Firenze celebra il centesimo compleanno di Lamberto Pignotti (Firenze, 1926) con una grande mostra che ripercorre oltre sessant’anni di attività artistica e teorica di uno dei protagonisti più innovativi della neoavanguardia italiana. Dal 29 giugno al 24 agosto 2026, Palazzo Guadagni Strozzi Sacrati, sede della Regione Toscana, ospita Visibile Invisibile, un ampio percorso espositivo curato da Laura Monaldi e realizzato in collaborazione con il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci. L’inaugurazione è in programma lunedì 6 luglio alle ore 13. L’esposizione riunisce oltre cento opere provenienti dalla Collezione Carlo Palli di Prato, una delle raccolte private più importanti dedicate alla ricerca verbo-visiva italiana. I lavori esposti provengono in parte dall’Archivio Carlo Palli e in parte dalle donazioni che il collezionista ha effettuato al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, offrendo al pubblico un’occasione unica per attraversare l’intero percorso creativo di Pignotti, dagli esordi fino agli sviluppi più recenti della sua produzione.
Il progetto espositivo restituisce la coerenza di una ricerca che ha saputo attraversare decenni di trasformazioni culturali senza rinunciare alla propria radicalità. Dai primi disegni a matita della giovinezza fino alle opere mature, il percorso mira a evidenziare la continuità di una riflessione che ha sempre posto al centro il rapporto tra parola, immagine e società contemporanea, facendo della sperimentazione linguistica e dell’interdisciplinarità gli elementi distintivi dell’opera di Pignotti.
La mostra documenta tutti i nuclei fondamentali della sua ricerca verbovisiva. Sono presenti i celebri collage realizzati su carta stampata negli anni Sessanta, periodo nel quale l’artista inizia a utilizzare materiali provenienti dalla comunicazione di massa trasformandoli in strumenti poetici e critici. Accanto a questi trovano spazio le serie Zero, Souvenir e Versus, realizzate tra il 1969 e il 1970, considerate tra le tappe più significative del suo percorso artistico. Il pubblico potrà inoltre osservare i francobolli d’artista, le scritture su cartoncino del 1968 e quei frammenti di voce femminile “rubati” al linguaggio quotidiano che rappresentano una delle caratteristiche più originali della poetica di Pignotti. L’esposizione prosegue con le cicliche Decomposizioni, realizzate tra il 1976 e il 1979, e con il ciclo Visibile Invisibile, fino ad arrivare alle produzioni degli anni Ottanta e Novanta, tra cui i Drink Poem, per concludersi con i collage degli anni Novanta e Duemila, nei quali scrittura, immagine e ironia si fondono in un sistema espressivo che continua a generare nuovi livelli di significato.
Il titolo stesso della mostra, Visibile Invisibile, sintetizza uno degli aspetti centrali della riflessione dell’artista. L’esposizione invita infatti il visitatore a confrontarsi con i meccanismi della comunicazione contemporanea, mettendo in evidenza la saturazione visiva e verbale che caratterizza la società attuale e mostrando come il linguaggio, sia esso verbale oppure iconico, non possa mai essere considerato neutrale, trasparente o privo di implicazioni. Il percorso espositivo ambisce così a costruire una lettura complessiva dell’opera di Pignotti, evidenziando la continuità di una ricerca che, attraverso oltre sei decenni di attività, ha sempre mantenuto una forte capacità critica nei confronti dei linguaggi della comunicazione di massa. Dall’ironia tagliente dei collage degli anni Sessanta fino alle sofisticate stratificazioni semiotiche delle opere più recenti, emerge una poetica capace di interrogare il presente attraverso la contaminazione dei linguaggi.
“Nel centenario della nascita di Lamberto Pignotti”, dichiara la curatrice Laura Monaldi, “la mostra ripercorre oltre sessant’anni di una delle ricerche più radicali della neoavanguardia italiana. Poeta, teorico e operatore visivo, Pignotti fonda a Firenze nel 1963, insieme a Eugenio Miccini, il Gruppo ’70, dando avvio a una stagione che mette in discussione i confini tra parola e immagine, tra letteratura e comunicazione di massa. Il percorso espositivo attraversa le diverse fasi della sua poetica: dai collage degli anni Sessanta e dalla serie artistiche più famose fino ai cicli più recenti. Attraverso il collage verbo-visivo, Pignotti trasforma il linguaggio della pubblicità, della stampa e dei mass media in materiale poetico, restituendo alla scrittura una funzione critica nei confronti della società dei consumi. Oggi, a distanza di decenni, quelle esperienze appaiono straordinariamente anticipatrici. La dissoluzione dei confini tra le arti, l’ibridazione tra parola e immagine, la centralità del dispositivo tecnico, la partecipazione attiva del fruitore: elementi che appaiono ormai strutturali nell’ecosistema culturale contemporaneo erano già al centro delle sperimentazioni degli anni Sessanta. La cultura digitale, con la sua configurazione reticolare e multimediale, trova nelle pratiche intermediali di quel periodo un precedente sorprendentemente lucido. Rileggere la poetica di Lamberto Pignotti, significa interrogare le origini di una sensibilità che è divenuta la nostra. A un secolo dalla nascita, la lezione dell’intellettuale risiede nella necessità per la poesia di rinegoziare costantemente il proprio rapporto con la lingua contemporanea, senza isolarsi né omologarsi. Attraverso la contaminazione dei linguaggi, egli ha ridefinito il ruolo della poesia, trasformandola in un dispositivo critico per interpretare il presente, offrendo strumenti ancora validi per comprendere l’odierna complessità estetica e mediale”.
L’esposizione è allestita negli spazi di Palazzo Guadagni Strozzi Sacrati, in piazza Duomo 10 a Firenze. Sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12:30 e dalle 14 alle 16:30, mentre il sabato l’apertura è prevista dalle 10 alle 12:30. Le visite sono possibili su prenotazione telefonando al numero 055 4385616 dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13.
Nato a Firenze nel 1926, Lamberto Pignotti si laurea nella città toscana, dove vive fino al 1968, anno del trasferimento a Roma. Già nel 1944, assimilata la lezione delle avanguardie storiche, avvia le prime sperimentazioni nell’ambito dell’arte verbovisiva, anticipando molte delle ricerche che caratterizzeranno la sua produzione successiva. A partire dalla metà degli anni Cinquanta sviluppa un’intensa attività saggistica orientata alla critica militante e all’attualità culturale. Collabora stabilmente con quotidiani e periodici nazionali, tra cui Paese Sera, La Nazione, l’Unità e Rinascita, oltre a partecipare a programmi della Rai, contribuendo alla diffusione del dibattito artistico e culturale in Italia.
Negli anni Sessanta elabora e teorizza le prime forme di poesia tecnologica e poesia visiva, pubblicandone nel 1965 la prima antologia. Nel 1963 è tra i fondatori del Gruppo ’70, esperienza destinata a incidere profondamente sul panorama della sperimentazione artistica italiana, mentre pochi mesi dopo partecipa anche alla formazione del Gruppo 63, altro momento fondamentale della neoavanguardia letteraria.
Parallelamente all’attività artistica si sviluppa anche quella accademica. Dal 1971 al 1996 insegna prima alla Facoltà di Architettura di Firenze e successivamente al DAMS di Bologna, dedicando i propri corsi ai rapporti tra avanguardie artistiche, mass media e nuove tecnologie della comunicazione, contribuendo alla formazione di generazioni di studenti.
L’intera ricerca di Pignotti si fonda sull’interazione tra codici differenti. Linguaggi verbali, immagini, suoni, odori, gusto, tatto, comportamenti e dimensione spettacolare vengono continuamente messi in relazione dando vita a una produzione multimediale e sinestetica che comprende happening, performance, “Poesie e no”, cine-poesie, cassette logo-musicali, libri-oggetto in plastica, poesie da toccare, da bere e da mangiare, “chewing poems” e naturalmente le celebri poesie visive costruite attraverso collage e interventi su fotografie di cronaca, moda e pubblicità.
Nel corso della sua carriera Pignotti ha pubblicato opere di poesia, narrativa, saggistica e poesia visiva con alcuni dei principali editori italiani, tra cui Mondadori, Einaudi, Marsilio, Laterza e Skira. La sua produzione è stata inserita in numerose antologie italiane e internazionali ed è stata oggetto di un’ampia letteratura critica. Nel 2025 le edizioni Mimesis hanno pubblicato, a cura di Teresa Nocita, le Opere letterarie, volume che raccoglie l’intera produzione poetica e prosastica dell’autore.
Sul piano espositivo, il percorso dell’artista è stato caratterizzato da una presenza costante nelle principali manifestazioni dedicate all’arte contemporanea. Ha partecipato alla Biennale di Venezia in sei edizioni, nel 1966, 1972, 1978, 1980, 1986 e 1993, è stato presente a Documenta 5 di Kassel nel 1972 e all’XI Quadriennale di Roma nel 1986. Le sue opere sono oggi conservate in numerose istituzioni italiane e internazionali.
Un ulteriore riconoscimento è arrivato nel 2023, quando il suo compendio archivistico e librario è stato dichiarato di interesse storico dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio. Il fondo è stato successivamente acquisito dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, che gli ha dedicato la mostra “Originali”, contribuendo alla valorizzazione del suo patrimonio documentario.
Il centenario della nascita ha inoltre dato vita a un fitto programma di iniziative in Italia e all’estero, comprendente mostre, convegni e pubblicazioni che confermano il ruolo centrale svolto da Lamberto Pignotti nella storia dell’arte, della poesia e della cultura italiana del Novecento.
| Titolo mostra | Lamberto Pignotti. Visibile Invisibile | Città | Firenze | Sede | Palazzo Guadagni Strozzi Sacrati | Date | Dal 29/06/2026 al 24/08/2026 | Artisti | Lamberto Pignotti | Curatori | Laura Monaldi | Temi | Arte contemporanea, Poesia visiva, Gruppo 70 |
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