Gioielli, abiti e identità: a Domodossola una mostra racconta l’eleganza ossolana tra Otto e Novecento


Dal 19 luglio al 25 ottobre 2026 tre sedi tra Domodossola e Santa Maria Maggiore ospitano “Ornamenta. Tesori d’eleganza e d’identità in Ossola”, percorso dedicato a gioielli, tessuti, costumi e opere d’arte che ricostruiscono il gusto del territorio.

Dal 19 luglio al 25 ottobre 2026 i Musei civici “Gian Giacomo Galletti” in Palazzo San Francesco, Casa De Rodis a Domodossola e il Centro Culturale Vecchio Municipio di Santa Maria Maggiore (Verbano-Cusio-Ossola) ospitano la mostra Ornamenta. Tesori d’eleganza e d’identità in Ossola, progetto promosso e organizzato dal Comune di Domodossola per indagare il gusto del territorio a cavallo tra XIX e XX secolo attraverso un percorso dedicato a oggetti, opere d’arte, abiti e accessori.

Curata da Federico Troletti, conservatore dei Musei Civici di Domodossola, l’esposizione è realizzata in partnership con la Fondazione Angela Paola Ruminelli e con la collaborazione del Comune di Santa Maria Maggiore, della Collezione Poscio e della Pro Loco di Domodossola. L’inaugurazione è prevista sabato 18 luglio alle ore 16 nella Cappella Mellerio di Domodossola.

Il progetto nasce dall’attività di ricerca e valorizzazione del patrimonio culturale ossolano portata avanti dai Musei Civici, con l’obiettivo di approfondire i legami etnografici, commerciali e artistici che hanno contribuito alla definizione di una particolare idea di eleganza locale. La mostra coinvolge tre luoghi del territorio, ciascuno con una propria identità: Domodossola, con Palazzo San Francesco e Casa De Rodis, e Santa Maria Maggiore, centro della Val Vigezzo, storicamente conosciuta come “Valle dei Pittori” per la presenza di numerosi artisti.

Ornamenta propone un’indagine ampia attraverso tre parole chiave: volti, gioielli e tessuti. Il percorso mette in relazione manufatti realizzati in Ossola o da artigiani ossolani con diverse tecniche artistiche, dipinti, fotografie e documenti, offrendo uno spaccato della società locale e in particolare della moda femminile.

I gioielli esposti in mostra
I gioielli esposti in mostra
I gioielli esposti in mostra
I gioielli esposti in mostra

La prima sezione, allestita a Palazzo San Francesco, approfondisce la tradizione orafa ossolana e il suo rapporto con il contesto internazionale. Sono presentate opere, strumenti e materiali legati ad alcune importanti realtà artigianali del territorio, tra cui la casa parigina Mellerio dits Meller, la ditta Ponti Gennari di Ginevra e la Fabbrica Nicolaj di Masera, nate anche grazie all’emigrazione di gioiellieri ossolani oltre confine.

In mostra trovano spazio alcuni elementi simbolo dell’identità locale, come le collane di granati, i “dorini”, la “croce à la Jeannette”, gli orecchini ossolani, la “mulèta” e la “Spilla Margherita”, messi a confronto, quando possibile, con dipinti coevi nei quali gli stessi oggetti sono raffigurati. Accanto ai gioielli sono esposti modelli in gesso, disegni preparatori originali e inediti e strumenti utilizzati per la produzione orafa. Il racconto si completa con abiti, cappelli, tessuti, fibbie da scarpa, da brachette e da cintura, stampi per tessuti e manichini prodotti alla fine dell’Ottocento.

Dopo l’approfondimento sull’abito della festa, il percorso prosegue a Casa De Rodis con una sezione curata dalla Collezione Poscio dedicata all’abito da lavoro e alla dimensione quotidiana della vita femminile. Qui il tema dell’eleganza lascia spazio alla rappresentazione della realtà domestica e contadina, attraverso un dialogo tra pittura e fotografia.

Il nucleo principale è costituito dalle opere della stagione pittorica vigezzina conservate nella Collezione Poscio e in altre raccolte private. Le tele di Carlo Fornara raccontano il lavoro contadino attraverso la luce e il gesto, quelle di Enrico Cavalli restituiscono figure impegnate nelle attività quotidiane, mentre i ritratti di Lorenzo Peretti e le scene di vita montana di Gheduzzi documentano una comunità osservata nei suoi momenti più consueti: dalla cura degli animali al trasporto della gerla, dal cucito alla gestione dei bambini.

A completare la sezione sono alcune riproduzioni di immagini storiche provenienti dalla Fondazione Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini di Santa Maria Maggiore, che affiancano alla visione artistica la testimonianza diretta dei costumi e delle abitudini della vita vigezzina.

I gioielli esposti in mostra
I gioielli esposti in mostra
I gioielli esposti in mostra
I gioielli esposti in mostra

L’ultima tappa della mostra, ospitata a Santa Maria Maggiore, affronta il tema del rapporto tra ciò che appare e ciò che rimane nascosto nell’abbigliamento, attraverso il concetto di sopra e sotto. L’abito viene analizzato insieme agli indumenti intimi e agli accessori che completavano l’aspetto della persona: copricapi, foulard, acconciature, scarpe e pedule. Elementi che non avevano soltanto una funzione pratica o decorativa, ma potevano indicare età, stato civile, appartenenza alla comunità e posizione sociale.

Una parte delle opere esposte proviene dalla collezione di tessuti e ricami presentata alla Mostra di Torino del 1911. Si tratta di manufatti prodotti dalla scuola di ricamo “Ossulae Domestica Ars”, raccolti in occasione dell’esposizione torinese e conservati fino a oggi. I lavori costituiscono un repertorio delle decorazioni tradizionali ossolane e delle diverse tecniche di lavorazione tessile.

La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato da Sagep Editori, risultato del lavoro di ricerca condotto parallelamente all’esposizione. Al volume hanno collaborato studiosi di differenti ambiti disciplinari: Silvia Malaguzzi, storica dell’arte esperta di gioielli, analizza il rapporto tra i monili ossolani e l’area francese; Cinzia Oliva e Gian Luca Bovenzi approfondiscono tessuti e merletti; Enrico Rizzi e Gian Vittorio Moro ricostruiscono, attraverso documenti d’archivio, gli scambi artistici e commerciali del territorio; Paola Caretti esamina le botteghe orafe e i costumi tradizionali.

Tra i contributi figura anche quello di Olivier Mellerio, rappresentante della storica casa di gioielli parigina Mellerio, che ha collaborato al catalogo come omaggio alle origini vigezzine della propria famiglia.

“L’identità della Val d’Ossola si definisce attraverso un serrato dialogo visivo e materiale tra le comunità locali e la cultura alpina”, sostiene il curatore Federico Troletti. “La mostra si propone di indagare il territorio non già come mera entità geografica, bensì quale archivio vivente in cui l’oreficeria tradizionale, la storia del costume e la ritrattistica pittorica convergono in un’unica, stringente lente ermeneutica”.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraOrnamenta. Tesori d’eleganza e d’identità in Ossola
CittàDomodossola
SedeVarie sedi
DateDal 19/07/2026 al 25/10/2026
CuratoriFederico Troletti
Temiarte e gioielli



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