La Germania dovrà chiudere tutte le sedi del Goethe Institut presenti nel territorio della Federazione russa: dopo che la Russia, la scorsa settimana, aveva minacciato il provvedimento tramite dichiarazioni del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov durante il Forum economico orientale che si è svolto a Vladivostok, adesso arriva l’ufficialità. La misura è stata presa dalla Russia in risposta alla decisione della Germania di chiudere la Russisches Haus, la Casa Russa di Berlino, e il consolato russo a Bonn in risposta all’attacco ibrido russo contro l’aeroporto di Lipsia.
A Berlino la notizia era attesa: fin dall’annuncio delle nuove sanzioni tedesche contro la Russia, il governo guidato da Friedrich Merz si attendeva un ritorsione da parte del Cremlino, puntualmente arrivata giovedì 3 settembre con la dichiarazione di Lavrov a Vladivostok. La decisione colpisce ulteriormente le relazioni tra Berlino e Mosca e determina di fatto la fine della presenza culturale istituzionale tedesca sul territorio russo. Solo il 1° settembre, i ministri dell’Interno e degli Esteri tedeschi avevano comunicato la chiusura del consolato russo situato a Bonn, insieme alla revoca dell’accordo che consentiva il funzionamento della Casa Russa di Berlino. Tali misure erano state adottate come sanzione in seguito al ritrovamento di un drone carico di esplosivo sul territorio tedesco, individuato all’inizio di agosto nei pressi di un aereo ucraino presso l’aeroporto di Lipsia e ricollegato, dopo diverse settimane di indagini, ai servizi dello Stato russo. Da parte sua, il Cremlino ha formalmente negato ogni coinvolgimento nella vicenda del drone di Lipsia.
Il Goethe Institut, organizzazione senza scopo di lucro fondata nel 1951 con l’obiettivo di promuovere la lingua e diffondere la cultura tedesca all’estero, era presente in Russia da più di trent’anni: la prima sede aprì a Mosca nel 1992, poco dopo il crollo dell’Unione Sovietica, seguita l’anno successivo da una seconda sede a San Pietroburgo e, nel 2003, da un centro partner a Ekaterinburg. Dal 2023 le sedi di Mosca e San Pietroburgo operavano già con capacità ridotta, fungendo essenzialmente da biblioteche, mentre i corsi di lingua tedesca venivano affidati a partner esterni accreditati. Anche la sede di Novosibirsk, aperta nel 2009, dal 2023 funzionava soltanto come ufficio di contatto.
Al momento dell’annuncio di Lavrov, il Cremlino non aveva ancora fornito indicazioni precise sulla data esatta di chiusura delle tre sedi tedesche. Tale data è stata resa nota pochi giorni dopo dalle stesse autorità russe, che lunedì 8 settembre hanno intimato al personale di tutte le sedi del Goethe Institut in Russia di cessare la propria attività lavorativa entro il 13 settembre 2026, come ha fatto sapere lo stesso istituto tramite una nota. Ai due dipendenti inviati dalla Germania è stato inoltre richiesto di lasciare il Paese entro la stessa data. La decisione riguarda complessivamente gli istituti Goethe di Mosca, San Pietroburgo e Novosibirsk.
Gitte Zschoch, segretaria generale del Goethe Institut, ha commentato la decisione affermando che ora si ha finalmente certezza: “Ora abbiamo la certezza: tutti i dipendenti dovranno cessare il loro lavoro in Russia entro il 13 settembre 2026. Ciò significa che le porte dei Goethe Institut di Mosca e San Pietroburgo rimarranno chiuse a partire da lunedì prossimo. Di fatto, questo significa che non sarà più possibile prendere in prestito libri dalle nostre biblioteche e non saranno più offerti corsi di formazione professionale. Gli insegnanti di tedesco perderanno un’importante risorsa per la formazione e il supporto. Per il popolo russo, ciò limiterà ulteriormente l’accesso alla lingua, alla cultura tedesca e a informazioni affidabili sulla Germania. Desidero esprimere la mia sincera gratitudine ai nostri colleghi in Russia per i loro molti anni di collaborazione, anche in condizioni sempre più difficili. Allo stesso tempo, sappiamo, grazie al nostro lavoro in 100 paesi e ai nostri 75 anni di storia, che l’interesse per la lingua, la cultura tedesca e gli scambi internazionali rimane forte. Stiamo valutando come possiamo continuare a mantenere aperti i canali di scambio e cooperazione in futuro, ad esempio attraverso offerte digitali. Ci stiamo coordinando strettamente con il Ministero degli Esteri tedesco su questo punto”.
Dal 1992, il Goethe Institut ha promosso, grazie a un’ampia rete di organizzazioni partner basata su un rapporto di fiducia reciproca, lo scambio culturale tra Germania e Russia. Già a partire dalla fine di maggio 2023 l’attività dell’istituto nel Paese era stata fortemente limitata dal governo russo, che aveva imposto tetti al personale e bloccato i conti bancari dell’organizzazione. Da quel momento l’istituto aveva concentrato il proprio operato soprattutto nel sostegno ai partner della propria rete impegnati nel lavoro culturale e linguistico, garantendo ad esempio la qualità dei corsi di lingua e degli esami offerti. Nonostante le significative restrizioni imposte negli ultimi anni, l’istituto ha continuato a rappresentare un luogo importante di scambio tra Germania e Russia: stando ai dati trasmessi, nel 2025 le biblioteche di Mosca e San Pietroburgo hanno registrato circa 6.700 visitatori e circa 35.000 prestiti, mentre ogni anno circa 10.000 persone hanno usufruito dei corsi di lingua gestiti dall’istituto, contro le 16.000 registrate prima del 2023. Nello stesso periodo circa 22.000 persone hanno sostenuto esami nella rete dei centri d’esame collegati all’istituto, mentre circa 14.000 hanno partecipato a iniziative rivolte agli insegnanti di tedesco. Questi numeri, secondo l’istituto, testimoniano quanto resti ancora oggi elevata la domanda di informazioni affidabili sulla Germania, così come il bisogno di contatti e reciproca comprensione tra i due Paesi.
Il Goethe Institut rappresenta l’organizzazione culturale internazionale della Repubblica Federale di Germania. Con le attuali 154 sedi distribuite in cento paesi, promuove la conoscenza della lingua tedesca, favorisce la cooperazione culturale internazionale e contribuisce a diffondere un’immagine aggiornata della Germania nel mondo. Grazie alle collaborazioni instaurate con enti partner in numerose altre località, l’istituto dispone complessivamente di circa mille punti di riferimento a livello globale.
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