Massa, il murale di Mr. Savethewall in magazzino da mesi: incerto il futuro dell'opera


Realizzato nel 2025 sui blocchi di cemento davanti al pontile danneggiato dalla Guang Rong, il murale di Pierpaolo Perretta, in arte Mr. Savethewall, è stato trasferito in un’area dove si trova un magazzino comunale e verserebbe, secondo le opposizioni e lo stesso artista, in condizioni di abbandono. Il sindaco aveva ipotizzato di utilizzarlo come contenimento per le fr

Ad appena un anno dalla sua realizzazione, il futuro del murale di Pierpaolo Perretta, in arte Mr. Savethewall, commissionato dal Comune di Massa, torna al centro del dibattito cittadino perché l’opera, realizzata su blocchi modulari di cemento e concepita nel 2025 come intervento temporaneo di arte pubblica sul pontile di Marina di Massa, è stata spostata in una zona molto defilata, ovvero all’interno dell’area delle Jare, dove si trovano il mercato ortofrutticolo all’ingrosso della città e un magazzino comunale e dove, secondo quanto denunciato dalle opposizioni e confermato dallo stesso artista, sarebbe stata lasciata in condizioni di abbandono.

Il murale era nato dopo l’incidente del cargo Guang Rong, che nel gennaio 2025 si era arenato davanti alle spiagge della città, danneggiando il pontile turistico di Marina di Massa. Il Comune aveva deciso di trasformare quella che veniva definita una “ferita” urbana in un’occasione di rilancio culturale, dando vita a Massa Street Art, progetto realizzato in collaborazione con Deodato Arte e sotto la direzione artistica di Artuu Lab. L’obiettivo dichiarato era unire arte urbana, rigenerazione e partecipazione collettiva, valorizzando gli spazi pubblici e consolidando il ruolo dell’arte come strumento di trasformazione della città. Nelle prime settimane di agosto 2025 Mr. Savethewall aveva così realizzato dal vivo un’opera murale lunga 40 metri lineari sui geobloc di cemento collocati sul pontile, di fronte alla nave incagliatasi nel gennaio dello stesso anno. Il progetto prevedeva che la Guang Rong entrasse idealmente nella composizione.

Murale di Mr. Savethewall a Marina di Massa. Foto: Christian Dedè / Mr. Savethewall
Murale di Mr. Savethewall a Marina di Massa. Foto: Christian Dedè / Mr. Savethewall

L’intervento, tuttavia, già nel primo comunicato diramato dal Comune di Massa era stato definito “temporaneo”. E proprio la futura destinazione del murale aveva cominciato a sollevare interrogativi quando ancora il relitto della Guang Rong si trovava davanti al pontile. La domanda era che cosa sarebbe successo all’opera una volta trasferita la nave e conclusi i lavori sul pontile. Già nel gennaio 2026, dunque, il Partito Democratico aveva chiesto chiarimenti all’amministrazione attraverso un’interrogazione al Consiglio comunale, e in particolare aveva chiesto di conoscere i criteri che avevano guidato, o avrebbero guidato, l’individuazione degli spazi destinati alle opere e il cronoprogramma previsto per la loro installazione. Nell’interrogazione veniva richiamata anche la determina numero 1528 del 10 luglio 2025, con la quale era stato disposto l’affidamento gestionale diretto: i consiglieri sottolineavano che le opere realizzate nell’ambito del progetto avrebbero dovuto trovare una collocazione definitiva e adeguata.

Adesso, a diversi mesi di distanza dal primo intervento in Consiglio comunale, i gruppi di minoranza Partito Democratico, Massa è un’Altra Cosa e Gruppo Misto sono tornati quindi a chiedere all’amministrazione un punto definitivo sul futuro del murale e sull’impiego delle relative risorse pubbliche. Secondo quanto denunciato dalle opposizioni, l’opera si trova attualmente abbandonata in uno spazio delle Jare, in un’area caratterizzata da condizioni di degrado.

Tra le ipotesi avanzate dalla minoranza c’era anche quella di trasferire l’opera all’interno dell’area dell’ex colonia Ugo Pisa (oggi parco cittadino), interessata da un progetto di riqualificazione. I consiglieri chiedono ora di sapere se questa possibilità sia mai stata sottoposta all’artista Perretta e quale sia stata la sua valutazione.

Nel frattempo, l’amministrazione aveva individuato una diversa prospettiva per il futuro del murale. Nel maggio 2026, in un’intervista a La Nazione, il sindaco Francesco Persiani aveva spiegato che i blocchi erano già stati trasferiti dal pontile all’ex mercato delle Jare e che l’idea era di utilizzarli, in caso di necessità, come muro di contenimento in occasione di eventuali frane sulle strade collinari. La proposta era stata presentata dal sindaco come una possibile trasformazione dell’opera d’arte in un elemento al servizio della città. Persiani, appena nominato commissario straordinario per la ricostruzione del pontile, aveva spiegato che il muro, finanziato dal Comune con circa 100mila euro e rimosso dal pontile, avrebbe potuto essere impiegato in caso di cedimenti del terreno. In assenza di frane, aveva aggiunto, non sarebbe stato escluso un successivo utilizzo in una strada panoramica. “Abbiamo dialogato con l’artista abbiamo convenuto insieme che, dopo averlo numerato e posizionato all’ex mercato, di utilizzarlo per un’idea interessante, ovvero, in caso di frane al monte, potrà essere posizionato come muro di contenimento del monte”, aveva dichiarato Persiani. Secondo il sindaco, se il murale era stato concepito originariamente come contenimento del pubblico davanti al pontile, avrebbe potuto successivamente assumere una nuova funzione in caso di dissesti idrogeologici. Se tale eventualità non si fosse verificata, l’opera avrebbe potuto essere installata in un altro luogo.

E il sindaco, peraltro, si è fatto sentire anche attraverso un post pubblicato sui suoi canali social. Persiani ha intanto ribadito il carattere temporaneo dell’installazione: “Il murale, innovativo nel suo genere e apprezzato da critici e cittadini, è rimasto esposto per oltre nove mesi. Ha quindi svolto ampiamente la funzione per la quale era stato realizzato. Successivamente è stato rimosso per consentire la riapertura del pontile e della piazzetta antistante. E, se vogliamo, la pop art ci ha portato anche un po’ di fortuna: siamo riusciti a far rimuovere la Guang Rong in un tempo ragionevole, a restituire gran parte del pontile a cittadini e turisti e, nel frattempo, è arrivato anche il finanziamento del Governo per intervenire sui danni provocati dal naufragio del 28 gennaio 2025”. A quel punto, secondo il sindaco, l’amministrazione, si è posta il problema di come continuare a valorizzare quell’opera (“anche confrontandoci con l’artista”, ha ribadito Persiani: “Le idee sono state diverse e alcune sono state condivise proprio con Mr. Savethewall”). Il sindaco rigetta anche la versione secondo cui l’opera verserebbe in stato di degrado: “Nel frattempo, appena tre o quattro mesi fa — non cinque anni fa — l’opera è stata trasferita presso il magazzino delle Jare. Ed ecco allora il racconto del “dramma”: l’opera sarebbe stata abbandonata, distrutta, buttata tra le erbacce e i rifiuti, con conseguente spreco di denaro pubblico. Tranquilli. L’opera è integra. Ci sono soltanto alcuni minuscoli frammenti mancanti, di pochi centimetri, rispetto a una struttura lunga decine e decine di metri. I geoblocchi sono numerati e le immagini possono essere ricomposte senza difficoltà. Un po’ di erbetta non gli farà alcun male. Questo non significa, naturalmente, che siamo soddisfatti delle condizioni in cui viene mantenuta quell’area. Tutt’altro. Abbiamo già chiarito che il problema esiste e che l’amministrazione se ne sta occupando. Periodicamente siamo costretti a intervenire per porre rimedio a comportamenti incivili e, in alcuni casi, persino illeciti”.

Murale di Mr. Savethewall a Marina di Massa. Foto: Mr. Savethewall
Murale di Mr. Savethewall a Marina di Massa. Foto: Mr. Savethewall

L’artista però racconta una versione diversa: in un’intervista pubblicata il 19 agosto 2026 sempre da La Nazione, Pierpaolo Perretta ha raccontato di avere scoperto casualmente che il murale era stato trasferito alle Jare e di averlo trovato “parcheggiato” tra le erbacce e vicino a dei rifiuti. “Mi ha sorpreso molto scoprire che il mio murale è stato parcheggiato in mezzo alle erbacce e vicino a dei rifiuti, sarebbe bello se potesse tornare a essere utile alla cittadinanza”, ha dichiarato l’artista, sottolineando che i quaranta metri di cemento rappresentano un pezzo significativo della sua storia professionale e del periodo trascorso a Massa. Mr. Savethewall ha spiegato di non voler alimentare una polemica, preferendo rivolgere un appello sul futuro dell’opera. Tra le ipotesi emerse nel tempo cita, anche lui, l’utilizzo come contenimento delle frane, la possibilità di trasformarla in oggetto di un’asta benefica o quella di renderla protagonista di un progetto di arte diffusa sul territorio. La soluzione che personalmente auspicherebbe è però una valorizzazione dell’opera all’interno dello spazio urbano. “Le città possono anche essere predisposte ad accogliere l’arte come arredo urbano”, ha detto, aggiungendo che gli piacerebbe vedere realizzata questa ipotesi per mettere a sistema più soggetti e mantenere viva l’idea originaria di “Massa Capitale della cultura urbana”. Per l’artista, qualsiasi scelta è possibile, ma serve la volontà di realizzarla. Secondo Perretta, finora sarebbe mancato anche un confronto con il suo gallerista. “Nessuno ha contattato il mio gallerista per dei progetti di rilancio riguardo il muro”, ha affermato. A suo giudizio, qualsiasi progetto dovrebbe essere costruito attraverso una governance coordinata dall’amministrazione, dalle associazioni e dal gallerista, anche con l’obiettivo di restaurare l’opera.

L’artista ha raccontato di essersi accorto dello spostamento per caso. Si trovava a Pietrasanta con la figlia per una performance e aveva deciso di accompagnarla a Massa per mostrarle il murale. Arrivati davanti al pontile, però, l’opera non c’era più. Perretta ha quindi scoperto soltanto in quel momento che era stata trasferita all’ex mercato delle Jare e che si trovava lì in attesa di una nuova destinazione. Eppure, dalle dichiarazioni del sindaco risulta che tra città e artista ci sia un dialogo.

Sulla destinazione del murale, tuttavia, si sa ancora poco. Il futuro dei quaranta metri di cemento realizzati dopo il disastro della Guang Rong resta quindi ancora da definire: dall’ipotesi di utilizzarli come struttura di contenimento in caso di frane, prospettata dal sindaco, a quella di una nuova collocazione urbana, passando per un eventuale progetto di arte diffusa o per altre forme di valorizzazione. Intanto, a un anno dalla sua realizzazione il murale si trova in un mercato ortofrutticolo (che a sua volta è in attesa di riqualificazione) e, secondo il suo stesso autore, avrebbe bisogno di essere restaurato.




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