e il 1928 l’azienda avviò la produzione di ceramiche, caratterizzate da un linguaggio moderno ed elegante. Il successo arrivò anche sul piano internazionale: nel 1929 una mostra alla Galleria Pesaro di Milano, curata da Ojetti, contribuì a consolidare la manifattura come fenomeno culturale e sociale, inserendola nel confronto con le contemporanee produzioni ceramiche viennesi, tedesche e danesi.
La Lenci sviluppò così un repertorio di “sculture d’arredo” rivolte soprattutto a un pubblico borghese, nel quale motivi giocosi e ironici convivevano con una ricerca formale aggiornata. Tra i principali protagonisti vi fu Mario Sturani, amico di Felice Casorati e Gio Ponti, il cui linguaggio risentiva delle invenzioni di Fortunato Depero e del gusto francese. La produzione comprendeva anche scene di vita contadina e popolare, con le opere dei coniugi Ines e Giovanni Grande, i nudi arcaici di Gigi Chessa, i soggetti naturalistici dell’animalista Felice Tosalli e le figure femminili di Nillo Beltrami, Claudia Formica e Sandro Vacchetti, oltre alle rappresentazioni della donna moderna elaborate da Elena König Scavini e Abele Jacopi.
Nel periodo compreso tra il 1927 e il 1937 la fabbrica arrivò a impiegare 600 dipendenti e, grazie all’innovazione tecnica e al coinvolgimento di artisti attivi anche nella pittura, nella grafica, nella scenografia e nell’arredo, sviluppò modelli aggiornati sul gusto déco e sulla tradizione figurativa europea. La produzione proseguì fino agli anni Sessanta, ma con un orientamento ormai distante dalle sperimentazioni degli anni Trenta.
La Collezione Lenci sarà inoltre protagonista dell’iniziativa I Racconti del Patrimonio, programma di approfondimenti tematici dedicato a percorsi meno conosciuti e alla storia delle collezioni dei Musei Reali attraverso il lavoro del personale di accoglienza e mediazione. Le visite focus, comprese nel biglietto di ingresso e disponibili fino a esaurimento dei posti, saranno organizzate per gruppi di 25 persone. Gli appuntamenti si terranno nei mesi di ottobre e novembre ogni venerdì e sabato alle 15.30 e alle 16.30, con esclusione di sabato 31 ottobre e sabato 28 novembre. Da dicembre al 7 gennaio le visite saranno invece previste ogni giovedì alle 15.30 e alle 16.30.
“Desideriamo che giunga a tutti il nostro più sincero apprezzamento per l’appassionata collaborazione della Direttrice, dott.ssa Paola D’Agostino, e di tutto il personale dei Musei Reali”, dichiarano Giuseppe e Gabriella Ferrero. “Questa condivisa iniziativa, che onora la nostra Collezione, contribuisce a una più approfondita conoscenza di un periodo storico, imprenditoriale e artistico importante per la nostra Città”.
“La collezione Lenci è un dono che i coniugi Ferrero hanno fatto ai torinesi e ai tantissimi turisti che vengono a visitare i Musei Reali di Torino”, dichiara la Direttrice Generale Paola D’Agostino. “Il terzo piano della Galleria Sabauda, dedicato alle arti decorative, conclude un viaggio temporale iniziato con la produzione in argilla antica e termina con l’eccellenza della progettualità manifatturiera e artistica della Torino dei primi decenni del Novecento. Queste opere così ingegnose che abitano lo spazio, anche all’interno delle vetrine, sono nuovamente raccontate con apparati didattici accresciuti e un approfondimento multimediale sulle tecniche di una ceramica Lenci. Ai Musei Reali siamo onorati e orgogliosi di ospitare una collezione così raffinata e prestigiosa che racconta la raffinatezza e capacità collezionistica nella Torino di oggi. Siamo tutti profondamente grati ai coniugi Ferrero che hanno voluto ancora una volta sostenere la fruizione pubblica della loro collezione, allestita in dialogo con i dipinti coevi della Galleria Sabauda”.
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