Nuovo capitolo dello scontro fra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e lo Smithsonian Institution: Trump ha infatti firmato un ordine esecutivo che dispone l’installazione di una segnaletica temporanea all’esterno del National Museum of American History di Washington per avvertire i visitatori che, secondo la Casa Bianca, le esposizioni del museo contengono informazioni inesatte e dovrebbero essere rinnovate. Il provvedimento, firmato il 24 luglio 2026, rappresenta l’ultimo sviluppo di una più ampia iniziativa avviata dall’amministrazione Trump per intervenire sulle modalità con cui le istituzioni culturali federali raccontano la storia degli Stati Uniti. L’ordine esecutivo arriva pochi giorni dopo la pubblicazione di un rapporto di 162 pagine elaborato dal Domestic Policy Council e intitolato Saving America’s Story: How Ideological Capture at the Smithsonian Institution’s National Museum of American History Erases Our Heritage, nel quale la direzione dello Smithsonian e del National Museum of American History viene accusata di avere sostituito quella che l’amministrazione definisce una “corretta educazione storica” con una visione orientata all’attivismo politico e alla giustizia sociale.
Secondo l’ordine esecutivo, il rapporto costituisce il risultato di una revisione durata diversi mesi e avviata in applicazione dell’ordine esecutivo 14253, firmato da Trump il 27 marzo 2025 e intitolato Restoring Truth and Sanity to American History. La Casa Bianca sostiene che l’indagine dimostrerebbe come la leadership dello Smithsonian non presenti la storia americana come un’eredità nazionale condivisa da trasmettere e celebrare, ma la utilizzi invece come uno strumento per promuovere idee di giustizia sociale e una trasformazione radicale della società.
Nel testo dell’ordine il presidente afferma inoltre che le attuali dirigenze dello Smithsonian Institution e del National Museum of American History non sarebbero più considerate affidabili nel raccontare la storia degli Stati Uniti “con onestà e gratitudine”. Sulla base di questa valutazione, l’amministrazione dichiara di voler adottare tutti gli strumenti disponibili per affrontare le criticità individuate dal rapporto e ristabilire la fiducia nei confronti dello Smithsonian.
L’ordine individua diversi soggetti federali chiamati ad attuare questa politica. Il Segretario degli Interni, il direttore dell’Office of Management and Budget, l’amministratore della General Services Administration e l’assistente del presidente per la politica interna dovranno utilizzare tutte le autorità previste dalla legge per promuovere gli obiettivi indicati nel provvedimento, favorendo la correzione delle questioni evidenziate nel rapporto e verificando il rispetto delle disposizioni legislative, regolamentari, amministrative e delle eventuali condizioni legate ai finanziamenti e ai contratti.
La misura più visibile prevista dall’ordine riguarda tuttavia l’installazione di cartelli destinati ai visitatori del National Museum of American History. Il Segretario degli Interni, attraverso il National Park Service e in coordinamento con l’assistente del presidente per la politica interna, dovrà predisporre una segnaletica temporanea lungo i marciapiedi e i percorsi pedonali di competenza del National Park Service utilizzati dal pubblico per raggiungere il museo.
Secondo quanto stabilito dall’ordine esecutivo, questi cartelli dovranno informare i visitatori delle conclusioni contenute nel rapporto del Domestic Policy Council e della politica adottata dall’amministrazione. La segnaletica dovrà inoltre comunicare che le esposizioni del museo “dovrebbero essere rinnovate” in conformità con le conclusioni del rapporto e indirizzare il pubblico verso luoghi e risorse che, secondo la Casa Bianca, forniscono informazioni accurate sulla storia americana.
Il testo dell’ordine, tuttavia, non precisa quali siano i luoghi o le risorse ai quali i visitatori dovrebbero essere indirizzati, limitandosi a prevedere che tali indicazioni siano incluse nella segnaletica predisposta all’esterno del museo.
L’ordine contiene inoltre una disposizione specifica relativa al 250° anniversario della fondazione degli Stati Uniti. L’amministrazione sostiene che il National Museum of American History non abbia adeguatamente onorato i cinquantasei firmatari della Dichiarazione d’Indipendenza nel corso delle celebrazioni previste per questo anniversario. Per questo motivo il Segretario degli Interni, sempre attraverso il National Park Service e in coordinamento con l’assistente del presidente per la politica interna, dovrà installare ulteriori esposizioni temporanee o cartelli lungo i marciapiedi, i percorsi pedonali e le aree pubbliche gestite dal National Park Service con l’obiettivo dichiarato di correggere quelle che l’amministrazione definisce informazioni inesatte presenti all’interno del museo.
L’ordine esecutivo chiarisce inoltre alcuni aspetti relativi alla sua applicazione. Viene precisato che il provvedimento non modifica né limita le competenze attribuite dalla legge alle agenzie federali o ai rispettivi dirigenti, né interferisce con le funzioni del direttore dell’Office of Management and Budget in materia di bilancio, amministrazione e proposte legislative.
Il documento stabilisce inoltre che tutte le misure dovranno essere attuate nel rispetto della normativa vigente e compatibilmente con la disponibilità delle risorse finanziarie. Viene anche specificato che l’ordine non crea nuovi diritti o benefici giuridicamente azionabili nei confronti del governo federale, delle sue agenzie o dei suoi funzionari e che i costi per la pubblicazione del provvedimento saranno sostenuti dal Dipartimento degli Interni.
Il nuovo ordine esecutivo rappresenta un ulteriore passaggio nella strategia dell’amministrazione Trump nei confronti dello Smithsonian Institution. Al centro delle critiche vi è il modo in cui il National Museum of American History presenta temi legati alla storia degli Stati Uniti, con particolare riferimento alle interpretazioni considerate dalla Casa Bianca e dagli autori del rapporto eccessivamente orientate verso questioni di giustizia sociale e attivismo politico.
La decisione di intervenire attraverso una segnaletica collocata all’esterno del museo costituisce sicuramente un’iniziativa insolita nei rapporti tra il governo federale e una delle principali istituzioni culturali del Paese. L’ordine non dispone modifiche immediate alle esposizioni interne del National Museum of American History, ma mira a informare preventivamente i visitatori della posizione ufficiale dell’amministrazione, invitandoli a considerare il contenuto del rapporto e prospettando una futura revisione delle mostre in conformità con le conclusioni elaborate dal Domestic Policy Council. L’effettiva attuazione delle misure previste dipenderà ora dall’azione coordinata del Dipartimento degli Interni e del National Park Service, chiamati a predisporre i cartelli e le eventuali installazioni temporanee nelle aree pubbliche di accesso al museo. Rimane invece non specificato quali saranno le risorse informative alternative indicate ai visitatori né se lo Smithsonian Institution apporterà modifiche alle proprie esposizioni in risposta alle richieste formulate dall’amministrazione.
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