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Un autoritratto inedito di Andrea Appiani all’asta: il dipinto è stimato 30mila euro

di Redazione 23/10/2026

Categorie: Arte moderna / Argomenti: Settecento - Neoclassicismo - Arte antica - Arte Moderna - Aste


Il 5 novembre Finarte propone a Milano oltre 300 opere tra Ottocento e Novecento. Tra i lotti di punta, un autoritratto di Appiani databile al 1810-1811 e un raro disegno preparatorio per le decorazioni di Palazzo Reale.

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Un nuovo autoritratto di Andrea Appiani (Milano, 1754 – 1817) entra nel catalogo del pittore neoclassico: il dipinto, databile al 1810-1811 e caratterizzato da uno sguardo intenso rivolto direttamente allo spettatore, sarà proposto da Finarte a Milano il 5 novembre, con una stima di 20.000-30.000 euro. L’opera, dipinta su tavola, è molto simile a un esemplare conservato alle Gallerie degli Uffizi di Firenze e, secondo lo storico dell’arte Fernando Mazzocca, autore della scheda nel catalogo d’asta, presenta una qualità pittorica almeno pari a quella del dipinto fiorentino.

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L’autoritratto è il lotto 63 della vendita pomeridiana Importanti opere da collezioni private, in programma alle ore 16 nella sede milanese della casa d’aste, in via dei Bossi 2. La sua datazione coincide con una fase avanzata della carriera dell’artista, quando aveva già realizzato alcune delle sue imprese più importanti e si accingeva a concludere il Parnaso, dipinto sulla volta del salone di conversazione al piano nobile della Villa Reale di Milano. Come osserva Fernando Mazzocca nelle note specialistiche dedicate all’opera, l’autoritratto si distingue per la scelta di concentrare l’attenzione esclusivamente sul volto. Appiani non si rappresenta con pennelli o altri strumenti del mestiere, ma affida alla fisionomia e allo sguardo il compito di restituire la propria personalità. La pennellata, particolarmente accurata nella resa della capigliatura argentea e della trasparenza dell’epidermide, contribuisce alla qualità del dipinto.

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Il confronto più diretto è con l’autoritratto delle Gallerie degli Uffizi, giunto al museo nel 1850 grazie al legato di Bianca Milesi Mojon, patriota e scrittrice amica del pittore, dal quale aveva ricevuto lezioni di disegno. L’esemplare fiorentino misura 54 per 44 centimetri (il dipinto proposto da Finarte è di dimensioni maggiori), e secondo Mazzocca, le caratteristiche stilistiche e la qualità dell’opera in asta consentono di considerarla un’importante aggiunta al catalogo di Appiani. “Appare singolare”, scrive, “come Appiani in questo, come in altri Autoritratti precedenti tutti improntati alla stessa essenzialità, abbia voluto rappresentarsi non come pittore con gli strumenti del mestiere, ma concentrandosi unicamente sui tratti del volto e sulla sua personalità resa dall’ intensità dello sguardo fisso sullo spettatore. Mentre la qualità della pennellata, che indugia sulla capigliatura argentea resa in tutto il suo spessore, sulla trasparenza dell’ epidermide e il taglio degli occhi intensi, risulta molto alta”.

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Andrea Appiani, Autoritratto (1810-1811 circa; olio su tavola, 61 x 45,5 cm)
Andrea Appiani, Autoritratto (1810-1811 circa; olio su tavola, 61 x 45,5 cm)

Il nucleo dedicato all’artista comprende anche un disegno preparatorio per le decorazioni del Palazzo di Corte di Milano, oggi Palazzo Reale, realizzato nel 1782-1783, agli inizi della sua attività. Il foglio, proposto con una stima di 2.000-3.000 euro, documenta una fase precedente rispetto all’autoritratto e permette di seguire il lavoro del pittore nel campo della decorazione monumentale. Il disegno riguarda una delle figure inserite nei pannelli a finto arazzo ideati e realizzati dal pittore ornatista Giuseppe Levati per le sale del piano nobile destinate a ospitare la serie dei sette arazzi con le Storie di Giasone, tessuti dalla manifattura parigina dei Gobelins tra il 1764 e il 1773. L’intervento di Appiani interessò la terza e ultima sala, dove collaborò con Levati alla realizzazione di quattro grandi pannelli, uno dei quali è andato perduto, e di otto pannelli più piccoli.

Andrea Appiani, Figura maschile seduta (1782-1783 circa; matita, carboncino e biacca su carta preparata e quadrettata, 263 x 201 mm)
Andrea Appiani, Figura maschile seduta (1782-1783 circa; matita, carboncino e biacca su carta preparata e quadrettata, 263 x 201 mm)

Le decorazioni riprendevano motivi ornamentali all’antica, tra cui trofei, candelabri, racemi e girali, ispirati alle Logge di Raffaello in Vaticano e alla tradizione delle grottesche, tornata in auge negli ambienti neoclassici. In questo apparato, Appiani si occupò delle figure, tra allegorie, divinità mitologiche ed elementi decorativi. Il foglio in vendita corrisponde precisamente alla figura collocata a destra in una coppia di personaggi seduti simmetricamente sul bordo di una vasca all’antica: le due figure sono disposte di schiena, ma voltano la testa per guardarsi reciprocamente. Il pannello cui appartengono è uno dei tre grandi esemplari superstiti, tuttora esposti in una delle sale degli arazzi di Palazzo Reale.

Mazzocca sottolinea la qualità del disegno, con la biacca che conferisce particolare risalto alla resa pittorica. L’attenzione alle fitte pieghe della tunica e alla definizione del volto testimonia la capacità grafica di Appiani già negli esordi della sua carriera.

Le due vendite si svolgeranno giovedì 5 novembre nella sede di Finarte in via dei Bossi 2 a Milano: la prima alle ore 10, con i lotti 1001-1167, la seconda alle ore 16, con i lotti 1-138. L’autoritratto inedito di Appiani sarà dunque uno dei principali appuntamenti della giornata, affiancato da un disegno che riporta agli esordi del pittore e al suo lavoro per le decorazioni di Palazzo Reale.

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