Fino al 30 agosto 2026 il Centro Pecci di Prato ospita Verita Monselles. CARNALE, una mostra dedicata alla fotografa Verita Monselles (Buenos Aires, 1929 – Firenze, 2004), a cura di Alessandra Acocella, Michele Bertolino e Monica Gallai, con un progetto espositivo di Giuseppe Ricupero e materiali provenienti dall’Archivio Fotografico Toscano. Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Centro Pecci e il Comune di Prato e s’inserisce nel più ampio percorso di ricerca dedicato a Monselles condotto con il sostegno della Regione Toscana. La mostra rappresenta inoltre un’importante occasione per approfondire la carriera di un’artista il cui archivio è stato donato all’Archivio Fotografico Toscano, ospitato dal Comune di Prato.
Nella ricerca di Verita Monselles, la fotografia diventa uno strumento di riappropriazione dell’identità e della soggettività femminile. Attraverso le immagini, l’artista mette in discussione le rappresentazioni della donna costruite dalla cultura dominante, dai media e dalla pubblicità. Il suo lavoro affronta gli stereotipi legati al corpo femminile attraverso un linguaggio che alterna ironia, metafora e provocazione. Monselles interviene sui simboli della tradizione patriarcale e religiosa, li modifica e ne sovverte il significato, trasformandoli in occasione di riflessione sulla condizione della donna.
Una componente fondamentale della sua ricerca è il rapporto con altri artisti e con il mondo della performance. Monselles ha spesso fotografato le azioni dei suoi colleghi oppure li ha coinvolti direttamente nei propri progetti. Un esempio significativo è la serie Ecce Homo, nella quale Tomaso Binga e Marion D’Amburgo diventano protagonisti delle immagini. Questa dimensione collettiva contribuisce a costruire nella sua opera un senso di sorellanza, confronto e rispecchiamento, elementi centrali nella riflessione dell’artista sulla rappresentazione femminile. Monselles fu inoltre fotografa della compagnia teatrale fiorentina Il Carrozzone, successivamente divenuta Magazzini Criminali. Il rapporto con il teatro lasciò una traccia evidente nel suo modo di costruire le immagini, caratterizzate spesso da una forte componente scenografica e performativa.
La fotografia di Monselles attraversa registri differenti. In alcuni lavori assume una dimensione barocca, legata alle scenografie teatrali e anche all’esperienza vissuta a Napoli; in altri diventa più pop, immediata e seducente. Non manca inoltre un’estetica raffinata e patinata, vicina al linguaggio della moda e della pubblicità, che l’artista reinterpreta però in maniera critica. Monselles ha infatti realizzato anche progetti editoriali legati alla moda, utilizzando questo universo visivo per interrogarsi sul ruolo della donna nella società contemporanea.
Al centro della ricerca di Verita Monselles emerge un’idea di corpo femminile politico e manifesto. La donna non è più semplicemente il soggetto passivo dello sguardo altrui, ma diventa protagonista della propria immagine e del proprio desiderio. La sensualità e la sessualità vengono così sottratte a una rappresentazione esclusivamente esterna e trasformate in strumenti di autodeterminazione.
CARNALE intende restituire quindi la complessità di una ricerca che attraversa fotografia, performance, teatro, moda e cultura visiva, per mostrare l’attualità di un’artista che ha saputo mettere in discussione, attraverso le immagini, il modo stesso in cui il corpo femminile viene guardato e rappresentato.
| Titolo mostra | Verita Monselles. CARNALE | Città | Prato | Sede | Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci | Date | Dal 31/05/2026 al 30/08/2026 | Artisti | Verita Monselles | Curatori | Alessandra Acocella, Michele Bertolino, Monica Gallai, Giuseppe Ricupero | Temi | Arte contemporanea, Fotografia |
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