di Redazione 26/10/2026
Categorie: Attualità / Argomenti: Firenze - Giotto - Arte antica
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ammirato a Firenze le Storie di San Francesco di Giotto, nella Cappella Bardi della Basilica di Santa Croce: gli affreschi sono stati appena restaurati
Gli affreschi restaurati di Giotto al centro della visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che questa mattina è stato accolto nella Basilica di Santa Croce a Firenze dal rettore padre Franco Buonamano e dalla presidente dell’Opera di Santa Croce, Irene Sanesi. Tappa principale della visita è stata la Cappella Bardi, dove il ciclo delle Storie di San Francesco, capolavoro maturo del celebre maestro, è stato restituito ai visitatori dallo scorso settembre, dopo quattro anni di intensi lavori. Le opere, fondamentali per la storia dell’arte del primo Trecento, si distinguono per la forza espressiva delle figure e per la concezione rivoluzionaria dello spazio dipinto, che instaura un rapporto nuovo con quello reale. A illustrare al Presidente il restauro e il percorso dei Grandi italiani è stata Eleonora Mazzocchi, responsabile dell’Area tutela e valorizzazione dell’Opera di Santa Croce. La visita è proseguita lungo il percorso monumentale della basilica, dove Mattarella si è soffermato davanti ai monumenti dedicati a Ugo Foscolo, Niccolò Machiavelli, Dante Alighieri e Michelangelo Buonarroti. Al termine dell’incontro, il Capo dello Stato ha ricevuto il saluto della Comunità francescana e del Consiglio di amministrazione dell’Opera di Santa Croce.
Per Mattarella si è trattato di un ritorno nella basilica fiorentina, dopo la visita del 2016 in occasione della conclusione del restauro dell’Ultima Cena di Giorgio Vasari e quella del 2022, legata alla celebrazione conclusiva dell’Incontro dei sindaci del Mediterraneo. La Basilica di Santa Croce fa parte del patrimonio del Fondo Edifici di Culto (FEC) del Ministero dell’Interno.
Il recupero delle Storie di San Francesco è il risultato di un progetto di studio approfondito e di un intervento conservativo promosso dall’Opera di Santa Croce insieme all’Opificio delle Pietre Dure, che ha progettato e realizzato i lavori. A sostenere il progetto sono stati la Fondazione CR Firenze, l’Associazione per il Restauro del Patrimonio Artistico Italiano (ARPAI) e diversi donatori privati, tra cui Veronica e Dominique Marzotto, Jon e Barbara Landau e William von Mueffling. La campagna internazionale #Giving4Giotto ha inoltre coinvolto persone da tutto il mondo, raccogliendo contributi per la tutela di questo patrimonio artistico.
Il restauro ha permesso di recuperare una lettura più chiara degli affreschi, mettendo in evidenza la ricchezza cromatica, la vitalità narrativa e l’intensità delle espressioni. È emersa con maggiore evidenza anche la capacità di Giotto di organizzare lo spazio e di mettere in relazione le figure con gli ambienti rappresentati, una delle innovazioni che hanno segnato il passaggio verso una nuova concezione della pittura. Il ciclo della Cappella Bardi assume un significato particolare nell’anno in cui ricorre l’ottavo centenario del Transito di San Francesco d’Assisi. Le sei scene dipinte da Giotto si ispirano alla Legenda maior di Bonaventura da Bagnoregio, testo che presenta Francesco come alter Christus, ovvero un altro Cristo.
Gli episodi illustrano alcuni passaggi fondamentali della vita del santo: la rinuncia ai beni paterni, l’approvazione della Regola, l’apparizione al Capitolo di Arles, la prova del fuoco davanti al Sultano, la morte e l’apparizione a frate Agostino e al vescovo Guido. Attraverso queste immagini, Giotto traduce la vicenda spirituale del santo in una narrazione visiva di grande forza, affidata alla gestualità dei personaggi, alla costruzione delle scene e alla capacità di rendere percepibili le emozioni. Il restauro restituisce oggi al pubblico la complessità di questo racconto, confermando il valore della Cappella Bardi come uno dei luoghi essenziali per comprendere l’evoluzione della pittura italiana.
“La visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla Basilica di Santa Croce è stata per la nostra comunità francescana motivo di profonda gratitudine e sincera emozione”, ha sottolineato padre Franco Buonamano. “Desideriamo ringraziare il Capo dello Stato per aver accolto l’invito a visitare questo luogo così importante per la storia, l’arte e la spiritualità del nostro Paese, soffermandosi ad ammirare gli affreschi di Giotto, recentemente restaurati, che tornano a restituirci tutta la loro straordinaria bellezza. La sua presenza assume un significato particolare nell’anno in cui ricordiamo gli 800 anni dalla morte di san Francesco d’Assisi. È un’occasione preziosa per riscoprire l’attualità del messaggio del Poverello: la fraternità, la pace, il rispetto per ogni persona e la cura del creato. Valori che non appartengono soltanto alla memoria del passato, ma che continuano a interpellare le nostre coscienze e a indicare una strada per il futuro”.
“La visita e l’incontro pieno di cordialità di oggi con il presidente Mattarella costituisce per l’Opera di Santa Croce il coronamento più significativo e prezioso alla conclusione di questo restauro epocale”, ha affermato la presidente Sanesi. “Cura, sapienza, competenze hanno caratterizzato questo intervento che è il positivo modello di una proficua collaborazione tra istituzioni. Tornare ad ammirare, accanto al presidente Mattarella, il genio dell’arte giottesca è stata una grande emozione, nella consapevolezza che la condivisione di un bene universale come Le storie di San Francesco costituisce un’opportunità di arricchimento personale e comunitario. Al Presidente va la nostra gratitudine profonda per questo ritorno a San Croce, luogo eletto della memoria nazionale e della spiritualità francescana”.
“Santa Croce custodisce una storia fatta di fede, arte e testimonianze di uomini e donne che hanno contribuito alla vita culturale e civile della nostra comunità nazionale. Accogliere il Presidente della Repubblica significa anche rinnovare il legame tra questo patrimonio e il servizio alle istituzioni, alla società e al bene comune”, ha aggiunto Padre Buonamano. “A nome della comunità francescana, esprimo al Presidente Mattarella la nostra riconoscenza e la nostra gratitudine per l’attenzione riservata alla Basilica e per il significato che ha voluto attribuire a questa visita”, ha concluso il Rettore della basilica. “Ci piace leggerla anche come un segno di vicinanza a una comunità che, nel solco di san Francesco, desidera continuare a essere luogo di incontro, dialogo e fraternità”. “L’amore per il nostro Paese, espresso dai Grandi italiani che nella basilica vengono celebrati, ma anche la forza del messaggio francescano caratterizzato dalla predicazione della solidarietà tra gli uomini, trovano nel nostro Presidente un interprete e un punto di riferimento imprescindibile anche nei momenti più complessi della nostra vita civile. Per questo lo ringraziamo”, ha sottolineato la presidente Sanesi.
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