Federica Torrenti è la vincitrice della XIII edizione di Giovane Fotografia Italiana | Premio Luigi Ghirri. L’artista bolognese, classe 1999, è stata premiata dalla giuria composta da Arianna Catania, Adele Ghirri, Stefano Graziani, Damiano Gullì e Giangavino Pazzola per il progetto La Fortezza, ottenendo un riconoscimento del valore di 4mila euro e la possibilità di realizzare una mostra personale presso la Triennale Milano, istituzione partner del progetto.
“Per la capacità di esplorare il tema della mente e delle conoscenze ad essa connesse in modo originale e articolato, coniugando il linguaggio della fotografia e della ricerca scientifica, a partire da una formazione in ambito non fotografico”, indica la giuria, “per aver ricostruito una mappatura dei meccanismi che orientano la coscienza, attraverso i legami fra vivente e non vivente, provando a dar voce alla complessità dell’invisibile”.
Il lavoro premiato si colloca all’interno di una ricerca che intreccia fotografia, scienza e riflessione filosofica. Torrenti, che oltre all’attività artistica è medico specializzato in Diagnostica per Immagini, ha sviluppato il proprio percorso a partire da un interesse per le applicazioni del medium fotografico in ambito medico. Durante la formazione ha rivolto l’attenzione agli studi neuroscientifici e ai tentativi di comprensione della realtà, ampliando progressivamente il campo d’indagine verso la coscienza intesa come territorio da esplorare.
La Fortezza nasce da tale prospettiva e si costruisce attraverso l’accostamento di immagini scientifiche, anatomiche e naturali. Il progetto mette in discussione l’idea di una mente isolata, proponendo invece una visione relazionale in cui umano e non umano risultano co-generativi. La fotografia diventa strumento per rendere percepibile una rete di connessioni invisibili che costituiscono l’esperienza del reale, restituendo una dimensione circolare del rapporto con il mondo.
Alla base della pratica artistica di Torrenti si trova il concetto di intra-action elaborato dalla fisica Karen Barad, che supera la distinzione tra soggetto e oggetto. L’immagine fotografica viene utilizzata come dispositivo di indagine delle relazioni dinamiche tra individuo e alterità. La ricerca si sviluppa attraverso un dialogo con discipline diverse, tra cui biologia, fisica, filosofia e studi sulla mente, con l’obiettivo di interrogare il confine tra visibile e invisibile, tra percezione e costruzione della realtà.
Il progetto La Fortezza ha già ottenuto riconoscimenti in altri contesti: è stato premiato come miglior portfolio nell’edizione 2025 di Fotografia Europea ed è stato selezionato per il programma Back and Forth promosso dalla Fonderia 20.9 di Verona.
Accanto al premio principale, Giovane Fotografia Italiana ha assegnato ulteriori riconoscimenti ai sette finalisti in mostra: Susanna De Vido, Karim El Maktafi, Alice Jankovic, Cinzia Laliscia, Anie Maki, Eva Rivas Bao e la stessa Torrenti. La menzione speciale Nuove Traiettorie, promossa dall’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, è stata attribuita da Francesco Di Lella a Karim El Maktafi per il progetto Archivio del mare. Il fotografo italo-marocchino, nato a Desenzano del Garda nel 1992, avrà la possibilità di svolgere un periodo di studio e ricerca in Svezia e di presentare il lavoro prodotto in una mostra personale presso la sede dell’Istituto.
Archivio del mare affronta il tema delle migrazioni contemporanee nel Mediterraneo attraverso gli oggetti recuperati dopo i naufragi. L’artista concentra l’attenzione sulle vite di uomini, donne e bambini che attraversano il mare, affidando agli effetti personali il compito di restituire tracce di esistenze interrotte. Gli oggetti assumono così una funzione testimoniale, configurandosi come presenze silenziose che restituiscono identità e dignità alle persone scomparse.
Un’ulteriore opportunità è stata assegnata a Eva Rivas Bao, nata a Milano nel 2001, selezionata per partecipare al programma di letture portfolio Photo-Match organizzato dal Fotofestiwal Łódź in Polonia. L’artista, in mostra con Una storia italiana, riceverà anche un premio d’artista. Il progetto affronta il tema delle narrazioni mediatiche e politiche nell’era berlusconiana, interrogando il ruolo delle immagini mancanti e delle costruzioni visive. Il caso giudiziario che ha coinvolto Silvio Berlusconi viene rielaborato attraverso la figura della modella Imane Fadil, generando una riflessione sui “detriti” di un immaginario pubblico fondato sull’immagine e sulle sue omissioni.
Anie Maki, pseudonimo di Anna Michelotti, nata a Vipiteno nel 1998, è stata invece selezionata dal festival Photoworks per partecipare a un programma di letture portfolio a Brighton & Hove, nel Regno Unito, ricevendo anch’essa un premio d’artista. Il progetto presentato, Milk, Weight, Gravity, affronta una genealogia familiare segnata da traumi e silenzi, mettendo al centro una narrazione che intreccia memoria personale e dimensione collettiva. La ricerca si sviluppa attraverso il recupero e la rielaborazione di storie e immagini, in un processo che assume la forma di un intervento retroattivo sulla memoria.
Tutti i sette finalisti beneficeranno inoltre di un’importante occasione di networking grazie al festival Fotodok di Utrecht, che li coinvolgerà in un workshop presso lo spazio Tiratura di Ravenna per la produzione di una zine destinata alla distribuzione in contesti internazionali dedicati alla fotografia. Il progetto ha potuto contare anche sul sostegno del Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Reggio Emilia, che ha contribuito economicamente alla realizzazione delle opere presentate in una serie di videoproiezioni in mostra. Il gruppo sostiene da anni giovani artisti attraverso borse dedicate allo sviluppo della ricerca, sia in ambito nazionale sia internazionale.
Promosso dal Comune di Reggio Emilia e curato da Ilaria Campioli e Daniele De Luigi, Giovane Fotografia Italiana | Premio Luigi Ghirri si configura come una piattaforma consolidata per la promozione della fotografia emergente in Italia. Il progetto rappresenta un punto di riferimento per artisti e artiste, offrendo occasioni di visibilità e inserimento nei circuiti espositivi nazionali e internazionali. L’edizione in corso, intitolata Voci / Voices, propone una riflessione sul potere delle immagini nel dare forma a ciò che resta invisibile o inascoltato. Il percorso espositivo riunisce pratiche differenti che attraversano ambiti intimi, politici e ambientali, costruendo una narrazione articolata della contemporaneità. Le opere in mostra delineano un paesaggio visivo complesso, in cui dimensioni individuali e collettive si intrecciano con memorie e immaginari.
La mostra è allestita presso il Palazzo dei Musei di Reggio Emilia ed è visitabile fino al 14 giugno con ingresso gratuito. L’apertura è prevista nei giorni di venerdì, sabato, domenica e festivi, dalle ore 10 alle 18. Sono inoltre in programma due visite guidate, a ingresso libero, nelle giornate di sabato 16 e sabato 23 maggio alle ore 11.30, condotte dai curatori del progetto.
Giovane Fotografia Italiana 13 | Premio Luigi Ghirri 2026 – Voci / Voices è un progetto realizzato grazie ai Fondi europei della Regione Emilia-Romagna. Promosso da Comune di Reggio Emilia in partnership con Fondazione Luigi Ghirri, Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma e Triennale Milano. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con GAI – Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani, Fotografia Europea, Fotodok, Fotofestiwal Łódz, Photoworks. Con il contributo di Reire srl e Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Reggio Emilia.
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