Dopo le retrospettive dedicate a Eve Arnold nel 2024 e a Letizia Battaglia nel 2025, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì prosegue le mostre fotografiche autunnali con Lee Miller. La mostra Lee Miller. Opere 1930-1955, curata da Walter Guadagnini, sarà allestita al Museo Civico San Domenico dal 10 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 e presenterà oltre 160 fotografie, tutte provenienti dai Lee Miller Archives. Molti degli scatti presenti in mostra sono esposti raramente o per la prima volta, offrendo così l’occasione di ricostruire tanto la dimensione pubblica quanto quella più intima della fotografa americana.
Il percorso si concentra principalmente sull’intensa produzione realizzata da Lee Miller tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento, seguendo gli spostamenti e le continue trasformazioni di un’artista capace di attraversare mondi, paesi e linguaggi differenti.
Nata a Poughkeepsie, nello Stato di New York, nel 1907, Miller si trasferì a Parigi alla fine degli anni Venti con l’ambizione di diventare fotografa. Qui riuscì a entrare nello studio di Man Ray, diventandone assistente e collaboratrice. Fu l’inizio di una carriera destinata a intrecciarsi con alcuni dei più importanti protagonisti dell’arte del Novecento. Miller entrò infatti in contatto con il movimento surrealista e divenne amica e musa di artisti come Pablo Picasso, Max Ernst e Paul Éluard, oltre a frequentare artiste come Eileen Agar, Leonora Carrington e Dorothea Tanning. Durante questo periodo realizzò alcune delle immagini più significative della storia della fotografia surrealista e collaborò con Man Ray allo sviluppo della solarizzazione, una delle tecniche fotografiche più riconoscibili della loro ricerca.
La parabola artistica di Lee Miller fu caratterizzata da continui cambiamenti. Le fotografie legate al surrealismo appartengono soprattutto al periodo compreso tra il 1929 e il 1932, quando passò rapidamente dal ruolo di modella e assistente di Man Ray alla produzione autonoma. Tra le opere presenti in mostra si contano Impasse des Deux Anges, Exploding Hand e Coiffure. In quegli stessi anni Miller si avvicinò anche al cinema, partecipando al film Le Sang d’un poète di Jean Cocteau, senza però rinunciare alla fotografia di moda.
Dopo il ritorno negli Stati Uniti, aprì uno studio fotografico e ritrasse personalità del cinema e dell’alta società americana, consolidando al contempo la collaborazione con Vogue. Nel 1934 intraprese una nuova esperienza trasferendosi in Egitto insieme al marito Aziz Eloui Bey. Anche questo periodo si rivelò particolarmente fecondo dal punto di vista creativo: Miller realizzò immagini di paesaggio dal carattere enigmatico e si avvicinò alla scena surrealista egiziana. Tra le fotografie più significative di questa fase spicca Portrait of Space, uno degli scatti più celebri della sua produzione.
Nel 1937 Lee Miller tornò in Europa e nel 1939 si trasferì in Inghilterra insieme all’artista e collezionista Roland Penrose, che sarebbe diventato il suo secondo marito. Durante la seconda guerra mondiale decise di rimanere a Londra e continuare volontariamente a lavorare per Vogue, documentando la città durante i bombardamenti tedeschi. Le sue fotografie trasformano spesso la quotidianità della guerra in immagini di straordinaria forza visiva. È il caso di Fire Masks, dove l’equipaggiamento protettivo indossato dai soggetti assume quasi una dimensione surreale.
Successivamente Miller scelse di seguire le truppe alleate come fotoreporter, documentando direttamente alcuni dei momenti più drammatici del conflitto. Tra le sue immagini più note figurano quelle realizzate durante l’assedio di Saint-Malo, nei territori devastati dalla guerra e nei campi di concentramento.
Le fotografie della fine del conflitto, comprese quelle dedicate alla Germania nazista ormai al collasso, rappresentano uno dei capitoli più importanti della sua produzione. Miller documentò le distruzioni, gli ufficiali nazisti suicidi e le conseguenze della guerra con uno sguardo diretto e privo di retorica. Accanto alle immagini, pubblicate da Vogue, la fotografa scriveva personalmente i testi che le accompagnavano, dimostrando anche notevoli capacità giornalistiche.
La mostra segue Lee Miller anche negli ultimi anni della sua attività professionale. In Italia la fotografa realizzò alcuni servizi dedicati alla Biennale di Venezia, entrando in contatto con figure come Peggy Guggenheim e Giorgio Morandi, e realizzò inoltre i suoi ultimi servizi di moda in Sicilia. Successivamente si ritirò con Roland Penrose nella campagna del Sussex, dove continuò a frequentare artisti, intellettuali e protagonisti della cultura internazionale. La loro casa divenne un punto d’incontro per personalità come Saul Steinberg, Max Ernst, Alfred H. Barr Jr., Renato Guttuso e un giovane Richard Hamilton. Anche in questa fase Lee Miller continuò a sperimentare, realizzando fotografie ironiche e giocose che testimoniano il suo carattere anticonvenzionale.
Il percorso espositivo di Forlì segue un andamento cronologico, mettendo in evidenza una delle caratteristiche più distintive di Lee Miller: una curiosità inesauribile e il desiderio costante di cambiare, sperimentare e scoprire nuovi aspetti della realtà. Le oltre 160 fotografie saranno accompagnate dalla riproduzione di alcune pagine delle riviste sulle quali furono pubblicati i suoi reportage fotografici e giornalistici, per offrire così anche una prospettiva sul contesto editoriale nel quale nacquero. La mostra sarà inoltre accompagnata da un catalogo pubblicato da Dario Cimorelli Editore e da un programma di attività dedicate all’educazione all’immagine, alla condivisione e alla partecipazione, rivolte a pubblici di età e formazione differenti.
La retrospettiva è promossa dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, attraverso Civitas srl, in collaborazione con l’Amministrazione comunale e con Camera – Centro Italiano per la Fotografia, e si avvale del progetto allestitivo dello studio Lucchi & Biserni.
Con questa esposizione, Forlì prosegue il percorso dedicato ai grandi protagonisti della fotografia internazionale, offrendo al pubblico l’opportunità di riscoprire Lee Miller non soltanto come fotografa di guerra o icona del surrealismo, ma come artista capace di reinventarsi continuamente e di attraversare alcuni dei momenti più significativi della cultura e della storia del Novecento.
| Titolo mostra | Lee Miller. Opere 1930-1955 | Città | Forlì | Sede | Museo civico San Domenico | Date | Dal 10/10/2026 al 10/01/2027 | Artisti | Lee Miller | Curatori | Walter Guadagnini | Temi | Novecento, Fotografia |
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