Da oggi fino al 7 febbraio 2027 le Scuderie del Quirinale di Roma ospitano la prima grande mostra monografica dedicata a Jacopo da Pontormo (Pontorme, Empoli, 1494 - Firenze, 1557) mai allestita fuori da Firenze. L’esposizione, promossa da Ales - Scuderie del Quirinale in partnership con le Gallerie degli Uffizi, prodotta insieme a Electa e curata da Cristina Acidini con Elena Capretti, Philippe Costamagna, Bruce Edelstein e Carlo Falciani, riunisce oltre 130 opere, di cui 84 di Pontormo, ricostruendo attraverso un percorso prevalentemente cronologico le diverse fasi della sua attività nella Firenze del Cinquecento.
La mostra si concentra sulla vicenda di un artista che ebbe un ruolo nella formazione della Maniera fiorentina nell’alveo del pieno Rinascimento e che sviluppò un linguaggio personale attraverso una continua ricerca sulla figura, sul colore, sullo spazio e sulla resa delle emozioni. Il percorso prende avvio dagli esordi nella Firenze repubblicana e segue Pontormo nelle grandi imprese pittoriche realizzate sotto l’egida della dinastia medicea e delle autorità ecclesiastiche. Accanto ai dipinti trovano spazio una consistente selezione di disegni, opere legate alla sua attività di ritrattista e gli scritti autografi, con particolare attenzione al cosiddetto Libro mio, il diario che il pittore tenne dal 1554 al 1556.
L’insieme delle opere riunite a Roma costituisce una delle principali occasioni di confronto sulla produzione di Pontormo dai tempi della Mostra del Pontormo e del primo manierismo fiorentino organizzata a Palazzo Strozzi nel 1956, in occasione del quarto centenario della morte dell’artista. I prestiti arrivano dalle principali istituzioni italiane e internazionali. Oltre alle Gallerie degli Uffizi, alla Galleria dell’Accademia e ai Musei del Bargello di Firenze, partecipano con le loro opere la Galleria Borghese e l’Istituto centrale per la Grafica di Roma, il Louvre di Parigi, la National Gallery e il British Museum di Londra, il Metropolitan Museum of Art di New York, la National Gallery of Art di Washington, l’Art Institute of Chicago, il Getty Museum di Los Angeles e altri musei e collezioni.
A questi prestiti si aggiungono opere provenienti da diocesi e parrocchie di Firenze e del territorio. Tra queste figura la Pietà, o Trasporto di Cristo, dipinta da Pontormo tra il 1525 e il 1528 per la cappella Capponi nella chiesa di Santa Felicita a Firenze. Insieme alla pala sono esposti i quattro tondi con gli Evangelisti realizzati da Pontormo e Bronzino, in un allestimento che richiama la struttura architettonica della cappella fiorentina. Dalla pieve di San Michele Arcangelo di Carmignano, presso Prato, arriva invece la Visitazione del 1528-1532, oggi interessata da un intervento di restauro, collocata nell’ultima sala della mostra come conclusione del percorso.
Proprio la Visitazione costituisce uno dei fili conduttori dell’esposizione, aprendola e chiudendola. Nelle prime sale è infatti presentata la Visitazione realizzata da Pontormo tra il 1514 e il 1516, uno dei tre affreschi staccati provenienti dal Chiostrino dei Voti della basilica della Santissima Annunziata di Firenze. L’opera appartiene alla fase iniziale della carriera del pittore e documenta la sua affermazione nello scenario artistico fiorentino. Gli affreschi furono affidati dai frati serviti ad Andrea del Sarto e ai suoi ex assistenti Pontormo e Rosso Fiorentino; quello di Pontormo è stato concesso in prestito dai serviti contemporanei.
Il percorso prosegue attraverso le prime imprese collettive realizzate per la borghesia fiorentina. Tra queste figura il ciclo delle Storie di Giuseppe Ebreo, dipinto nel 1515-1516 per la camera nuziale di Pierfrancesco Borgherini e Margherita Acciaioli. L’insieme, destinato all’arredo della camera, fu realizzato con la partecipazione di Francesco Granacci, Andrea del Sarto e Francesco Ubertini detto Bachiacca. Una parte delle tavole è stata riunita per l’occasione grazie ai prestiti di grandi musei. Alla stessa fase appartiene l’Adorazione dei magi realizzata per l’anticamera Benintendi, nell’ambito di un’altra impresa artistica collettiva.
Una sezione centrale della mostra è dedicata alla Passione di Cristo della Certosa del Galluzzo, ciclo di affreschi realizzato tra il 1523 e il 1525, quando Pontormo e il giovane Bronzino si rifugiarono nella Certosa a causa di una violenta pestilenza. Quattro delle cinque lunette che compongono il ciclo sono esposte alle Scuderie del Quirinale. Le opere sono state oggetto di una revisione conservativa che ha interessato tutte e cinque le lunette, sostenuta dall’associazione Friends of Florence. Il ciclo, ispirato alle incisioni di Albrecht Dürer, contribuì alla severa valutazione formulata da Giorgio Vasari nella seconda edizione delle Vite del 1568. Vasari rimproverava a Pontormo di essersi allontanato dalla tradizione della maniera fiorentina per adottare uno stile ritenuto tedesco, spigoloso e sgraziato.
Alla fase della Certosa risale anche la Cena in Emmaus del 1525, proveniente dalle Gallerie degli Uffizi. L’opera viene presentata in mostra come uno dei punti di riferimento della produzione pittorica di Pontormo ed è stata spesso accostata alla pittura di Caravaggio per il naturalismo dei personaggi e per l’uso marcato dei contrasti fra luce e ombra. Un ulteriore passaggio della biografia artistica di Pontormo coincide con gli anni successivi all’ultima Repubblica fiorentina e all’assedio della città, nel momento del definitivo ritorno dei Medici. In questa fase il pittore stabilì un temporaneo rapporto di collaborazione con Michelangelo Buonarroti, che gli affidò due cartoni da tradurre in pittura. Da questo sodalizio nacquero il Noli me tangere, restaurato in occasione della mostra, e la Venere e Cupido, destinata alla camera di Bartolomeo Bettini.
La ricostruzione della camera Bettini proposta alle Scuderie comprende anche le due lunette raffiguranti Dante e Petrarca di Bronzino, riemerse dal collezionismo privato. La presenza della Venere di Pontormo permette così di ricomporre, almeno idealmente, un ambiente che il committente non vide mai nella sua configurazione definitiva: il dipinto di Pontormo, appena concluso, passò infatti al duca Alessandro attraverso una sorta di acquisto coatto. Una parte consistente dell’esposizione è riservata alla ritrattistica, con opere realizzate da Pontormo per i Medici, ai quali l’artista rimase legato per tutta la vita, e per altri protagonisti della società fiorentina. Tra i dipinti figura il celebre Alabardiere, la cui identità resta controversa e che viene presentato come uno dei principali esempi della ritrattistica del Cinquecento, con la rappresentazione di un ideale di prestanza virile e fierezza militare. Altri nuclei sono costituiti dal severo Cosimo il Vecchio, nel quale Pontormo sperimenta la formula del ritratto allegorico, e dai Due amici, accostati alla Dama in rosso di Bronzino.
Il disegno occupa un posto rilevante nel progetto espositivo. La figura umana è al centro della pratica grafica di Pontormo, documentata attraverso studi di giovani garzoni colti dal vero in pose differenti e disegni realizzati a confronto con modelli e fonti diverse, comprese le incisioni di Dürer. Nei primi anni Trenta, dopo il rapporto con Michelangelo, il linguaggio grafico di Pontormo cambia: le figure acquistano una muscolatura più robusta e sono costruite attraverso chiaroscuri più marcati. Tra i materiali esposti figurano anche i disegni preparatori per gli affreschi del coro di San Lorenzo, considerati la più importante impresa pittorica realizzata a Firenze alla metà del Cinquecento e oggi perduti.
Il racconto della carriera di Pontormo viene inoltre accompagnato da opere di artisti con cui il pittore entrò in contatto o che contribuirono alla definizione del contesto artistico della Firenze del tempo. Sono presenti lavori dei suoi primi maestri, Mariotto Albertinelli, Piero di Cosimo e Andrea del Sarto, dei contemporanei Rosso, Franciabigio, Puligo, Granacci e Bachiacca, e degli allievi e collaboratori Jacone e soprattutto Bronzino, del quale è esposto il Crocifisso Panciatichi, caratterizzato da una costruzione scultorea della figura e da una particolare luminosità.
Fra i materiali della mostra rientra anche il Libro mio, il diario autografo scritto da Pontormo negli ultimi anni della sua vita. Il documento comprende annotazioni e piccoli disegni e nel tempo è stato oggetto di numerose interpretazioni di carattere psicologico, spesso utilizzate per costruire un’immagine del pittore come artista eccentrico e inquieto. Il catalogo propone una nuova lettura del manoscritto, orientata a ridimensionare le interpretazioni legate alla presunta stravaganza caratteriale dell’autore.
Il catalogo, pubblicato da Electa, raccoglie saggi e schede scientifiche dedicati alla posizione di Pontormo nel contesto storico e culturale della Firenze del Cinquecento e allo sviluppo della Maniera nel pieno Rinascimento. I contributi affrontano anche alcune questioni ancora aperte relative alla produzione dell’artista, dalla possibile identificazione dei modelli raffigurati nei ritratti alla datazione di alcune opere, fino all’eventuale presenza di collaboratori nell’esecuzione dei dipinti.
Fra le novità emerse dagli interventi realizzati in occasione della mostra figura il restauro della Madonna Corsini di Firenze. L’intervento ha confermato l’autografia dell’opera e ha portato alla luce, sotto una pesante ridipintura, un’aletta che modifica l’identificazione del piccolo personaggio raffigurato in basso: non si tratterebbe di san Giovannino, come si era ritenuto in precedenza, ma di un angioletto.
La mostra è accompagnata da una serie di interventi di restauro resi possibili dal sostegno di sponsor. Il progetto intende collegare alla visita delle Scuderie anche la conoscenza delle opere di Pontormo conservate nelle chiese e nelle ville di Firenze e dei territori circostanti, proponendo itinerari alternativi alle principali mete del turismo di massa. Il rapporto fra Pontormo e la produzione artistica contemporanea trova infine un ulteriore sviluppo a Roma. Dall’11 ottobre 2026 al 6 febbraio 2027, nella chiesa di Santa Maria Antiqua al Foro Romano, all’interno del Parco archeologico del Colosseo, sarà infatti visibile The Greeting, una delle videoinstallazioni più note di Bill Viola, ispirata alla Visitazione di Pontormo e presentata per la prima volta alla Biennale di Venezia nel 1995. L’opera sarà realizzata e presentata da Electa insieme al Parco archeologico del Colosseo. Il progetto espositivo delle Scuderie del Quirinale è sostenuto da Banca Passadore & C., AON, PwC e Montenovi.
“Con Pontormo”, ha dichiarato Fabio Tagliaferri, Presidente e Amministratore Delegato di Ales S.p.A., “le Scuderie del Quirinale presentano un progetto di respiro internazionale, costruito con un partner di primo piano come le Gallerie degli Uffizi ed un co-produttore ed editore del catalogo come Electa, con prestiti dai principali musei del mondo e con il sostegno di sponsor privati. È un modello di collaborazione tra pubblico e privato che genera valore economico, attrae visita- tori dall’Italia e dall’estero e rafforza la reputazione del sistema culturale italiano nel mondo. Lo ha dimostrato il successo dei Tesori dei Faraoni, con oltre 400.000 visitatori, più di 5 milioni di euro di ricavi e un tour internazionale che dalle Scuderie del Quirinale è arrivato negli Stati Uniti: una mostra di qualità può essere anche un investimento sostenibile e un asset strategico per il Paese”.
“La mostra è insieme una gran- de sfida organizzativa, una coraggiosa scommessa curatoriale e una prova di quanto le sinergie istituzionali possano rendere raggiungibili risultati straordinariamente ambiziosi”, afferma Matteo Lafranconi, Direttore delle Scuderie del Quirinale. “Ma anche, e prima di tutto, un’occasione irripetibile offerta al grande pubblico per un incontro ‘a tu per tu’ con un artista tra i più seducenti e amati dell’intero Rinascimento”.
“Le Gallerie degli Uffizi non potevano non essere partner delle Scuderie del Quirinale e di Ales in un progetto espositivo come questo, dedicato a un artista così emblematico della fiorentinita cinquecentesca come Pontormo” ha commentato Simone Verde Direttore delle Gallerie degli Uffizi. “Tanto più che il corpus di 27 opere con disegni e dipinti, tra i quali capolavori come la Cena in Emmaus, la Madonna con Bambino e San Giovannino, I diecimila Martiri, con il quale il nostro museo contribuisce a questo progetto costituisce un tassello imprescindibile per comprendere l›eccezionale esperienza artistica di questo assoluto Maestro”.
“Con la proposta a Cristina Acidini e alle Scuderie del Quirinale di un grande progetto espositivo dedicato a Pontormo, che nasce nell’ambito delle iniziative promosse dalla casa editrice per festeggiare i suoi ottanta anni di vita”, sottolinea Rosanna Cappelli, Amministratrice Delegata di Electa, “Electa ha inteso rinnovare la vocazione a promuovere la ricerca storico-artistica e la rilettura critica dell’opera di protagonisti innovatori dell’arte italiana, in dialogo aperto con le istituzioni e gli studiosi. Grazie alla loro insostituibile conoscenza, che ci ha guidato per la mostra e per il catalogo, Pontormo continuerà a influenzare la cultura visiva e letteraria contemporanea, ora in modo più consapevole”.
| Città | Roma | Sede | Scuderia del Quirinale | Date | Dal 09/10/2026 al 09/02/2027 | Artisti | Pontormo | Curatori | Cristina Acidini, Carlo Falciani, Bruce Edelstein, Elena Capretti, Philippe Costamagna | Temi | Roma, Arte antica, Pontormo, Scuderie del Quirinale, Cinqucento |
Per inviare il commento devi
accedere
o
registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo
l’accesso.