di Redazione 06/11/2026
Categorie: Attualità / Argomenti: Musei - Architettura - Rotterdam - Paesi Bassi
A Rotterdam, nel quartiere di Feijenoord, un enorme frontone in arenaria appartenuto all’antico Pesthuis, l’ospedale per gli appestati costruito nel Settecento, è tornato temporaneamente nel luogo in cui sorgeva l’edificio originario. Pesa quasi cinque tonnellate, è largo 9,4 metri e presenta sette stemmi di famiglie del consiglio cittadino e figure allegoriche dei
Fu costruito per accogliere i malati di peste, ma come lazzaretto non fu mai usato: a Rotterdam, Paesi Bassi, il Pesthuis che sorge nel quartiere di Feijenoord, completato nel 1716, è stato il primo edificio della città sorto a sud della Nieuwe Maas, la Nuova Mosa, il fiume che attraversa il porto. Dell’edificio, scomparso intorno al 1900, oggi resta un solo grande frammento: il timpano in arenaria che ne decorava la facciata, entrato nelle collezioni del Museum Rotterdam nel 1910 e da allora rimasto per oltre 115 anni nei depositi. Ora quel blocco di quasi cinque tonnellate è tornato nel punto esatto in cui si trovava più di tre secoli fa. Fino al 29 novembre 2026 è infatti esposto nell’ex area industriale Hunter Douglas (sorta dove un tempo si trovava il Pesthuis), nell’ambito della 12ª Biennale Internazionale di Architettura di Rotterdam (IABR), intitolata SYSTEMS OF SUPPORT.
Le dimensioni spiegano perché il timpano sia rimasto così a lungo lontano dal pubblico: misura 9,4 metri di larghezza, supera i 2 metri di altezza e pesa 4.980 chili, quasi 5 tonnellate: un’opera monumentale anche presa da sola. Nella scultura sono inseriti sette stemmi di famiglia appartenenti a membri del consiglio cittadino di Rotterdam, mentre ai due lati sono distese due divinità fluviali, che rappresentano la Mosa, la Rotte e le acque che circondano la città.
“È meraviglioso che un pezzo forte della nostra collezione di storia cittadina possa essere di nuovo esposto per intero dopo più di cent’anni”, commenta Rob Noordhoek, curatore e storico del Museum Rotterdam. “Le sue dimensioni e il suo peso enormi lo hanno sempre reso difficile. Ciò che lo rende ancora più speciale è che torna proprio nel luogo da cui proviene”.
Il terreno su cui sorgeva il Pesthuis ha una storia lunga e stratificata: in origine era un banco di sabbia nel fiume, poi diventò il luogo delle esecuzioni dell’Ammiragliato di Rotterdam. All’inizio del Settecento vi fu costruito il lazzaretto, pensato per ospitare le persone affette da malattie infettive lontano dalla città densamente popolata. Dal 1825 vi si insediò la Nederlandsche Stoomboot Maatschappij, la Compagnia olandese dei battelli a vapore, e Feijenoord diventò una delle principali aree industriali di Rotterdam. Più tardi, al posto dell’antico edificio, sorse il complesso industriale Hunter Douglas.
È proprio qui, alla Piekfabriek dell’ex area Hunter Douglas, che ha sede l’edizione 2026 della IABR. La Biennale indaga come i sistemi legati ad acqua, energia, materiali, abitazioni e infrastrutture diano forma all’ambiente in cui viviamo. Il timpano è parte di un’installazione progettata dallo studio di architettura LNML, dedicata al riuso della pietra: un tema che il manufatto, sopravvissuto alla demolizione dell’edificio per cui era stato scolpito, incarna in modo quasi letterale. Il ritorno arriva in un momento di passaggio per tutta l’area: l’ex zona industriale si trova infati di nuovo alla vigilia di una grande trasformazione, dal momento che nei prossimi anni ospiterà abitazioni, spazi di lavoro e servizi pubblici. Il timpano resterà di proprietà del Museum Rotterdam e verrà concesso in prestito a lungo termine.
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