A Venezia una mostra sulla pittura di Stéphane Dubé dedicata a insetti e serpenti


Dal 8 maggio al 30 agosto 2026 il Museo d’Arte Orientale di Venezia ospita la mostra MUSHI 虫. Libellule e altri insetti nella pittura di Stéphane Dubé, con ventisette opere a gouache su carta dedicate al mondo degli insetti e articolate in tre sezioni tematiche.

Dal 8 maggio al 30 agosto 2026 il Museo d’Arte Orientale di Venezia ospita la mostra MUSHI . Libellule e altri insetti nella pittura di Stéphane Dubé, un’esposizione che riunisce ventisette opere dell’artista dedicate al mondo degli insetti. Il progetto, curato da Marta Boscolo Marchi, Sachiko Natsume e Giulia Passante, nasce dalla collaborazione tra la Direzione regionale Musei nazionali Veneto – Museo d’Arte Orientale e la Galleria Sachiko Natsume.

Le opere presentate in mostra sono realizzate a gouache su carta e sono organizzate in tre sezioni che sviluppano diversi aspetti della ricerca di Dubé. La prima sezione, intitolata Libellule, mette in relazione i lavori dell’artista con alcuni oggetti della collezione del museo. La figura della libellula compare infatti con frequenza su diverse tipologie di manufatti della tradizione giapponese conservati nelle raccolte, tra cui articoli militari, netsuke (piccoli fermagli usati come contrappeso per gli oggetti appesi alla cintura), portapipe e piccoli mobili. In tali contesti l’insetto è associato a qualità come la tenacia e lo spirito combattivo. La presenza ricorrente di questa figura e l’essenzialità della sua forma hanno suggerito all’artista una serie di quattro grandi composizioni in cui la ripetizione dell’immagine genera una struttura visiva ritmica che richiama l’andamento del volo delle libellule.

Stéphane Dubé, Libellula (2024; gouache su carta, 35x27cm) 
Stéphane Dubé, Libellula (2024; gouache su carta, 35x27 cm)
Stéphane Dubé, Testa d’insetto (2025; gouache su carta, 91x58cm)
Stéphane Dubé, Testa d’insetto (2025; gouache su carta, 91x58 cm)

Un secondo nucleo della mostra è dedicato alle falene. Tra il 2019 e il 2022 Stéphane Dubé ha realizzato una serie di immagini incentrate su questi insetti notturni, caratterizzati da una morfologia che consente una sintesi grafica essenziale. La posizione immobile delle falene permette di inscrivere la loro forma all’interno di una struttura triangolare, elemento che diventa uno dei principi compositivi della serie. Accanto a tali immagini compaiono alcune opere dedicate alle cosiddette “testa-occhi”, raffigurazioni di teste di insetto in cui l’artista concentra l’attenzione sulla complessità della superficie. In questi lavori la gouache viene applicata con depositi materici e irregolari che suggeriscono una percezione frammentata e molteplice. La falena, insetto legato alla notte, è inoltre associata simbolicamente alla capacità di orientarsi nel buio e di percepire oltre ciò che appare visibile.

L’ultima parte dell’esposizione presenta una selezione di opere tratte dal ciclo dedicato ai serpenti morti. Nella cultura giapponese il termine 蛇 (hebi), che indica il serpente, è collegato al mondo degli insetti attraverso il radicale 虫. In tale contesto simbolico il serpente viene considerato una creatura di buon auspicio, associata a saggezza, protezione e fertilità, ma anche a idee di rinascita e guarigione legate alla capacità di mutare pelle. La mostra include otto dipinti appartenenti al ciclo Serpente morto, composto complessivamente da cinquanta opere. All’interno di questa serie si osserva uno sviluppo stilistico progressivo che conduce dalle prime immagini, in cui il serpente appare in movimento, a raffigurazioni più monumentali e compatte, fino a una fase successiva caratterizzata da una forma più essenziale e rarefatta, come se anche dopo la morte la figura continuasse a trasformarsi.

Stéphane Dubé, Serpente (2025; gouache su carta, 42x30cm)
Stéphane Dubé, Serpente (2025; gouache su carta, 42x30 cm)

Nell’ambito delle iniziative collegate alla mostra è previsto anche un appuntamento dedicato al sakè. Il 10 maggio alle ore 12 la Galleria Sachiko Natsume organizza un incontro incentrato sulla storia della bevanda, sui metodi di produzione e sulle sue caratteristiche organolettiche. All’evento parteciperà il maestro Hoshitaro Asada, che produce sakè sulle Dolomiti. Al termine dell’incontro è prevista una degustazione con un bicchiere offerto dal produttore. L’appuntamento è a numero chiuso e richiede la prenotazione telefonica al numero 041 5241173. La mostra è promossa dalla Direzione regionale Musei nazionali Veneto – Museo d’Arte Orientale con il sostegno della Galleria Sachiko Natsume.

Note sull’artista

Stéphane Dubé è nato nel 1959. Tra il 1979 e il 1981 si trasferì a Varsavia per studiare all’Accademia di Belle Arti grazie a una borsa di studio del governo polacco. Successivamente, tra il 1989 e il 1990, proseguì la propria formazione all’Accademia di Belle Arti di Kyoto come borsista del governo giapponese. Dal 2024 l’artista vive a Toyama, non lontano dal mare del Giappone, in un territorio caratterizzato da montagne e risaie.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraMUSHI 虫. Libellule e altri insetti nella pittura di Stéphane Dubé
CittàVenezia
SedeMuseo d’Arte Orientale di Venezia
DateDal 08/05/2026 al 30/08/2026
ArtistiStéphane Dubé
CuratoriMarta Boscolo Marchi, Sachiko Natsume, Giulia Passante
TemiArte contemporanea, Arte orientale



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