La Srisa Gallery di Firenze ospita, dal 24 settembre al 28 ottobre 2026, la mostra Doveva essere qui?, nuova personale di Gabriele Landi (Schaerbeek, 1971), curata da Federico Giannini, giornalista e critico d’arte, direttore della testata Finestre sull’Arte. L’esposizione, allestita negli spazi della galleria diretta artisticamente da Rebecca Olsen in via San Gallo 53R, presenta al pubblico un nucleo di opere recenti dell’artista ligure, tra cui spicca un lavoro monumentale mai mostrato prima: la Mappa dipinta e intagliata di un luogo inesistente, frutto di un processo creativo avviato alla fine del settembre 2025 e proseguito per diversi mesi, fino a diventare una delle imprese più complesse dell’intera ricerca recente dell’artista, incentrata su geografie astratte e immaginarie che prendono corpo sotto forma di carte intagliate. L’inaugurazione è fissata per giovedì 24 settembre, dalle 17 alle 21, mentre l’ingresso alla mostra sarà libero per l’intera durata dell’esposizione, secondo i consueti orari di apertura della galleria: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19, il sabato dalle 13 alle 19 e la domenica dalle 13 alle 16.
Il titolo dell’esposizione, come racconta lo stesso Landi, non nasce da una decisione ma da un incontro casuale, poiché a suo avviso un titolo non si sceglie ma si incontra oppure no, ed è normale che accada in questo modo. La materia con cui sono realizzate le opere in mostra, un intreccio fittissimo di piccoli quadratini di carta al tempo stesso presenti e assenti, dipinti su entrambi i lati con più strati di colore, racchiude in sé questa stessa contraddizione: da una parte una consistenza che l’artista stesso definisce quasi erotica, esuberante ed effervescente, dall’altra il suo opposto, ovvero il disfacimento, la decadenza e il progressivo svuotamento della materia.
L’origine di questo lavoro monumentale risiede in un’esigenza precisa maturata dall’artista: dopo quasi un anno trascorso a lavorare su formati di piccole dimensioni, Landi ha sentito il bisogno di confrontarsi con una scala molto più grande. Si è dunque messo al lavoro su un rotolo di carta da acquerello lungo dieci metri e alto un metro e quaranta, suddividendolo in quattro parti uguali e dipingendolo su entrambi i lati: ha steso i fogli a terra nel proprio studio, disegnando sul retro di ciascuno, con colori fluorescenti, forme che gli evocavano una mappa geografica. Il risultato finale è una composizione dalle dimensioni complessive di duecentocinquanta per cinquecentosessanta centimetri. Conclusa questa prima fase del lavoro, l’artista ha spostato il proprio banco vicino all’ingresso dello studio e ha iniziato a tracciare sul retro di ogni foglio una fitta griglia di linee destinata a guidarlo nella fase di taglio, composta da quadrati di sette millimetri di lato, separati da una trama spessa due millimetri.
Vista l’ampiezza dei fogli, Landi ha dovuto procedere srotolandoli pochi centimetri alla volta, tagliando a mano libera ogni singolo quadratino, prima in senso verticale e poi orizzontale, uno dopo l’altro, utilizzando una piccola lama affilata. Fin dall’inizio l’idea guida del lavoro era chiara: svuotare completamente la griglia nei punti in cui non erano state dipinte forme, lasciando invece brandelli di carta nelle zone corrispondenti a isole, penisole e promontori dipinti, con l’obiettivo di disegnare la mappa di un luogo che non esiste, attraversabile soltanto attraverso l’immaginazione del visitatore.
“Mi piace il fatto che il titolo della mostra sia una domanda e che questa domanda non abbia una risposta”, sottolinea Gabriele Landi, “ma evochi il dubbio e lasci spazio all’incertezza, come un appuntamento mancato, doveva essere qui? Trovo che il corto circuito che si viene a creare fra il titolo che evoca un’assenza, l’incertezza di trovarsi nel posto sbagliato e il fatto che il lavoro che presento in questa esposizione sia la mappa di un luogo inesistente, amplifichi di per sé una dimensione paradossale che sembra metterci davanti alle nostre più solide incertezze. La materia che compone questa immagine, fatta simultaneamente della presenza e dell’assenza di un’infinità di piccoli quadratini di carta e dei diversi strati di pittura con cui li ho dipinti fronte e retro, da una parte ha una sua consistenza erotica dall’irrefrenabile esuberanza effervescente, dall’altra evoca il suo esatto contrario: il disfacimento e la decadenza”.
“Il nuovo lavoro di Gabriele Landi”, dichiara il curatore Federico Giannini, “c’introduce alla cartografia d’un altrove dai contorni vaghi, una cartografia che disorienta, che non offre bussole né punti cardinali, ma si limita a somministrare incertezze, evocare dubbi, vaghezza, sospensione. È il capitolo più recente d’una ricerca che continua a esplorare i confini tra pittura e scultura, tra figurativo e astratto, tra presenza e assenza con una levità che non ha a che fare col peso, semmai con l’intensità delicata d’un procedere che riesce a essere a un tempo scrittura e tessitura, intaglio e pittura, disegno e scultura, e che invita lo sguardo a tornare più volte su ciò che crede d’aver già visto. Questi nuovi lavori, consistenti e fragili, gestuali e mentali, sono il frutto d’una scarnatura lenta e precisa, abituata ad avanzare con una ripetitività che ha più del rito che della serialità, sono struttura aperta che si dischiude alle infinite possibilità dell’insieme vuoto. L’idea, alla fine, è che nelle mappe d’invenzione di Gabriele Landi ogni visitatore possa trovare la sua geografia”.
Gabriele Landi è nato a Schaerbeek, in Belgio, nel 1971, e attualmente vive e lavora in provincia della Spezia. Si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, e da anni la sua ricerca artistica esplora il confine sottile tra pittura e scultura e il modo in cui l’osservatore si relaziona con le immagini, attraverso carte intagliate, oggetti scultorei e sculture in legno dipinte, mantenendo un dialogo costante con l’astrattismo geometrico italiano e le avanguardie del Novecento, senza tuttavia perdere uno sguardo indagatore rivolto al mondo contemporaneo. Tra le esposizioni più recenti che hanno visto protagonista l’artista figurano Raggio verde, realizzata insieme a Gianluca Sgherri al Museo Nazionale dell’Antartide di Siena nel 2025, Alle montagne al mudaC di Carrara nel 2024, Solide incertezze a Palazzo Picedi Benettini di Sarzana nel 2023 e Lieve svanire presso Vôtre Spazi Contemporanei di Carrara nel 2021.
| Titolo mostra | Gabriele Landi. Doveva essere qui? | Città | Firenze | Sede | Srisa Gallery | Date | Dal 24/09/2026 al 28/10/2026 | Artisti | Gabriele Landi | Curatori | Federico Giannini | Temi | Arte contemporanea |
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